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Boris e l'oscura arte della sceneggiatura

Gli sceneggiatori di Boris: tre figure esilaranti che fanno il verso alle produzioni made in Italy...

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Se vi fosse capitato di visitare il set di una soap opera made in Italy, allora capireste: quello che accade in Boris, dietro le quinte della soap Gli occhi del cuore 2, non è poi molto lontano dalla realtà. Alcuni attori pensano di essere in procinto di interpretare l’ultimo film di Steven Spielberg, altri non colgono la differenza fra il set e il tinello di casa loro. I tecnici paiono incapaci di un uso articolato della nostra lingua – si esprimono sovente con gesti associati a grugniti di varia intensità – e sono sempre di corsa. Fra gli assistenti il caos regna sovrano, mentre il regista di norma è serafico, tanto da sembrare annoiato. Forse perché, con l’esperienza, ha imparato ad essere pronto a tutto e ad apparire al tempo stesso imperturbabile. E poi ci sono gli autori, seduti in regia per assistere alle riprese ed intervenire “in diretta” sul testo in caso di necessità. Al contrario di quegli sfaticati degli sceneggiatori de Gli occhi del cuore 2, un trio che è tutto un programma…


Ogni volta che li vediamo sono in casa. Vivono da reclusi, poverini. Normalmente uno dei tre passeggia, uno è seduto sul divano e uno sta seduto di fronte al computer (qualcuno deve pur fingere di lavorare!). Gli autori di Boris fanno (bonariamente) il verso a loro stessi servendosi dei tre sceneggiatori, che si esprimono per frasi fatte, scrivono banalità, mostrano di non avere alcuna voglia di lavorare… Del resto, fare lo sceneggiatore di soap operas non sarà mica un lavoro serio! I nostri eroi, insomma, non brillano per originalità, però bisogna riconoscere loro un certo grado di fantasia.
Il più astuto dei tre, ad esempio, ha configurato il computer per guadagnare in tempo e fatica: premendo il tasto “F4” nel testo compare automaticamente il termine “basito”, mentre “F5” corrisponde a “preoccupata”. Ebbene, sì: ci siamo imbattuti negli scrittori con il vocabolario più limitato della storia della tv. Ci siamo imbattuti in un gruppo di personaggi che riescono a far fare il proprio lavoro agli altri senza pagarne il prezzo. Devono inventarsi una scena comica? Detto, fatto. Anzi, scritto:  «Stanis e il notaio danno vita ad una scenetta esilarante». Devono caratterizzare un personaggio in poche righe? Facile: «Il notaio ci risulta subito simpatico». E sul set, attori e regista impazziscono per inventarsi la scenetta esilarante e far sembrare simpatico il notaio.
Per non parlare di quando si trovano a dover girare un’imbarazzante scena hard perché gli sceneggiatori, arrivati ad un punto morto nella storia, se ne escono con brillanti trovate tipo: «Facciamogli fare sesso. Così, senza senso». E si complimentano fra loro per l’eccellente trovata: «Genio! Puro genio!».


Ma il genio, in realtà, sta dietro le quinte. Vicino a chi si è inventato il tormentone degli sceneggiatori svogliati, inetti, sempre a corto di idee ma fermamente convinti che la loro “arte creativa” valga un tot al chilo. Parola di sceneggiatrice.

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