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Episodio 2.6: Ritorno a casa

Due ritorni al campo base portano scompiglio: qualcuno molto caro a Tom ora è in pericolo... 

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Due settimane. Sono passate due settimane dall’arrivo della Seconda Massachusetts all’ospedale che ha offerto loro una parvenza di normalità: un rifugio con letti veri, corrente elettrica, luoghi di ritrovo… Un rifugio che secondo Weaver li ha fatti subito “rammollire”, sentire troppo sicuri, abbassare la guardia. Ci basta questo per sapere che succederà qualcosa che probabilmente confermerà la sua impressione. Ma il vero punto d’interesse dell’inizio di questa sesta puntata di Falling Skies, quella trasmessa ieri sera da FOX, credo sia un altro. Anne e Tom: vivono la loro relazione consapevoli – tanto da dirselo apertamente – del fatto che le loro famiglie scomparse resteranno sempre nei loro cuori, che ne sentono la mancanza, ma che bisogna vivere il presente.


“Questo è ciò che abbiamo ora”, si dicono reciprocamente. “E ci fa stare bene”. Quanta saggezza nella capacità di trovare un equilibrio anche mentre tutto ciò che amavi e conoscevi è scomparso, mentre il mondo là fuori si è trasformato e l’unico progetto realistico che  puoi fare è continuare a sopravvivere… Perché, come previsto, arrivano le complicazioni. La gamba di Weaver sta diffondendo un’infezione che lo mette in serio pericolo. Tom decide di partire per Charleston, nella speranza di trovare un medico che possa aiutarlo. Ma il carburante è stato usato per i generatori di corrente all’ospedale e non c’è modo di arrivarci… Come se non bastasse, il ritrovamento di un gruppo di ragazzini a cui hanno tolto l’impianto, morti e seppelliti nel bosco, porta anche alla scoperta dell’unica sopravvissuta: Karen. Karen che, come ricorderete, era il tramite fra Tom e il Supremo che voleva piegare la sua volontà sull’astronave…


Il problema della fiducia si ripropone. Sanno che non possono fidarsi di Karen. Lo sanno tutti, perfino Hal… Ma averla ritrovata mette in dubbio le sue capacità razionali. Vuole solo salvarla. E magari far sì che tutto torni come prima… Non è ciò che vogliono tutti, in fondo? Che le cose tornino come prima? Ma in un mondo così non si può tornare indietro. Lo sanno tutti, quando Karen torna, che il suo ritrovamento – unica sopravvissuta in un gruppo di ragazzini morti – è sospetto. Ciononostante, i sentimenti di Hal gli impediscono di essere oggettivo. Nessuno dei personaggi si fida di Karen. Noi telespettatori non ci fidiamo di Karen (abbiamo visto abbastanza, da Rick e Ben, per sapere di non poterlo fare). Ma Hal vuole fidarsi di lei… Ne ha bisogno. Perché l’unica cosa che desidera disperatamente è che almeno qualcosa torni come prima…


Certo, questo spiega in parte il suo aver perso del tutto la testa dal momento del ritorno di Karen, ma non lo giustifica. In una situazione del genere, con tante vite da proteggere, farsi accecare dal desiderio di ritorno alla normalità non può funzionare. Lo sa Maggie, che decide di “occuparsi” di Karen ma finisce per avere la peggio. Lo sanno Tom ed Anne, che cercano di salvare Weaver dall’infezione. E sicuramente lo saprà anche Pope, al suo risveglio. Perché anche lui è tornato “a casa”, come Karen (da qui il titolo dell’episodio). O almeno è quello che pensiamo finché non scopriamo la verità: è Karen che sta “tornando a casa”, ma dagli alieni che l’hanno inviata per prendere Ben e stroncare la ribellione degli Skitter… Come probabilmente vedremo nella prossima puntata di questa seconda, appassionante stagione di Falling Skies. 


 

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