FOX  

Episodio 3.4: Dentro e fuori

Una puntata sconvolgente che ridefinisce le sorti del gruppo di Rick e mostra nuovi lati della vita a Woodsbury

0 condivisioni 0 commenti 0 stelle

Share

Solo gli sceneggiatori più bravi ci riescono: farti commuovere per un personaggio che non ti piace. E ieri sera, nella sconvolgente puntata di The Walking Dead che ha visto l’uscita di scena di ben due membri del gruppo di sopravvissuti guidati da Rick Grimes, gli autori ci sono riusciti. Io e molti altri (sui social network, ad esempio) abbiamo a lungo scherzato su Lori: personaggio non certo amabile, al quale abbiamo più volte augurato una morte lenta e dolorosa. Il bello delle serie tv è che lo puoi fare (augurare la morte a qualche personaggio) senza che ci sia nulla di male. Un altro dei molti aspetti liberatori delle serie. Ebbene: la morte per Lori Grimes è arrivata. Dolorosa, senza dubbio. Ma anche sconvolgente e commovente, perfino per i suoi detrattori.


Ma partiamo dall’inizio: esche per zombie. Ci mancavano solo queste, tanto per accrescere la tensione. Esche per attirare zombie. Due settimane fa ipotizzavo che la figura misteriosa intenta a spiare Carol fuori dalla prigione fosse Merle. La settimana scorsa ho avuto conferma che mi sbagliavo: Merle è vivo e vegeto ma si trova a Woodsbury, a fare da braccio destro (metallico, più che altro) al Governatore. Un’altra previsione che tutti noi ci aspettavamo di veder presto avverata ci ha dato invece ragione: era ovvio che i due detenuti risparmiati da Rick chiedessero di unirsi al gruppo. Vivere in due, chiusi nella prigione, non è vivere. Non è nemmeno sopravvivere, forse. Ma il “combatti i morti, guardati dai vivi” che fa da sfondo a questa stagione non lascia scampo: Rick e Daryl non vogliono saperne. L’unico disposto a dare una chance ai due detenuti è T-Dog. Ma non avrà modo di perorare la propria causa... 


Così, mentre a Woodsbury Michonne trova conferme ai propri sospetti sul Governatore, Andrea si lascia incantare da Philip - e io penso che il Governatore le abbia rivelato il suo vero nome solo perché sta per ucciderla. Sono diventata troppo sospettosa, temo. Ma come darmi torto? Nel mondo del Governatore tutto ruota attorno al suo folle piano e ai suoi spietati progetti. E in The Walking Dead tutto può succedere! Merle vorrebbe andare a cercare Daryl, ma gli viene impedito; a conferma del fatto che il Governatore gioca a fare Dio, nella sua Woodsbury. Decidendo di tutto, vita e morte incluse. Michonne vuole andarsene, i due detenuti vogliono restare. Il punto è: affrontare il mondo là fuori, la strada, il pericolo. Ed è in quel momento, mentre siamo tutti concentrati sul pericolo esterno, che gli autori ci sconvolgono con un attacco di zombie all’interno del perimetro “sicuro” della prigione (“Dentro e fuori” dal perimetro sicuro; “Dentro e fuori” dal mondo).


Qualcuno li aveva attirati. Qualcuno aveva orchestrato il loro arrivo. C’è un terzo detenuto sopravvissuto, di cui Rick e gli altri non sospettano l’esistenza. Ma c’è anche una concentrazione di eventi di quelli memorabili: Lori che inizia ad avere le doglie proprio mentre fugge, insieme a Carl e Maggie, fra i corridoi della prigione ormai alla mercé degli zombie. T-Dog che viene morso (meglio così, forse, piuttosto che ritrovarsi prima o poi faccia a faccia con Merle...) e si sacrifica per salvare Carol (la quale, alla fine, manca ancora all’appello). Maggie costretta a praticare a Lori un cesareo d’emergenza sapendo che costerà la vita alla donna. Carl che deve “occuparsi” della propria madre, per impedirne il ritorno. In una manciata di minuti, tutto cambia. La costituzione del gruppo di Rick si ridefinisce. E lui, Rick, che si è sempre mostrato forte, crolla per la prima volta, alla notizia della morte di Lori. In un pianto liberatorio che covava da mesi.


Ci vengono mostrati due lati della stessa medaglia: nella prigione ci si sacrifica per dare alla luce una nuova vita, simbolo della speranza in un mondo dominato dalla morte. A Woodsbury... si gioca a golf e si curano i prati. La tensione non cala mai e il contrasto fra i drammi della prigione e la calma (apparente) di Woodsbury serve a sottolineare come l’uomo sia in grado di costruirsi un riparo e di adattarsi anche nella peggiore delle condizioni. Il risultato? Ci ritroviamo a versare calde lacrime per Lori - chi l’avrebbe mai detto? - per Rick e per Carl. E aspettiamo la prossima puntata sapendo che tutto, ma proprio tutto può succedere. Nessuno è al sicuro. Ed è questa una delle ragioni che rendono The Walking Dead una serie così speciale... 

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.