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Episodio 10 - Finale di stagione

La prima stagione di Falling Skies si è conclusa… in puro “stile Spielberg”

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La prima stagione di Falling Skies si è conclusa… in puro “stile Spielberg”

Abbiamo detto più volte che uno dei temi ricorrenti di Falling Skies è “il nemico è fra noi”, ovvero: non ci sono solo gli alieni, ci sono anche gli uomini senza scrupoli e i ragazzi soggiogati dagli Skitters… Ed eccolo lì, il nemico fra noi, appeso al soffitto come un ragno e pronto ad aggredire Scott prima che porti a termine il suo piano sulle interferenze radio. Eccolo lì. Lo aspettavamo al varco, Rick, ormai in via di trasformazione in uno Skitter.

All’inizio di questo ultimo episodio della prima stagione, Tom ci informa che mancano otto ore all’ora “x”. La tensione cresce di minuto in minuto, con una particolare attenzione di tutto il cast tecnico all’aspetto epico della nuova saga aliena di Spielberg: attraverso il breve racconto su Pearl Harbor e sulle battaglie dei coloni, con l’uso della musica e con le inquadrature dal basso che rendono i nostri eroi più “grandi” e minacciosi, ad esempio.

Per vincere una battaglia bisogna volerlo, dice Tom. È evidente che questo è uno dei messaggi principali della serie, il fondamento di una Resistenza che non si limita a sopravvivere dopo l’invasione, bensì fa di tutto per combattere attivamente gli invasori. Fa tutto il possibile vista la situazione, s’intende. Ecco perché il “pentimento” di Rick, che piange suo padre solo dopo essere stato tradito dagli alieni e aver capito che la sua unica possibilità è tornare con Tom, suona fuori luogo (perché non è coerente col personaggio così come lo conosciamo) ma è utile alla narrazione: Rick si pente probabilmente solo per poter tornare alla scuola, e comunque dopo aver vuotato il sacco sui piani del 2° Mass agli Skitters.



Ciò che accade in seguito sono dirette conseguenze del suo tradimento: quella di Weaver diventa una missione suicida e la scuola viene attaccata da un esercito di Mech. L’unica speranza è la trovata di Scott e Ben per disturbare le frequenze con cui gli Skitters impartiscono ordini ai Mech. Il piano funziona: i Mech si ritirano e i nostri guadagnano un po’ di tempo. Tanto che Tom decide di correre in soccorso di Weaver, approfittando della temporanea vittoria. Prima di partire affida i suoi figli a Anne e fa scattare l’atteso “momento bacio” che ci aspettavamo fin dall’episodio pilota.

Dopo aver aiutato Pope, Tom passa all’azione e usa la forza (una mira che manco Luke Skywalker nel tunnel della Morte Nera) assestando alla mega-nave aliena un colpo di quelli che non si dimenticano. Tutto è bene quel che finisce bene? Macché. Troppo facile. Ecco perché sulla strada di ritorno per la scuola, Tom e Weaver si imbattono in Karen. Dopo Guerre Stellari, Visitors e La guerra dei mondi, come potevano finire l’episodio e la stagione, se non con un bel momento Incontri ravvicinati del Terzo Tipo? Detto, fatto. L’alieno umanoide, con Karen come interprete, vuole “parlare” con Tom.

Gli invasori sono interessati a lui perché li ha sorpresi: non si aspettavano una resistenza così efficace alla loro invasione. Proprio come nel film-culto di Spielberg del lontano 1977, una luce bianca avvolge Tom, Karen e l’enorme alieno, e illumina il volto di Weaver che assiste, esterrefatto, alla scena. Scommettiamo che resterà lì, a fissare la luce, almeno fino alla seconda stagione?

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