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Episodi 2.1 e 2.2.: Mondi diversi e Ci riuniremo al fiume?

Ieri sera ha debuttato la seconda stagione della serie su FOX: tanta adrenalina e nuovi, insidiosi sospetti...  

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Sono tornati. Tom, Hal, Ben, Pope, la dottoressa Anne Glass, il capitano Weaver, Maggie, Lourdes e tutti gli altri. Sono tornati. Ieri sera FOX ha trasmesso i primi due episodi della seconda stagione di Falling Skies, iniziata da un paio di settimane negli Usa. L’inizio è stato preceduto dal momento che ci ricordava come Tom fosse salito a bordo della navicella aliena. Una sorta di “dove eravamo rimasti”… Anche se noi ricordavamo benissimo il finale della prima stagione, vero? E se ci aspettavamo un inizio con degli incontri ravvicinati del terzo tipo, ci sbagliavamo. Niente giro nello spazio. Niente di niente. Solo la scritta “3 mesi dopo” e il solito clima di guerra, in un’anonima città buia e mezza distrutta. I nostri contro Skitter e Mech, come ai vecchi tempi. Tanta adrenalina, tanta azione e tanta determinazione da parte della Resistenza. La guerra non si ferma. E il cacciatore più spietato, sorpresa delle sorprese, è Ben: proprio lui, che in base a quanto sappiamo si sta trasformando in uno Skitter. Proprio lui, che per ucciderne uno colpisce anche chi gli sta dietro: Tom, suo padre.


Così Tom finisce sul tavolo operatorio di Anne ed è lì che la nostra curiosità sulla sua permanenza con gli alieni inizia ad essere soddisfatta. È lì che Tom rivive, tramite ricordi spaventosi e non lineari, una terribile esperienza. Entrano in campo tutta la letteratura e la filmografia sui rapimenti alieni della storia. Storia che il signor Spielberg, dietro le quinte della serie, conosce a menadito. Le citazioni e i riferimenti non si contano: da Bagliori nel buio a Star Trek, da X-Files a Il quarto tipo fino alla storia di Tom Mason che si trova a negoziare con gli alieni una tregua. L’offerta di vivere in pace in una sorta di riserva (più in campo di prigionia, afferma Tom – e noi siamo d’accordo con lui) al cessare delle ostilità. Ma arriviamo subito al punto: tutte le citazioni, tutti gli eventi in qualche modo “già visti” e rielaborati dalla serie sono il motivo per cui i detrattori della serie la criticano. E sono anche il motivo per cui a me la serie piace tanto. Veder rimaneggiare grandi classici e “tappe” classiche delle storie sci-fi da parte di chi le conosce così bene è il punto di forza di Falling Skies. Insieme ai personaggi, naturalmente. Tom Mason (uno straordinario Noah Wyle) e John Pope in testa.


E poi ci sono tutte le implicazioni psicologiche, morali, tutta l’affascinante parte sul modo in cui i sopravvissuti lottano ogni giorno, resistendo a condizioni avverse, vivendo in piena difficoltà senza rinunciare a mantenere la propria umanità. La storia che si ripete e che insegna. La storia che, come afferma Tom quando si ribella agli alieni, deve ancora essere scritta. La scoperta che anche altri erano prigionieri sulla navicella, sempre per condurre i loro gruppi alla cosiddetta riserva. La scoperta che uno Skitter e un Mech sono stati lasciati per sterminare i sopravvissuti. L’illusione di libertà tipica degli oppressori: vengono uccisi tutti tranne Tom. A lui viene assegnato il compito di scegliere. Sulle sue spalle viene messa la responsabilità di tutte quelle morti e di quelle future determinate dagli scontri, se non accetterà l’accordo.


Perché il mondo è cambiato. I soldi sono solo combustibile, oggetti da bruciare per riscaldarsi. Lo sciacallaggio è all’ordine del giorno. Nessuno guarda più in faccia nessuno: i nemici sono due. Gli alieni e i codardi che cedono alla disperazione, rinunciando alla propria umanità nel momento in cui l’umanità lotta contro una forza aliena. E, naturalmente, poi ci sono quelli che sospettano di tutti. Incluso Tom Mason, magicamente ricomparso dopo 3 mesi. I suoi compagni della Resistenza non sanno quello che sappiamo noi. O forse nemmeno noi sappiamo tutto… Potrebbe mancarci un passaggio fra l’affronto al capo alieno e la liberazione. E infatti… è lo stesso Tom a non fidarsi di se stesso, ad avere dei vuoti di memoria, a dubitare di essere stato in qualche modo manipolato. Il sospetto è il pericolo più grande, in guerra. Logora, divide, fa correre inutili rischi. Fa commettere errori. Soprattutto quando ti trovano un parassita meccanico in un occhio. Alimentare il sospetto fa certamente parte della strategia del nemico, ma ci dev’essere altro. Molto altro. C’è ancora molto che non sappiamo. Su Tom. Sugli alieni. Su Ben, che si annuncia già come uno dei personaggi chiave di questa stagione…. Insieme a chiunque altro diventi l’ospite del parassita meccanico volato via. Perfino se si tratta di uno Skitter… 


 

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