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Episodio 3.1: Casa dolce casa

Su FOX sono tornati gli zombie... Insieme a un gruppo di personaggi profondamente cambiati e pronti a tutto pur di sopravvivere

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Lo so, lo so. Autocitarsi non è mai una bella cosa. Ma per questa volta chiudete un occhio, dai. Perché dopo quasi un anno di frenetica attesa, The Walking Dead è tornato. Carico di zombie, di personaggi cambiati, di nuovi equilibri e di una prima puntata che ieri sera mi ha fatto gridare (e twittare) a più riprese, come una vera maniaca seriale, “C’è un solo leader! C’è UN solo leader!”.

Questa non è più una democrazia, nossignori. Ce l’aveva detto a chiare lettere Rick Grimes alla

Sono molte le cose che mi hanno colpita, a cominciare da quella lunga sequenza iniziale totalmente priva di dialogo. Prima della sigla, nessuno dei personaggi ha detto una sola parola. Si sono introdotti in una casa, l’hanno “bonificata” dagli zombie presenti, hanno cercato cibo e altre cose utili e quando hanno visto arrivare un mucchio di zombie, attirati dai loro rumori, si sono dati alla fuga. Perfettamente organizzati, con grande intesa e una serie di gesti ritualizzati che ci hanno fatto intuire che non hanno fatto altro per tutto l’inverno: cercare un rifugio, uccidere zombie, fuggire. Sono bastati pochi indizi, inseriti nelle varie sequenze, a restituirci il punto della situazione: un gruppo di personaggi più maturi e determinati, che hanno capito - nessuno escluso - che non possono fare altro che lottare per sopravvivere.

Lottare per sopravvivere è l’unica cosa sensata in un mondo dominato dalla morte. E non ci sono più remore, dubbi morali, esitazioni (ricordate Hershel che voleva “curare” gli zombie? Beh, a quanto pare non ha più problemi a ucciderli, così come le sue figlie non hanno problemi a imbracciare ogni genere di arma). E ancora: Carl che da ragazzino spaventato è diventato un “cacciatore” che si muove con perizia (e da solo!) alla ricerca di zombie da eliminare con un colpo preciso. Carol, che da moglie maltrattata e donna spaventata ha imparato a difendersi e a civettare con Daryl (con il quale, intuiamo, ha una relazione).

Rick, che guida gli altri con ordini chiari e piani decisi ma senza mai imporsi in modo dittatoriale: sono i suoi discorsi d’incoraggiamento a ritagliargli quel ruolo di leader. Il ruolo di chi ha fatto sopravvivere i suoi per tutto l’inverno (come afferma Carol, Shane non sarebbe mai riuscito a portarli così lontano). I contrasti per la leadership nel gruppo sono morti con Shane: è Rick a decidere. E lo fa dimostrando coraggio, mettendosi in gioco in prima persona, assumendosi tutti i rischi. Solo una cosa sembra turbarlo: sua moglie. L’odiosa Lori (sì odiosa: cara mia, non è che per un pancione, due sguardi languidi e due parole gentili ci diventi simpatica e ti perdoniamo, sai?), l’unica a mettere in discussione le decisioni di Rick e l’unica a creargli problemi (affronta con maggiore entusiasmo una mandria di zombie piuttosto che due chiacchiere con sua moglie) è sul punto di partorire.

Sta per nascere un “piccolo Shane” (come scherza Daryl) o un piccolo Grimes? O magari un tenero, piccolo zombie, come teme ella stessa. Vi dirò: non è che la cosa mi dispiacerebbe più di tanto... Staremo a vedere. Perché c’è ben altro di cui occuparsi. Quando Rick vede la prigione, gli leggiamo negli occhi la decisione di farne la loro nuova casa. Così tutti contribuiscono alla “presa” del braccio C. Tutti hanno imparato a sparare e a uccidere, anche quelli che non sapevano o non volevano maneggiare armi. Come dire: adattati o muori. E si sono adattati, non c’è che dire. Come ha fatto Andrea, del resto: la ritroviamo insieme a Michonne, la donna con gli zombie al guinzaglio che le aveva salvato la vita alla fine della scorsa stagione. Michonne entra in scena in modo spettacolare e ci mostra in una manciata di secondi quanto sia sia letale e determinata. Un personaggione che promette grandi cose, insomma... E Andrea non sembra essere da meno. Anche se ora sta male e bisogna trovare una cura, salvarle la vita. Continuare a sopravvivere. Tutti i personaggi, dovunque siano e chiunque siano, hanno lo stesso imperativo: sopravvivere. Arrendersi non è più un’opzione, lo dimostra chiaramente Andrea passata da donna che voleva lasciarsi morire a combattente disposta a morire combattendo.

Nel mondo di The Walking Dead c’è una sola occupazione, per tutti: andare in cerca di un rifugio; magari cercare di conquistarne uno enorme, come fanno Rick e i suoi. Ma i pericoli sono sempre in agguato... La prigione è invasa dagli zombie e Hershel viene morso a un polpaccio. In meno di un minuto, Rick - senza esitare un secondo - fa ciò che lo stesso Hershel gli aveva insegnato (ricordate il ragazzo sul tetto nella scorsa stagione?): gli taglia la gamba a colpi di accetta mentre gli altri si fanno prendere più o meno dal panico o dall’indecisione (C’è un solo leader!). E in attesa della prossima puntata le domande sono tante: Hershel ce la farà o si trasformerà? Andrea e Michonne troveranno presto gli altri, alla prigione? E soprattutto: i detenuti vivi incontrati nell’ultima sequenza saranno amichevoli o rappresenteranno un nuovo, ennesimo ostacolo?

Non ci resta che aspettare per scoprirlo...

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