FOX

Episodio 1.2: Il passato ritorna

Su FOX continua la saga horror firmata da Ryan Murphy e Brad Falchuk e l’impressione del primo episodio è confermata: siamo di fronte a una grande serie…

0 condivisioni 0 commenti 0 stelle

Share


Prima cosa: più vedo – dall’esterno e dall’interno – questa casa, più mi inquieto. La location è perfetta. La storia pure: partiamo con un altro tuffo nel passato, come nel pilot, ma dieci anni più indietro (dal 1978 al 1968. Ho idea che le date non siano casuali, staremo a vedere). American Horror Story ci racconta la storia della casa e dei suoi precedenti inquilini, che paiono tutti destinati a fare una brutta fine, come l’infermiera annegata e la ragazzina (vergine: ancora una volta, niente regole classiche degli horror per i nostri autori. Di solito le vergini si salvano per il rotto della cuffia, Halloween e Scream insegnano) accoltellata.


Il killer del 1968, R. Franklin, lascia posto al presente, con un’inquadratura che si stringe sul primo piano di Tate (passiamo da un pazzo all’altro, è evidente) che provoca il suo psichiatra, Ben, il quale – con mia grande sorpresa, ammetto – non cede alle sue provocazioni. Forse non è il loser che pensavo. O forse sì (non faccio in tempo a finire di pensarlo che arriva la telefonata dell’amante, incinta. Un po’ come la moglie… anche se lì Ben non c’entra, giusto?). Ad ogni modo, siamo solo al teaser del secondo episodio e già c’è materiale a sufficienza per una stagione intera. Questo sì che è essere avanti. Perfino nella regia: le sequenze che passano dalla figura intera al dettaglio, le inquadrature dall’alto e dal basso… Nulla di banale dal punto di vista tecnico e, soprattutto, tutto perfettamente funzionale ai personaggi e alle situazioni emotive.


Come alla ex piscina sul cui bordo Violet parla con la ragazza che ha terrorizzato insieme a Tate. La ragazza che da brava bulla in un horror, passa da quella che pensa di avere il mondo ai suoi piedi alla ragazzina psicolabile terrorizzata dal diavolo. Un classico. E il padrone di casa, Ben, che si aggira per casa con la mazza da baseball dopo che è suonato l’allarme è un altro classico. Peccato che… la vedo dura prendere a mazzate i fantasmi, o le ragazzine figlie dei vicini. La tensione cresce. Non aiuta a rasserenarci l’arrivo di un’altra paziente chiaramente matta da legare, Bianca (Ben, ma vengono tutti da te?), né il nuovo avvicinamento di Harvey a Ben. Ad ogni modo, tutto ciò è meno inquietante di Constance.


Siamo solo al secondo episodio (insisto) ed è già chiaro: la parte “terrena” – cioè quella che ha quantomeno una parvenza umana (non mi pronuncio ancora sulla sostanza) – che tiene i fili in questa serie è lei. Constance. A lei dobbiamo credere (lei sa). Di lei dobbiamo avere paura. E già che ci siamo possiamo temere anche Hayden, la giovane amante di Ben (una sua ex studentessa), che è evidentemente instabile. (Sì, ok. Mi arrendo: sei proprio un loser, dottore…). Il che mi porta a pensare che il più instabile di tutti, a questo punto, dev’essere per forza Ben. Altrimenti non si spiega come si ostini a circondarsi di personalità borderline, se non del tutto fuori di testa (figlia inclusa: la figura dark di Violet, che ricorda un po’ la Winona Ryder di Beetlejuice, rientra nel quadro anche solo con il suo autolesionismo).


Sua moglie Vivien sembra messa molto meglio: a differenza di Gladys, lei non ci casca nel tranello del ferito che suona alla porta. Sfortunatamente non le serve a molto: Bianca e i suoi complici entrano ugualmente. Così gli autori ci regalano anche un “film nel film”: il classico psycho-thriller con l’assassino che sequestra e minaccia la vittima, che a sua volta tira fuori gli artigli e alla fine ha la meglio. In questo caso, con un piccolissimo aiuto soprannaturale, da un lato, e pazzoide (Tate che finalmente può prendere ad accettate qualcuno) dall’altro. Ma tutto è bene quel che finisce bene… O anche no. Proviamo a dirlo alla povera Adelaide, che la madre – sublimando la sua ossessione per la bellezza ed il binomio bellezza-sfortuna – rinchiude in uno sgabuzzino pieno di specchi per spaventarla…


La bellezza è una maledizione. Anzi, no: lei, Constance, è maledetta. Lo afferma lei stessa parlando a Vivien dei suoi figli. Che uno di loro sia il nostro simpatico Tate? Lo scopriremo solo continuando a seguire gli episodi, che (insisto!) pur essendo solo al numero 2 ci hanno già portati all’immancabile fase di ogni horror sulle case stregate che si rispetti: “Voglio vendere la casa”. Tutto sta nel vedere se la casa glielo lascerà fare…


 

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.