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Recensione American Horror Story: Hotel Il killer dei 10 comandamenti

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Il momento della verità è arrivato: ciò che eravamo stati indotti a sospettare si è dimostrato reale. E John Lowe ha completamente cambiato immagine ai nostri occhi.

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John Lowe, detective della omicidi. Padre di Holden, rapito da una giostra sulla spiaggia, mentre John si era distratto un attimo. Marito di una donna che lo disprezza al punto di volerlo fare impazzire. Padre di una ragazzina, Scarlett, che sembra non avere alcuna importanza nella vita dei suoi genitori.

John Lowe, detective della omicidi. John Lowe, serial killer.

Una doppia vita che non ha nulla a che vedere con la finzione (non siamo di fronte a un novello Dexter Morgan, neanche lontanamente), bensì con la rimozione dei ricordi.

Finalmente, in questo episodio, tutti i ricordi emergono. E la storia di John Lowe ci viene raccontata, riscrivendo anche la storia di questa stagione di American Horror Story, con un episodio ricchissimo di omaggi a Shining e in particolare al percorso che porta Jack Torrance alla follia.

American Horror Story: Hotel - Mr. March e John Lowe ne Il killer dei dieci comandamenti

Dopo aver lasciato John, attonito, al cospetto dell’incidente mortale di Wren, il nostro detective vuole la verità.

Affronta Liz e Sally, all’Hotel Cortez, ma soprattutto affronta le sue paure. E lo fa nella camera 64: la stanza che una volta era l’ufficio di James Patrick March.

L’ufficio nascondeva una stanza segreta, la “stanza dei souvenir” del killer dei comandamenti. La stanza in cui ci viene raccontato, attraverso una minuziosa ricostruzione degli ultimi 5 anni, il cambiamento di John Lowe da detective a pupillo di March col compito di completare “la sua opera”.

Gli autori ci avevano indotti diverse volte a credere che John fosse impazzito, che la sua ossessione per il killer dei comandamenti nascondesse qualcosa - magari il suo stesso coinvolgimento. Ma scoprire che il rapimento di Holden venne architettato da March per dargli una “spintarella” nella direzione giusta è tutta un’altra cosa.

 

La crudeltà di March (superbamente interpretato da Evan Peters) e della Contessa (che per la prima volta si presenta come “Contessa”, appunto, in questo episodio), il tormento infinito di Sally e il sollievo di Iris (che finalmente non deve più fingere di non conoscere John) si accompagnano a rivelazioni che mantengono intatta la coerenza del personaggio.

Per come lo conosciamo, recuperando i ricordi John Lowe non potrebbe far altro che correre a confessare i propri delitti. E lo fa. Corre dal suo partner, Andy, e gli racconta tutto ciò che ha ricordato. 

Ma quando Andy non gli crede, per convincerlo, il “nuovo-vecchio” John si comporta anch’egli coerentemente, accoltellandolo.

D’ora in avanti tutto cambierà. I giochi di potere si sono riequilibrati e non c’è più un poliziotto determinato a far luce sugli orrori dell’Hotel Cortez. Cosa possiamo aspettarci, quindi, da qui al finale di stagione?

Di tutto. Come in ogni stagione di American Horror Story, sempre pronta a sorprenderci… Ma mai quanto la realtà.

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