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Episodio 5

La famiglia Mason si riunisce, ma l’avvicinarsi agli skitter costa la vita a qualcun altro…

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La famiglia Mason si riunisce, ma l’avvicinarsi agli skitter costa la vita a qualcun altro…

Nell’episodio in onda ieri sera su FOX Falling Skies ha mantenuto le promesse fatte nella puntata precedente. Ci aspettavamo che Tom avrebbe recuperato suo figlio, come è successo. Ci aspettavamo che la gentilezza (dettata un po’ dalla curiosità scientifica e un po’ dalla compassione) di Anne nei confronti dello Skitter imprigionato alla scuola JFK venisse premiata con modi non aggressivi… E allo stesso modo ci aspettavamo che i modi bruschi e minacciosi del dottor Harris venissero puniti. Così è stato: Harris ha abbassato la guardia per un attimo e lo Skitter lo ha ucciso.

Un evento doppiamente funzionale allo sviluppo del racconto: da un lato è stato eliminato un personaggio antipatico al pubblico (ma necessario per via del suo legame con la moglie di Tom, che arricchisce la nostra conoscenza del suo passato), dall’altro il compito di rimuovere gli impianti è passato dritto dritto nelle mani di Anne, ovvero l’unico medico che la serie vuole mostrarci all’opera. Così, mentre l’obiettività di Tom – impaziente di recuperare suo figlio – viene a mancare per un attimo, dimostrando che quando ci sono in gioco sentimenti e relazioni forti siamo tutti esseri umani (cosa che ci contrappone agli alieni), il capitano Weaver mostra (per un attimo) il suo punto debole e si lascia travolgere, solo un istante e solo alla fine, dai sentimenti.



Perché il punto è che il mondo così come noi lo conosciamo non esiste più e Falling Skies ci tiene a far presente al suo pubblico che non sono solo le “grandi cose” ad essere cambiate, ma anche i dettagli più insignificanti. Come non avere la possibilità di recuperare una foto o un giocattolo del tuo bambino ucciso dagli alieni, per conservare un suo ricordo. Il ruolo di Anne come madre, messo in disparte dal suo disperato tentativo di essere “solo” un medico per non dover fronteggiare il dolore, riemerge costringendola a fare i conti con una realtà che nessuno vorrebbe mai dover affrontare.

Il passato di Margaret ci spiega in parte la sua conoscenza delle droghe (ed introduce il tema delle sostanze stupefacenti ad uso medico, sempre molto controverso negli Usa come nel resto del mondo), oltre a ricordarci che l’elemento di novità introdotto dalla serie di Spielberg in un panorama di fantascienza classica e citazioni continue è rappresentato proprio dal tema della droga. La droga che gli alieni usano per controllare le menti dei ragazzini (metafora chiarissima). La droga che Anne deve usare per riportarli, attraverso un uso medico e controllato, a recuperare la loro vita (altra chiara metafora).

Stupita per la presenza del figlio di Mike (francamente avevo capito che era morto, dopo che il padre gli aveva strappato dalla schiena l’impianto. Avevo capito male, evidentemente) e sempre più infastidita da quella di Lourdes (va bene che ha il compito di tenere vivo il fondamentale tema della religione, ma fede a parte il suo personaggio è totalmente inutile), ho appreso che i ragazzi impiantati sono coscienti (Rick si ricorda che cosa faceva) e ho assistito abbastanza stupita, come voi immagino, alla scena “materna” in cui lo Skitter abbraccia e coccola un gruppo di ragazzi impiantati che dormono.

Quel “loro non sono come pensate” di Rick acquista un nuovo senso, mentre il più classico degli espedienti fantascientifici (fingersi uno di loro, eliminando tutte le emozioni, proprio come ne L’invasione degli Ultracorpi) permette a Hal di riportare “a casa”, si fa per dire, anche Ben. Tom lo ringrazia, gli dice che è diventato un uomo anche migliore di lui, che vuole sia migliore di lui: l’unica speranza che un padre può avere in un mondo che potrebbe vedere l’estinzione della razza umana da un momento all’altro…

Falling Skies vi saluta e torna con i nuovi episodi dal 5 settembre.

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