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Recensione American Horror Story Hotel Episodio 4: La notte del Diavolo

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L'episodio dedicato alla festa di Halloween ci regala un episodio ricco di guest star d'eccezione: i più grandi serial killer di tutti i tempi, riuniti da Mr. March.

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La notte del Diavolo: Halloween. Molte serie tv dedicate al soprannaturale e all'horror ci raccontano la loro versione di Halloween (in Buffy, per esempio, i mostri non escono: troppo banale...). E tutte le serie tv, o quasi, dedicano un episodio tematico a una festa che fa impazzire l'America. American Horror Story: Hotel non ha fatto eccezione e ci ha regalato questa incredibile "notte del Diavolo".

Mentre la Contessa, fresca del Golden Globe vinto da Lady Gaga per il ruolo, decide di trasformare in vampiro la dottoressa Alex Lowe, che non vuole più separarsi dal suo grande amore (il figlioletto Holden), al marito John Lowe tocca una cena infernale.

I commensali? Alcuni fra i più famosi serial killer di tutti i tempi: da Richard Ramirez (noto come "The Night Stalker") ad Aileen Wuornos (che Charlize Theron ha interpretato con successo nel film dedicato alla sua vita, "Monster", guadagnandosi un Oscar). E se John Carroll Lynch era il mostruoso clown in Freak Show, qui è il killer ossessionato dai clown, John Wayne Gacy. Mentre la "veterana" di American Horror Story Lily Rabe è Aileen Wuornos, Anthony Ruivivar è Richard Ramirez e Seth Gabel dà vita a un inquietante Jeffrey Dahmer.

L'ospite d'eccezione di una tavolata del genere non poteva che essere lui, il più spietato e astuto fra loro, James Patrick March, che con non troppo stupore scopriamo essere un mentore per tutti gli assassini seriali che contano davvero: quelli che ottengono il prezioso invito alla sua cena annuale per Halloween.

American Horror Story ci dà il benvenuto a una festa in cui, mentre tutti si travestono da mostri, i mostri interpretano loro stessi. Anche molti anni dopo la loro morte. Perché - come dice il signor March - "Ciò che è impossibile, qui diventa possibile". Lo dimostra la storia di Hazel Evers, la cameriera di cui John scopre l'atroce passato: il figlioletto le venne sottratto durante un attimo di distrazione, proprio come successe a lui con Holden. Lo ritrovarono in una fossa comune, insieme a molti altri bambini, nel vero ranch dell'orrore protagonista di quelli divenuti noti come "Wineville Chicken Coop Murders" e compiuti da Gordon Stewart Northcott, impiccato nel 1930. La vicenda ha ispirato anche il toccante film di Clint Eastwood "Changeling" e, come dimostra il collega del detective Lowe, è una brutta pagina della storia di Los Angeles che nessuno ha dimenticato.

Poco importa che i fatti risalissero agli anni Venti e che Hazel fosse identica a com'è ora: il tempo, ormai lo sappiamo bene, non ha alcuna importanza all'Hotel Cortez. Si ferma. Come succede a chi viene contagiato dall'antico virus - la Contessa definisce il vampirismo - che riceve la vita eterna e cancella la malattia. Per poi passare a un'altra dimensione dell'esistenza, una dimensione infernale di cui l'albergo costruito da un serial killer per dare la caccia alle sue vittime è un ottimo biglietto da visita.

Anche alla cena in cui si balla sulle note di "Sweet Jane", già nella colonna sonora di Assassini nati, e che rischia di far perdere la ragione a John Lowe ci sono delle vittima. Un uomo "offerto" a Dahmer da March e un uomo d'affari appositamente rimorchiato da Sally perché tutti gli assassini presenti lo massacrino, in un sacrificio rituale che sembra avere a che fare con la loro "vita eterna". O, almeno, con l'eterno male che continuano a commettere.

Lily Rabe è Aileen Wuornos in American Horror Story: Hotel

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