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Episodio 1.1: La nuova casa

Il debutto su FOX è arrivato e la prima puntata ci ha regalato tante emozioni…

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1978. Siamo di fronte al classico inizio di un classico horror: la casa abbandonata, stregata – si dice – che fa paura. I ragazzini annoiati, un po’ bulletti (ci stanno antipatici subito, così non soffriremo per la loro perdita). La prova di coraggio, la ragazzata. La ragazzina “diversa” con le premonizioni. Non possiamo sapere di trovarci di fronte ad una serie tv: è in tutto e per tutto l’inizio di un film horror. E come nella miglior tradizione, dopo lo spaventoso antefatto passiamo al presente. Oggi. Conosciamo per primo il personaggio di Vivien (quello che trascorrerà più tempo di tutti nella casa) e la conosciamo in modo che ci venga subito comunicato qualcosa di intimo su di lei, affinché venga subito creato un legame emotivo. Non a caso il suo medico la paragona ad una casa. Non a caso 1978. Siamo di fronte al classico inizio di un classico horror: la casa abbandonata, stregata – si dice – che fa paura. I ragazzini annoiati, un po’ bulletti (ci stanno antipatici subito, così non soffriremo per la loro perdita). La prova di coraggio, la ragazzata. La ragazzina “diversa” con le premonizioni. Non possiamo sapere di trovarci di fronte ad una serie tv: è in tutto e per tutto l’inizio di un film horror. E come nella miglior tradizione, dopo lo spaventoso antefatto passiamo al presente. Oggi. Conosciamo per primo il personaggio di Vivien (quello che trascorrerà più tempo di tutti nella casa) e la conosciamo in modo che ci venga subito comunicato qualcosa di intimo su di lei, affinché venga subito creato un legame emotivo. Non a caso il suo medico la paragona ad una casa. Non a caso viene messa subito alla prova, facendole sentire i classici rumori sospetti al ritorno a casa…
Ma è la sua vecchia casa. E i rumori sono quelli causati da suo marito a letto con un’altra. Finisce con una coltellata. Non male come inizio: viene riassunta la storia un’intera famiglia e il bisogno di trasferirsi per ricominciare. E gli autori ci fanno prendere posizione: siamo subito dalla parte di lei, Ben invece dovrà conquistarsela, la nostra simpatia. Violet ci piace perché ci immedesimiamo in lei: trasferirsi in una grande, tetra casa dopo essere stati sradicati da scuola ed amici. Non fa certo piacere. E poi arriva un altro classico: il cane abbaia alla porta che scende in cantina. Ci sono ancora i titoli di testa in sovrimpressione e già sappiamo che c’è qualcosa che non va. Lo sappiamo ancora prima che ci venga raccontata la tragica storia dell’omicidio-suicidio degli ex proprietari (altro classico: un fatto di sangue che lascia tracce in un edificio).
È successo nel seminterrato. Nei primi minuti sappiamo già tutto quello che dobbiamo sapere, la sfida starà nello scoprire tutto il resto… che inizia con la violenza attorno a Violet, subito aggredita dalle odiose compagne di scuola. E che prosegue con l’arrivo di Adelaide ed un poco rassicurante “Morirete tutti, qui dentro”. E poi… arriva lei. Un grandioso ingresso da parte di Jessica Lange nei panni della misteriosa, eccentrica, bizzarra vicina di casa Constance. Un’invadente, maleducata ficcanaso che chiama sua figlia “mostro”. Ci vorrà ben altro che la salvi per cancellare i brutti ricordi, qui… Perché fra una scoperta inquietante e l’altra conosciamo anche Tate, il personaggio più disturbato del momento.
Uno che sogna di fare strage a scuola e che si lega subito a Violet, la figlia dello psichiatra che si autolesiona ad insaputa del padre (dottore, non ci fai una bella figura eh). Ben è un pessimo marito e un cattivo padre, a quanto pare. Non a caso è il primo “sonnambulo” a subire l’influenza della casa. L’uomo debole è facilmente vittima delle influenze maligne (avete presente Jack Torrance? Un altro elemento tradizionale). L’entrata in scena della governante Moira introduce poi un colpo di genio: Ben la vede come un splendida ragazza vestita in modo provocante, tutti gli altri vedono solo la bravissima Frances Conroy.
Eros e thanatos, come in ogni horror che si rispetti. Vivien pensa di avere un rapporto con suo marito quando al suo posto c’è un inquietante figuro in latex nero; Ben si lascia subito provocare dalla governante e regge tipo 5 minuti prima di farsi tentare. Il sesso e la morte, chiodo fisso degli horror, daranno del filo da torcere ai due protagonisti. Lo sappiamo ancora prima dell’avvertimento di Larry Harvey, così come sappiamo che il messaggio sugli adolescenti americani allo sbando, vittime della violenza e spinti verso la violenza, è chiarissimo. Seguono: strepitoso dialogo-litigata (con strepitose interpretazioni) fra Ben e Vivien e notiziacce inquietanti (quel “sono incinta” non suona poi molto bene, alla luce dei recenti avvenimenti).
Ma l’elemento ricorrente di questo episodio pilota, ricchissimo di eventi, è che le cose non sono come sembrano. Ciascuno vede cose e persone a modo suo. Non per volontà, sia chiaro. Più probabilmente per via del piano della casa e delle figure che la popolano. La potenziale riuscita del Male che alberga nella casa sta tutta qui: nelle debolezze dei personaggi. Ancora una volta, seguendo alla perfezione la migliore tradizione horror. E questo è solo l’episodio pilota

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