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Episodio 1.10 - Merce di contrabbando

Fare la cosa giusta, anche nei momenti più difficili: l’unica scelta possibile…

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Fare la cosa giusta, anche nei momenti più difficili: l’unica scelta possibile…

La simmetria: l’inizio del discorso di Jake per il nuovo episodio di Touch mi attrae da subito, visto che trovo rassicurante la simmetria di cui parla, spiegandoci come alla fine faccia in modo che tutto vada a posto. Conosciamo un gruppo di nuovi personaggi e rivediamo la zia di Jake, Abigail, che ha dichiarato guerra a Martin per l’affidamento. Ce lo aspettiamo grazie al riassunto delle puntate precedenti, ma non ci aspettavamo certo che fosse Martin a chiamarla! Invece Abigail, Martin e Jake si incontrano al molo e Martin chiede alla cognata di cessare le ostilità.

E si spinge anche oltre: le chiede di intervenire perché il caso di Jake venga riaffidato a Clea, a dimostrazione di cosa può arrivare a fare un padre per il bene di suo figlio (ovvero: ignorare l’orgoglio e chiedere aiuto). Un padre che è anche disposto a continuare ad indagare sulle teorie di Teller riguardo a Jake, grazie anche all’aiuto di Abraham, con cui ormai divide l’ufficio di Arthur. Come sempre notiamo che nulla è casuale, o meglio: vuole sembrare tale per poi dimostrarsi sensato, come il fatto che la puntata inizi sul molo e si parli di imbarcazioni legate ai finanziatori di Teller e di scaricatori di porto. E in men che non si dica, sempre come tradizione vuole… Martin si trova in un mare di guai, in mezzo a un gruppo di scaricatori di porto, appunto, che si improvvisano rapinatori. Armati, per giunta.



Intanto in un Paese lontano una coppia di innamorati cerca di superare le rivalità dei rispettivi popoli sullo sfondo di una complessa situazione… che potrebbe perfino vedere l’implicazione del terrorismo. Come se non bastasse, all’istituto il supervisore di Clea costringe Jake a ripetere ossessivamente un test, guidato dalla voce di un uomo misterioso. Il sospetto e il mistero sulla vera identità, come nella storia fra i due ragazzi che sfidano i contrasti, fa da filo conduttore alle storie di questo episodio. Martin si finge infatti Mike, un uomo inviato da un complice dei rapinatori. Mentre il numero 2545, come sempre accade con i numeri nella serie, si cela dietro a tutti i legami che conducono ogni storia ad intrecciarsi con l’altra.

Storie che in questi tempi di crisi raccontano in modo molto attuale l’arte di arrangiarsi e il momento in cui questa non basta più… e arriva il momento in cui degli onesti lavoratori, spinti dalla disperazione, decidono di infrangere la legge. La morale, indiscutibile, è che il crimine non paga. Mantenersi onesti e restare fedeli ai propri ideali è l’unica scelta possibile, anche nelle situazioni più difficili. In ogni episodio personaggi messi alle strette devono prendere decisioni che cambieranno il corso delle loro vite e che possono spingerli nel baratro invece di allontanarlo da loro, e questo episodio non fa eccezione.

Al personaggio di Abraham, sempre in questo episodio, viene ufficialmente affidato il ruolo di tesoriere della conoscenza, ovvero esperto delle materie che si legano ai messaggi di Jake e al lavoro di Teller, per guidare Clea e Martin nel loro compito. Suggerendo che il capo di Clea possa aver testato Jake per capire se è uno dei 36 giusti di cui si parlava nello scorso episodio: 36 uomini in grado di sentire il dolore delle cose fuori posto nel mondo e di agire, principalmente attraverso i numeri, per rimettere tutto a posto.

Perché “A volte nella vita dobbiamo fare un atto di fede e sperare che sia la scelta giusta”: lo dice Martin agli uomini che ha deciso di aiutare a riscattare l’ingiustizia subita. Farsi giustizia da soli è un’idea che viene condannata dagli autori della serie e dal personaggio di Martin, ma quando si tratta di riparare ad un torto subito, o di provare a colmare i vuoti che fanno sentire a Jake il dolore, ogni mezzo è lecito. Come forzare un container al porto pensando di trovarci merce preziosa… e scoprire che si tratta di persone. E a proposito di scoperte: come potevamo immaginare che, dietro al test sottoposto a Jake, dietro la webcam, si nascondeva un uomo che lavora per zia Abigail…

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