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Episodio 3

FOX ha trasmesso un nuovo episodio dell’epopea aliena di Spielberg. E le sue intenzioni appaiono chiare…

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FOX ha trasmesso un nuovo episodio dell’epopea aliena di Spielberg. E le sue intenzioni appaiono chiare…

Non prendetelo come un atto di snobismo da critico, bensì come una premessa necessaria al mio ragionamento: non ne posso più di leggere che “Falling Skies è The Walking Dead con gli alieni al posto degli zombies”. L’ha scritto chiunque, dovunque. L’avrò letto dozzine di volte. Quindi chiariamo una cosa: il paragone fra le due serie (che a questo punto sarà oggetto di uno dei miei prossimi articoli, come per Lost e The Walking Dead) c’è ma non è certo The Walking Dead l’ispirazione di Spielberg. Semmai, la ragione di questo accostamento va fatta risalire a Lost: come ho già scritto in diverse occasioni, a Hollywood si sono accorti che non sono in grado di creare un altro Lost. Hanno capito che non ce la fanno. Così ne hanno preso i punti di forza (personaggi, situazioni stra-ordinarie che mettono l’uomo alla prova, eventi che sovvertono l’ordine naturale creando l’inevitabile scontro scienza-fede) e hanno dato vita ad una serie di storie che li sfruttano. The Walking Dead, appunto (e questo è il punto in comune), Falling Skies, Terra Nova. E molte altre.

Detto ciò, siccome gli zombies sono uomini (o ciò che resta di loro), mentre gli alieni sono dichiaratamente altro da noi, nella puntata di ieri Falling Skies è andato avanti per la sua strada. Certo: i ragazzini-automi controllati dagli impianti, che ricordano tanto un gruppo di zombies, scateneranno i fans dell’accostamento morti viventi-alieni. Ma qui la posta in gioco è ben diversa. L’atavica paura dell’invasore che porta all’alienazione (non uso questo termine a caso) del popolo conquistato, come abbiamo già visto, è un classico fantascientifico. Con gli alieni in grado di controllare la volontà degli esseri umani impiantati, ragazzini di cui i genitori cercano disperatamente notizie (tutti, tanto che perfino Tom appende la foto di Ben in bacheca), il vero orrore della conquista si compie.



Un conto è uccidere, rubare le risorse (quali, poi? Cosa vogliono gli alieni? Perché usano la manodopera umana per recuperare scarti di metalli?) e mettere a ferro e fuoco le città. Un altro conto è trasformare i prigionieri – bambini, per di più – in schiavi che vengono perfino usati come monito nella sequenza in cui Hal viene reso testimone di un massacro. Decisamente la sequenza più drammatica della serie finora, il cui paragone con il nazismo viene subito esplicitato dalle parole di Tom, rendendo omaggio alla metafora portata avanti dalla serie originale dei Visitors. In Falling Skies dramma umano e famigliare, fantascienza e war movie si mescolano a brevissimi intervalli comedy, come quello estremamente riuscito che vede Pope (ripeto: personaggio certamente destinato a regalarci grandi soddisfazioni) nei panni di chef per la Seconda Massachusetts.

E poi ci sono ancora le citazioni (prima fra tutte la scena in cui Tom porta l’alieno catturato alla scuola, ripetendo quasi meccanicamente i gesti di Will Smith in Independence Day – e con l’alieno nelle stesse condizioni) che confermano la volontà enciclopedica della serie (Spielberg due o tre cosine sulla fantascienza le sa: è chiaro che si diverte a disseminare citazioni qua e là) e gli esercizi di stile. Come quello che ci fa capire in tre secondi il ruolo del dottor Harris: ci basta lo sguardo diffidente ed astioso di Tom per detestare fin dalla prima apparizione il personaggio di Harris. E ci basta quel breve sguardo, dopo che scopriamo il legame di Harris con Rebecca (la defunta moglie di Tom) per intuire che il codardo si è nascosto lasciandola là fuori a morire (per poi scaricare la colpa su Tom, come se non bastasse). Sapevamo già com’erano andate le cose prima che Harris e Tom le rendessero esplicite. Lo detestavamo già, al primo sguardo. Questo non è essere prevedibile o già visto, questo è essere grandi narratori, che con la scelta dell’attore giusto e lo sguardo giusto del protagonista (un Noah Wyle sempre più perfetto nel ruolo) comunicano tutto ciò che devono in una frazione di secondo. Come accade nei film o nelle serie tv di alto livello.

Per il resto, la puntata di ieri spalanca le porte a nuovi orizzonti: i nostri vengono a conoscenza delle altre reti di Resistenza sparse per il Paese e si preparano ad organizzare un’insurrezione coordinata contro gli alieni (che, immagino, sarà l’obiettivo principale di questa prima stagione). Aspettiamoci dunque che l’aspetto epico di questo racconto, già fortemente sottolineato, cresca ancora. Perché, come afferma Tom, “Non c’è conquista se non c’è resa”…

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