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Episodio 1.3: Otto rintocchi

Le conseguenze dell’arrivo di Chaplin e dei suoi uomini sull’isola si fanno sentire. E i giochi di potere, a Sainte Marine come a Washington, si fanno sempre più pericolosi 

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Quando si dice un inizio “col botto”: Sam Kendal arriva di corsa, pistola in mano, mentre uno dei suoi viene aggredito dalla folla inferocita perché ha rubato una banana. A lui sembra una sciocchezza, ma rubare è rubare e poi, cerchiamo di capire gli isolani: questi arrivano, invadono l’isola, scatenano sparatorie. La banana è la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. Così Parker finisce in cella, senza uniforme: ecco la diserzione dietro l’angolo e le difficoltà di mantenere il controllo di cui parlavamo la settimana scorsa. Mantenere l’autorità sugli uomini in una situazione del genere è praticamente impossibile: Chaplin dovrà dare il meglio di sé, proprio come sul fronte politico. Chaplin riceve notizia del blocco navale e la minaccia di non procedere alla sepoltura di suo figlio finché non si arrenderà.


Come dicevamo la volta scorsa, il nemico (Governo, Esercito, Marina degli Stati Uniti e compagnia bella, in questo caso) usa contro contro Chaplin e i suoi uomini tutti i mezzi di cui dispone. Minacce, ricatti, ritorsioni sulle persone care: qualunque mezzo. Avevamo già  visto Christine allontanarsi con l’avvocato che diceva di volerla aiutare, mentre noi sapevamo che mentiva. Ora abbiamo assistito al ricatto a Chaplin sulla morte del figlio. La ricerca di Brannan, Cortez e Redman, che mancano all’appello (li avevano rapiti e caricati in un furgone, ricordate?) non semplifica la situazione. Tutto sta sfuggendo di mano ai pochi che sono rimasti compatti. Così Chaplin non ha altra scelta che fidarsi della sua parola e far rilasciare il nostromo.  


Le cose peggiorano di minuto in minuto: scopriamo che un ragazzo del posto è rimasto vittima del fuoco incrociato durante lo scontro a fuoco fra gli uomini di Chaplin e i russi. Redman, Brannan e Cortez sono prigionieri di Serrat, ma non sanno cosa sta succedendo. Non sanno del conflitto a fuoco né hanno informazioni da offrire in cambio. Ne deduciamo che loro siano la merce di scambio... L’unica che ha qualcosa da offrire a Serrat è Cortez e non esita a farlo, pur di guadagnare tempo per sé e per i propri compagni. A noi telespettatori vengono risparmiati i dettagli della questione, anche se l’immaginazione a volte può essere perfino peggiore della verità... 


Intanto a Washington Kylie Sinclair incontra l’ammiraglio Shepard, che le chiede informazioni sulla provenienza dell’ordine dal canale secondario. Ma l’unico che poteva aiutare davvero Kylie è all’ospedale, ridotto in coma. Ricordate? Il che dimostra che gli intrighi del potere sono sempre più complicati... e ciononostante qualcuno è disposto a rischiare la vita pur di scoprire la verità. Anche sull’isola c’è qualcuno così: lo dimostra il confronto fra Marcus e Julian. Il nostro capitano ci conferma di non avere paura di nessuno e di non essere uno che si lascia intimidire. Nemmeno da un pazzo criminale che vuole liberarsi dei suoi uomini perché ostacolano i suoi traffici. E proprio il traffico è al centro del loro accordo: all’equipaggio del Colorado tocca fare da corriere della droga per Serrat, così da riavere indietro Cortez, Brannan e Redman.  


Quando Perseus, il prototipo della Sinclair, fa cilecca, Marcus e i suoi si trovano circondati dalla flotta nemica e sono costretti a prendere la strada più pericolosa per provare a tornare indietro. Li guida Sophie (che ha un evidente debole per Sam) mentre Marcus Chaplin - in una lunga sequenza carica di tensione - deve dare il meglio di sé, delle sue capacità, del suo sangue freddo e della sua esperienza. Parallelamente, gli autori ci fanno conoscere meglio sia Tani che James King, che ci svelano anche parte delle usanze e della vita sull’isola. Anche il compagno di Kylie, Robert, attira la nostra attenzione... Ma solo un attimo prima di finire seriamente nei guai per causa di Kylie, che scopriamo avere un passato di cui pentirsi. Ciascuno dei personaggi, poco alla volta, mette in mostra i propri demoni, le proprie paure, la propria storia. 


Tani ha perso la madre, dà la colpa al padre ed è preoccupata per il fratello più giovane. James cerca di stare alla larga dai guai ma si sente responsabile di tutto l’accaduto. Il presente e il passato di ogni personaggio, con la sua storia e il suo universo di riferimento, fanno la differenza. Come la fa la viltà di Brannan, che fa giustiziare Red per salvarsi. La sequenza della sua uccisione serve a far capire a noi, oltre che a Chaplin e i suoi uomini, che Serrat è uno che non scherza. Ancora una volta, Marcus deve mettere alla prova se stesso e il proprio sangue freddo, mantenendo la calma per non compromettere l’incolumità di altri. Salvo poi pianificare un “dove e quando” futuro per vendicarsi... Ma non prima che il colpo di scena finale: potrebbe essere stato il padre di Kylie a far sparire Robert e a ridurre in coma l’altro contatto della figlia.... 

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