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Episodio 2.4 - La rosa di Cherokee

Un’altra grande puntata ci ha mostrato nuovi aspetti della personalità dei protagonisti

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Un’altra grande puntata ci ha mostrato nuovi aspetti della personalità dei protagonisti



Ora. È già una tragedia restare incinta in un mondo dominato dagli zombies, un mondo in cui è impensabile portare avanti una gravidanza senza rischi. Figuriamoci, poi, non sapere se il bambino è di tuo marito… o del suo migliore amico. Guai in vista. Brutti guai. Ma andiamo con ordine.
“Se mai una morte ha avuto un senso, è stata la sua”. Ecco come Shane, che per un momento ci era parso così pentito da essere pronto a confessare, si è cavato d’impaccio al funerale di Otis. Dopo averlo dato in pasto agli zombies. No, così. Ve lo ricordo giusto per amor di cronaca.

In puro stile contadinotto (simbolico l’abbandono della divisa da poliziotto: come dicevamo la volta scorsa, ha agito in maniera opposta al suo “mandato”, cioè proteggere i civili), il nostro Shane torna all’ovile mostrando di pendere ancora dalle labbra di Lori per farsi dire di restare (deve essersi dimenticato di averla aggredita). E anche il nostro T-Dog fa marcia indietro, tanto per assicurarsi che Dale non racconti agli altri che voleva piantarli lì ed andarsene col camper. Quando la minaccia è passata, sono tutti molto corretti: una costante della serie, che rende imprevedibili i protagonisti nel momento del pericolo e regala pepe ai rapporti fra i personaggi.

A proposito di personaggi, Daryl continua ad essere il migliore (il più trasparente, perché non si trincera dietro falsità di alcun genere, ed il più attivo: piuttosto che stare con le mani in mano, va da solo a cercare Sophia). E a proposito di Sophia: non so voi, ma io sono abbastanza stufa di questa ricerca. Facciamo in modo di trovarla, please. Viva o morta. Sta diventando noiosa, la questione. Ma appena penso “noia – Sophia”, The Walking Dead mi regala una gradita sorpresa: lo zombie nel pozzo ancora mi mancava. Non male. Anche perché regala un po’ d’azione mentre Rick e Herschel parlando di religione (la presenza o l’assenza di Dio è una costante della serie, come è normale che sia in un mondo in cui l’ordine naturale vita-morte è stato sovvertito).

La sequenza in cui i nostri cercano di adescare lo zombie col prosciutto è esilarante. Quando l’esca è Glenn c’è meno da ridere… Daryl, che d’ora in poi chiamerò l’Uomo Senza Paura (ma vai in giro da solo? E se ne trovi venti o trenta? O anche solo cinque?) mi ha fatto sudare freddo (ansia!) ma alla fine era preferibile l’ansia al ribrezzo (sì, mi riferisco a metà zombie fuori dal pozzo e metà dentro). Fatto sta che è stata una puntata abbastanza movimentata, soprattutto perché dopo la lezioncina (ipocrita…) di Shane su chi vive e chi muore (una sorta di confessione ad Andrea), Glenn deve correre il secondo rischio andando in farmacia con la figlia di Herschel. Verrà ricompensato (e usato e gettato, per la precisione. Hai capito la ragazza…).

Nella sequenza in farmacia, con la donzella che si offre a Glenn su un piatto d’argento, io pensavo solo ad una cosa: “Ma no! Non in farmacia! Tornate a casa, per l’amor del cielo! Mettetevi al riparo!”. In base alla mia esperienza, e a quella di qualunque altro appassionato del genere, infatti, negli horror di solito “sesso è uguale a morte”. Ma gli autori non hanno rispettato “le regole”. Cosa che ovviamente io apprezzo molto perché significa che sono in grado di stupirci. Un po’ come Daryl, che ci regala un’affascinante spiegazione (in netto e riuscito contrasto con il suo personaggio) del titolo: la rosa Cherokee. Il ragazzo ha un animo sensibile, pur essendo l’Uomo Senza Paura. Mi aspetto grandi cose da lui. Mi aspetto decisamente meno da Lori, invece. Per un attimo, nel finale di puntata, ho sperato che si gettasse nel pozzo. Invece no. Al povero Rick, ridotto a simil-zombie a forza di cavargli il sangue, toccherà affrontare anche questa…

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