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Episodio 1.4: Traditori

Il capitano Chaplin deve guardarsi da Washington e dai propri uomini, spinti a eliminarlo su ordine del Governo...

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A volte guardare le cose da un’altra prospettiva aiuta a schiarirsi le idee. Dev’essere quello che ha pensato Sam Kendal, facendo una nuotata per guadare l’isola dal mare e rimettere tutto in prospettiva, ripensando all’ennesima emergenza vissuta a bordo del Colorado.... Che risulta poi essere un evento recente: un’esercitazione. Per volere del capitano Chaplin l’equipaggio si tiene in allenamento, ma Chaplin non è affatto contento dei risultati. L’assenza di un comando superiore fa perdere il senso del dovere e del rispetto. Non nei confronti del nostromo, però, che da gran parte dell’equipaggio è più rispettato del capitano. La tensione è tangibile: Marcus deve fare qualcosa per riprendere il controllo. E l’arrivo dagli Stati Uniti dell’accusa di tradimento per Sam e Marcus non alleggerisce la situazione, anzi.


Così, quando il cadavere di Red viene recuperato sulla spiaggia, l’atmosfera si fa ancora più tesa. Gli uomini vogliono tornare a casa e Chaplin - che dimostra di avere sempre la soluzione giusta per ogni problema, anche il più difficile - propone di tenere solo i volontari. Sam pensa che saranno troppo pochi, o magari nessuno, ma Chaplin è più fiducioso, sebbene fra l’equipaggio le menzogne siano all’ordine del giorno e le conseguenze psicologiche della situazione si facciamo sempre più pericolose. L’equipaggio viene dunque invitato a scegliere se andarsene o restare, mentre Cortez e Brannan mentono su ciò che è successo mentre erano prigionieri. Brannan mostra chiari segni di disagio e l’incapacità di affrontare le conseguenze di ciò che ha fatto (ovvero, come ricorderete: far uccidere Redman al posto suo).


La morale della favola è che i segreti non aiutano nell’affrontare le difficoltà, anzi. Perfino  James King inizia a dare segni di cedimento nella sua determinazione a mantenere il massimo riserbo sulla missione della sua squadra in Pakistan. La missione che ha portato alle devastanti conseguenze che sappiamo. C’è anche un’altra cosa che sappiamo, al contrario di Chaplin: dopo l’attacco contro il Pakistan, King si disperava ripetendo che era tutta colpa sua (ricordate la scena al bar dell’isola?). La situazione si complica sempre più mentre la massima preoccupazione che circonda l’equipaggio non è convincere la gente a restare, bensì difendersi dagli attacchi di chi non riconosce più l’autorità di Chaplin. Come Wallace, che si mette a sparare contro il capitano in mezzo al paese seguendo ordini arrivati direttamente dal Governo americano. Dalla viva voce del Ministro della Difesa.


Ma Chaplin è un uomo tutto d’un pezzo e sa benissimo che cedere alle intimidazioni gli costerebbe quel po’ di credibilità che gli è rimasta. Così decide di condurre la prossima esercitazione programmata, ignorando i rischi che corre a causa del suo stesso equipaggio. Il rischio, del resto, in Last Resort è sempre dietro l’angolo. Perfino per il superboss locale Serrat, che si trova circondato dagli uomini di King e si dimostra tutt’a un tratto molto collaborativo. Quasi quanto Mr. Sinclair, che convince la figlia Kylie che è stato i suo compagno, Robert, a rubare i dati sul prototipo Perseus... Salvo poi confessare di averglielo detto egli stesso su ordine diretto del Presidente. Ma qualcosa nella spiegazione non torna: appare un po’ troppo semplice e spontanea. Come si suol dire: qui gatta ci cova... Come per la sollecitudine di Paul, l’avvocato amico di Sam che si finge anche amico di Christine.


Il Governo ci sta andando pesante con Christine: carte di credito annullate, conti congelati. La sua famiglia e quella di Sam non possono aiutarla. La donna viene messa a dura prova perché si fidi più rapidamente di Paul. Ma le provocazioni sono tante e tali che lei perde il controllo e si mette a urlare alla stampa cose che farebbe bene a non dire, stando a come conosciamo il Governo della serie: spietato. Quasi quanto Serrat, che guarda il videomessaggio di Sam a Christine e non crede alle bugie raccontate da Sophie per tirarsi fuori dai guai riguardo alla ricerca di metalli preziosi sull’isola per conto dello stesso Serrat. Iniziamo a conoscere i retroscena dell’isola e dei legami fra i vari personaggi. Pensiamo di poter tirare il fiato per un attimo, riordinando le nuove informazioni acquisite, quando la situazione precipita.


Brannan minaccia il capitano e l’equipaggio con una bomba a mano e il messaggio della puntata emerge dal discorso che Chaplin imbastisce per dissuaderlo: è molto difficile capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, soprattutto in certi momenti. Momenti decisivi in cui bisogna scegliere da che parte stare. Momenti che riconducono il tutto alla scelta fatta da Josh Brannan: condannare Red, tradire l’amico e farlo uccidere per salvarsi. Per Josh la soluzione è parlare con Curry, ma questi gli ordina di far esplodere la bomba, affondando il sottomarino e uccidendo le centoventi persone a bordo. Alla fine Josh lascia che Chaplin prenda la bomba e noi non ce ne stupiamo: è un uomo senza coraggio, in fondo. Lo abbiamo già visto in precedenza. Tocca a Cortez farlo sapere anche al capitano raccontando la verità sulla morte di Red. Ma la verità è relativa. Tutto è relativo. E guardarlo da un’altra prospettiva, magari dall’altura dell’isola, può cambiare molte cose... 


Last Resort torna su FOX il 12 novembre

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