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Episodio 1.6 - La sequenza di Amelia

Un nuovo episodio di Touch, incentrato sulla “ricerca”, porta a un colpo di scena su uno dei personaggi principali…

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Un nuovo episodio di Touch, incentrato sulla “ricerca”, porta a un colpo di scena su uno dei personaggi principali…

L’importanza della Stella Polare, riferimento per sapere dove è il nord ed orientarsi nell’emisfero settentrionale. Perché a volte ci si perde… ma come dice Jake, può succedere in tanti modi: le nostre scelte, gli eventi della vita… Possiamo perderci perfino nella nostra mente. A tenerci sulla strada giusta, impedendoci di perderci, sono i legami con gli altri: ci regalano una luce che non scompare mai e introducono la puntata di Touch trasmessa da FOX martedì sera. Con Arthur Teller sempre più esaltato per il suo incontro con Martin e Jake, con la sequenza di Amelia (Fibonacci, invidia!), ovvero i numeri che hanno cambiato la vita di Teller dieci anni prima indicandogli il percorso da seguire. La sequenza di Amelia è la sequenza che connette ogni cosa e ogni persona.

Una sequenza formata da anomalie di numeri che indicano una fase critica, che annunciano che succederà qualcosa. Cosa, naturalmente, non è ancora dato saperlo… Non fino alla fine, mentre noi veniamo spinti dagli autori a guardare alla serie con un nuovo punto di vista. Quello duplice del telespettatore onnisciente interessato a scoprire in che modo le vite dei vari personaggi si legheranno, senza mettere mai in dubbio che lo faranno. E quello dello spettatore razionale che inizia a vedere Teller come un anziano un po’ sciroccato e un po’ ossessivo, che vive nel caos alla ricerca di numeri che non sembra in grado di gestire davvero. Con questo episodio, il doppio ruolo che ci viene assegnato dagli autori viene sancito ufficialmente: possiamo aspettare gli sviluppi della trama con la consueta curiosità per la fantasia degli autori nel costruire nuovi legami oppure possiamo cercare di concentrarci per cogliere le eventuali “mancanze” in quei meccanismi.



A prescindere dalla posizione che scegliamo di adottare, e che può variare di episodio in episodio, dobbiamo riconoscere che gran parte degli incontri narrati dalla serie sono assolutamente verosimili, come l’approccio in aeroporto grazie al cruciverba, o il bagaglio smarrito che porta Martin a casa dell’uomo il cui figlio è scomparso. E mentre Clea è alle prese con sua madre, che rivede per la prima volta in sei anni, il dottor Teller trova il modo di avvicinare Jake, anche contro la volontà di Martin (comprensibilmente preoccupato per l’affidamento del bambino). Gli racconta la storia di Amelia, una ragazzina che aveva in cura, e spera che lui possa aiutarlo a ritrovarla.

E poi arriva il colpo di scena: l’uomo che ha casualmente preso il posto della donna con cui parlava all’aeroporto sopravvive al disastro aereo che colpisce il suo volo. E la donna torna a casa in anticipo, trovando la sua compagna intenta a rivolgersi ad un medium per capire perché non può avere figli. Clea è costretta a ripercorrere le dolorose tappe del suo passato di bambina con una madre che la lasciava sola. La stanza numero 6 indicata da Jake viene visitata da Teller, che per qualche strano motivo pensa di trovarci Amelia. Ovviamente non è così, ma serve a noi per capire che la ricerca, il tema di questo episodio (Teller cerca Amelia, tutti cercano il bambino scomparso, il sopravvissuto al volo cerca un senso al suo lavoro, Serena cerca risposte sulla sua impossibilità di avere figli…) fa da filo conduttore ai rapporti fra i personaggi.



Rapporti che mentre si sviluppano portano a trovare qualcosa che i personaggi non cercavano. Clea ritrova sua madre. Will ritrova la passione per il suo lavoro ed il senso della giustizia, poco prima di crollare a terra per le ferite riportate durante il disastro aereo. Martin trova il bambino scomparso ed il senso del suo sogno ricorrente. Serena e la sua compagna trovano il senso della famiglia. E tutti, alla fine, capiscono che gli eventi che li hanno coinvolti sono accaduti per una ragione. Forse anche la morte di Arthur, che sembrava aver capito qualcosa proprio prima di accasciarsi sul volante della sua auto…

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