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Episodio 2.5 - Chupacabra

Leggende e realtà s’intrecciano in un episodio che mette in discussione ciò che è giusto e ciò che è facile…

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Leggende e realtà s’intrecciano in un episodio che mette in discussione ciò che è giusto e ciò che è facile…



Io non vorrei fare quella prevenuta, ma già dal titolo ero preoccupata per l’episodio di The Walking Dead di ieri sera. Non ho un gran rapporto con il chupacabra, una figura leggendaria sudamericana su un animale che mutila capre ed altri animali per berne il sangue, già citata in molte serie tv (come X-Files, Supernatural e Bones). Forse perché, in media, gli episodi delle altre serie incentrati su questa figura non mi hanno entusiasmata. Ma ancora una volta, The Walking Dead ha preso un luogo comune e l’ha trasformato in un elemento riuscito.

Lo strepitoso inizio-flashback con quello di cui tutti hanno lamentato la mancanza, ovvero il racconto del momento in cui gli zombies prendono il sopravvento, ci ha mostrato l’incontro di Lori con Carol, l’autostrada bloccata, la gente in cerca di aiuto verso Atlanta. Gli autori ci hanno raccontato “il” momento: quello in cui tutte le certezze crollano. Niente più trasmissione d’emergenza alla radio, niente più indicazioni sul centro rifugiati che tutti vogliono raggiungere. Gli zombies hanno avuto la meglio e noi ci aspettiamo di assistere ad un massacro… Invece vediamo qualcosa di anche più spaventoso. Gli elicotteri che bombardano la città ed il momento in cui Lori – e tutti gli altri – capiscono che è finita e, soprattutto, capiscono di doversi arrangiare a sopravvivere.

Turbati, ci risvegliamo con Lori alla fattoria, nelle tende vicino alla casa. Ci ricordiamo della gravidanza di Lori, di cui solo Glenn è al corrente, ma non abbiamo tempo di pensarci: la ricerca di Sophia condotta da Rick e Shane in stile “viale dei ricordi” con un dialogo sui tempi del liceo serve a farci capire quanto forte fosse il legame che univa (univa, non unisce, benché Rick ancora non lo sappia) i due. E serve a farci capire quanto diversi siano Rick e Shane e le loro posizioni sul da farsi. Il nocciolo della questione è: si deve ricordare la vita di prima o è meglio dimenticarla per non soffrire? La nostalgia è utile alla sopravvivenza o è solamente pericolosa? E soprattutto: vale la pena di mettere a rischio un intero gruppo per cercare una ragazzina che probabilmente è già morta o sarebbe meglio proseguire e lasciarsela alle spalle?

La risposta viene data dai vari personaggi, ma non c’è un’indicazione chiara sul “giusto e sbagliato” da parte degli autori: la scelta viene lasciata alla nostra coscienza. Il che contribuisce a fare di The Walking Dead una di quelle serie che lasciano il segno: telespettatore messo di fronte ad una situazione disperata in cui il libero arbitrio resta l’unico strumento in suo possesso per riflettere sulla sopravvivenza. E a proposito di sopravvivenza: il nostro Daryl, al quale Rambo fa un baffo (freccia nel fianco batte taglio da ricucire), ci mostra il momento fondamentale in cui un uomo, con tutti i mezzi della sua immaginazione e del suo inconscio, decide se deve lottare per vivere o lasciarsi morire.

Un momento che molti film e serie tv hanno messo in scena prima di The Walking Dead, servendosi spesso dell’apparizione di qualcuno che sprona la persona in difficoltà. Per John Locke, ferito da un colpo di pistola, era il giovane Walt. Per Daryl, ferito e stremato, è suo fratello Merle. E il colpo di genio sta proprio qui: scordiamoci le parole d’incoraggiamento che possono spingere qualcuno a trovare la forza di lottare. Perché in modo perfettamente coerente con il personaggio, Merle non fa altro che insultare Daryl… Ottenendo comunque lo stesso risultato.

Ecco perché ho apprezzato l’uso del chupacabra in questo episodio: perché non credere a quello, se si vive in un mondo dominato dagli zombies? E perché non dare credito alle leggende metropolitane di Glenn sul ciclo femminile, quando per dimostrare di essere forte come tutti gli altri Andrea rischia di ammazzare Daryl? (A quanto pare le bionde non sono dei geni nelle serie horror, così come nei film horror. Forse dovrei ripensare ai miei colpi di sole. Non si sa mai). E perché, visto che ci siamo, stupirsi del fatto che il moralmente ineccepibile Herschel tiene degli zombies – probabilmente parenti e amici, immagino – chiusi nel suo fienile?

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