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Io amo la fiction!

Lo dice René Ferretti, il regista di Boris: "Sarà una provocazione, ma… io amo la fiction!"

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Mettetevi nei suoi panni: l’hanno chiamato a dirigere una soap davvero troppo italiana. Per quanto entusiasmo ci possa mettere, René Ferretti non può fare miracoli. Bisogna però dargli atto di un grande coraggio: insieme alla sua assistente Arianna, è sicuramente quello che si impegna di più per la riuscita de Gli occhi del cuore, la fiction la cui storia viene raccontata da Boris.


René sa che il materiale che ha fra le mani (le trovate scadenti degli irresistibili sceneggiatori, grandi affezionati delle espressioni basite) non gli permetterà mai di realizzare una fiction come si deve, eppure fa tutto ciò che è in suo potere per cavarne il meglio: sprona gli attori, cerca di vivacizzare lo stile di ripresa, fa di tutto per trattenere la propria rabbia sul set (anche se qualche sfuriata, ogni tanto, gli sfugge…).


Al grido di «Dai, dai, dai!» René si concentra per superare ogni ostacolo: gli attori che lo fanno impazzire con le loro insicurezze, fissazioni e assurde richieste; Duccio, il suo affezionato amico, un direttore della fotografia che segue una sola regola artistica («Biascica, smarmella!»); le peggiori comparse della storia della tv; un delegato di rete, Lopez, che di tanto in tanto si presenta sul set dando delle indicazioni che confondono tutti…


Il lavoro del regista, insomma, è un lavoro complicato. Nel caso di quello del regista de Gli occhi del cuore, tutto ovviamente si complica all’ennesima potenza. Fortunatamente, “il vecchio René Ferretti” (come egli stesso ama definirsi) sa quello che fa. Eccome.
René Ferretti tiene in piedi la produzione de Gli occhi del cuore 2 con grande astuzia. Non ripete quasi mai una scena («Stop… Buona!»), con grande risparmio di denaro ed energia. Riesce a spuntarla anche con gli attori più incapaci (a costo di tagliarli fuori dalla scena principale). È l’unico in grado di sedare definitivamente eventuali dissapori sul set, perché è l’arte della diplomazia fatta persona: avvicina chi sta creando problemi e lo illude di dargliela vinta, accettando le sue assurde richieste… E poi fa comunque di testa sua.


René è determinato, spiritoso, appassionato, ottimista e fin troppo paziente.
Senza di lui, Gli occhi del cuore 2 avrebbe chiuso da un pezzo…


Il tormentone di René
«Dai, dai, dai!»


Le frasi storiche di René
«Sarà una provocazione, ma io amo la fiction!»
«Gli Occhi del cuore scava nell’animo umano e noi dobbiamo crederci!»
«Il mio motto, sai qual è? Qualità o morte!»
«Secondo me le scene di passione sono le più noiose in assoluto»
(Ripensando alla fiction Caprera) «Mamma mia… La monnezza che ho fatto!»

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