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Shia LaBeouf spara a zero contro Steven Spielberg e il suo cinema

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Shia LaBeouf rilascia una serie di dichiarazioni sul suo rapporto con Steven Spielberg, accusando il regista di essere diventato solo una compagnia di produzione.

Shia LaBeouf

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Shia LaBeouf continua a far parlare di sé per le dichiarazioni senza peli sulla lingua rilasciate a riviste come Variety

Qualche giorno fa, l'attore aveva rivelato di essere stato estromesso da Suicide Squad per motivazioni che non avevano niente a che vedere con il suo lavoro.
Pare che la decisione di Warner Bros. fosse stata motivata dalla sua vita un po' folle fuori dal set. 

Oggi è il turno di Steven Spielberg: Shia ha usato parole piuttosto pesanti per descrivere il suo rapporto con il regista.

Shia LaBeouf e Steven Spielberg a CannesGetty
Shia LaBeouf e Steven Spielberg a Cannes nel 2008

I due hanno lavorato insieme a diversi progetti, tra cui Disturbia, Transformers,  Eagle Eye e Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

A Shia non è piaciuta la modalità di lavoro sul set, dove tutto era predefinito in maniera maniacale. Secondo le sue dichiarazioni, era previsto addirittura un minutaggio per le battute. 

L'attore è andato persino oltre affermando che si aspettava uno Spielberg completamente diverso. Il regista faceva parte dei suoi sogni da attore, che sono stati delusi dall'incontro con un uomo che "si trova in un altro momento della sua carriera"

Se voleste interpretare le parole di Shia, direste che l'attore abbia insinuato che Spielberg sia in una fase calante?!

A dire il vero ha dichiarato anche che Spielberg non è più un regista, ma è diventato una casa di produzione.

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo di Steven SpielbergParamount
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Il diretto interessato non ha replicato alle esternazioni del giovane attore, protagonista di una serie di episodi che non depongono molto a suo favore.

Shia ha subito, infatti, vari arresti per ebrezza, è stato cacciato dallo spettacolo teatrale Orphans nel 2013, è stato accusato di plagio per un cortometraggio ed è stato portato in carcere per la bagarre creata durante il musical Cabaret a Broadway. 

Negli ultimi tempi, però, Shia sembra aver messo la testa a posto. Si è liberato dalla dipendenza dall'alcool frequentando gli alcolisti anonimi e si è ributtato nel lavoro con il film American Honey, presentato in concorso al Festival di Cannes 2016. 

Certo, a suo favore ci sono una serie di attenuanti: Shia ha cominciato a lavorare quando era solo un ragazzino di 14 anni e la sua carriera e la sua vita assomigliano a quelle di molti altri attori che hanno debuttato troppo presto.

Probabilmente, ha anche bisogno della stessa libertà creativa che gli è stata concessa in American Honey, in cui non ha avuto un vero e proprio copione e ha potuto esprimere le sue emozioni facendosi ben 12 tatuaggi diversi. 

E voi credete che le sue esternazioni siano fuori luogo? Al posto di Spielberg avreste replicato?

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