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Episodio 1.9: La dalia nera

In una puntata tutta dedicata alle relazione d’amore (e non), un geniale collegamento con la cronaca americana

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Cari, vecchi, immancabili flashback iniziali. Quante gioie ci regalate! Questa volta ci portate indietro fino al 1947 per conoscere un altro simpatico (dentista pervertito, maniaco e pure assassino) inquilino della casa, il dottor Curan (la guest star Josh Malina, ex star di The West Wing). Non ci serve il titolo dell’episodio per capire subito che la sua paziente, Elizabeth Short, interpretata da Mena Suvari (American Beauty), è la Dalia Nera (se non sapete chi è troverete tutto su Wikipedia).
American Horror Story lega la sua storia e quella dei suoi personaggi a dei fatti di cronaca che fanno parte della storia americana. Tanto per infilare un altro colpo di genio in un racconto già pieno di colpi di genio, ecco.

 

Ma non è tutto. Come dimostra l’attenzione riservata al suo personaggio in questa puntata, Ben si fa portatore di un chiaro messaggio da parte degli autori. Non ci giro intorno: gli uomini escono malissimo da questa serie. Vediamo un po’: abbiamo il traditore Ben che licenzia Moira (che lo aspetta al varco: lo spirito è forte, la carne è debole) con poca convinzione e un filino di ritardo. Quando gli viene fatto (astutamente!) credere che Vivien ha avuto una relazione con il sorvegliante, lo affronta uscendone da loser, da sfigato (il presunto amante è sterile, quindi non può essere l’altro padre dei gemelli. E anche qui: due figli di padri diversi. Un caso rarissimo. Ma a noi sta bene così, perché è talmente in linea con la trama che non abbiamo nulla da dire. Giusto?).

 

Sì, Ben è proprio un super-loser: forza di volontà pari a zero (Moira, Elizabeth, Hayden…). Cliché a volontà (l’insegnante in crisi e la giovane studentessa). Incapacità di affrontare la realtà (o finge di non capire che Hayden è morta, visto che l’ha seppellita lui stesso, o non capisce davvero cosa succede. Il che lo renderebbe ancora più loser). Quando la sorella di Hayden si presenta con la polizia e Hayden (colpo di genio!) appare in cucina dicendo di aver realizzato il suo sogno d’amore con Ben, lui non fa una piega. Si limita a dirle, scusandosi ora, cioè dopo averla seppellita, incinta del loro bambino (loser!) che non possono stare insieme e che l’ha usata e bla, bla, bla (e non dico nulla sul flashback in cui, ubriaco, ha dato il via alla relazione con Hayden: super-mega-loser!).

 

Infine, quando scopre che i gemelli non sono… Tutti suoi, che fa? Va da Vivien e le fa un discorso di una cattiveria inaudita. A una che ha fatto rinchiudere in un ospedale psichiatrico, salvo poi (dopo, come sempre: loser! Non si capisce come sia riuscito a laurearsi in medicina, questo qui!) farsi venire il dubbio che sua moglie abbia detto la verità. Perdonate l’accanimento, ma Ben è veramente il prototipo del personaggio in balia degli eventi, dell’uomo meschino, senza carattere e con una buona dose di frustrazione da tirare fuori… nei momenti meno opportuni. E chi gli fa compagnia, sul fronte “personaggi maschili”? Un morto-non-morto che ha fatto strage al liceo e non può fare a meno di girare in tutina di lattice nero a molestare le inquiline della casa. Un aspirante attore che si fa mantenere da una donna che ha trent’anni più di lui e la tradisce con la vicina di casa morta-non-morta.

 

Un padre di famiglia che ha perso tutto, compresa mezza faccia, nell’incendio scatenato dalle conseguenze del suo tradimento. Un medico che praticava aborti illegali e si diverte a fare a pezzi i cadaveri per farci esperimenti. Dai, su: gli uomini ne escono veramente malissimo. Ne escono a pezzi (come Travis, appunto). Sono le donne a guidare la storia. Constance, su tutte (tanto che schiaffeggia il figlio morto-non-morto come se nulla fosse: grande, grandissima Constance). Hayden, a seguire (racconta a Beth la storia della Dalia Nera, la sua storia, manipolandola. Come fa con tutti gli altri “abitanti” della casa).

 

L’episodio è incentrato sui rapporti d’amore, sul sesso che tiene insieme relazioni che non sono vere relazioni d’amore, sui rapporti fra uomini e donne. E gli uomini, ripeto, ne escono così male che mi fanno quasi tenerezza. Quasi. Perché non ho più tempo di pensare a loro: vengo rapita dal modo in cui il Papa (ricordate? Lo sapevamo da tempo, che si sarebbe parlato di lui) entra nella storia. Con lo scrigno che contiene il più grande segreto del mondo: la natura esatta dell’anticristo, colui che darà il via alla fine del mondo. Ovvero (nel colpo di scena finale alla Rosemary’s Baby) il figlio di Tate e Vivien. Ho quasi paura a chiedermi cosa succederà nella prossima puntata, a questo punto… Voi no?

 

 

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