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Episodio 1.5: L’accordo

Last Resort ha ingranato alla grande: l’episodio di ieri sera ci ha regalato azione e tensione, in un racconto da manuale

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È passato un attimo dalla puntata precedente (lo scotto da pagare - ben poca cosa comunque - per la messa in onda contemporanea: si deve stare alle pause Usa). Ma ricorderete tutti il punto fondamentale: sembrava che Sam avesse capito e approvato la scelta di Chaplin di far firmare i volontari per restare. La puntata di ieri sera si è aperta con una discussione che pareva contraddire questa teoria... Ma si trattava di una messinscena, una prova generale per il confronto di Chaplin con il Governo. Da una parte del “tavolo delle trattative” c’è il Governo, che vuole il Colorado. Dall’altra l’equipaggio, che vuole tornare a casa. Ma prima di preoccuparsi della negoziazione, bisogna preoccuparsi della sicurezza del perimetro sull’isola. Un sensore si è spento e  ha lasciato un varco incustodito. Bisogna cambiare la batteria a trecento metri di profondità... 


James King si offre volontario per andare giù (è palese: non ce la fa, a starsene tutto il giorno con le mani in mano), mentre arrivano l’Ammiraglio Shepard, il Segretario alla Difesa Curry e Amanda Straugh con un messaggio del Presidente: chiunque voglia essere protetto dal Governo e non fare più parte del complotto, faccia un passo avanti. Nessuno si muove, naturalmente, e Curry non la prende bene... Nel frattempo il nostromo continua a mettere in discussione l’autorità di Grace: non la riconoscerà mai come sua comandante, glielo dice chiaramente. Così lei, in una situazione difficile, non ha altra scelta che cavarsela da sola. La situazione precipita: quando tirano in ballo suo figlio, Chaplin perde la calma e il negoziato è fortemente compromesso. “Negoziare”, ad ogni modo, è la parola chiave di questa puntata: la trattativa fra Chaplin e il Governo, quella fra Grace e il nostromo (per l’autorità e il rispetto), Grace e King (salvare l’equipaggio o rischiare tutto per un solo uomo?). 


Il tempo stringe e il ritmo cresce sempre più: Chaplin e Sam mettono in scena una falsa contrattazione per vendere il Colorado ai cinesi. James viene trascinato dal sottomarino, ma alla fine se la cava. Con grande sollievo di Grace, che si è guadagnata il rispetto dei suoi uomini - nostromo incluso - prendendo decisioni difficili. Mentre sull’isola arriva l’inatteso aiuto dell’Ammiraglio (che dice a Chaplin di tenere duro: ci sono conseguenze politiche dell’attacco contro il Pakistan), a Washington Kylie si trova faccia a faccia con il suo compagno, che le ha rubato Perseus. Quindi è stato davvero lui, non suo padre... Eppure qualcosa ancora non mi convince. Così come non convince Paul, intento a manipolare Christine... Che non c’era cascata. Bene, bene: la signora Kendal è più scaltra di quanto pensassimo. Buon per lei. E per Sam. 


La trattativa è agli sgoccioli: la Straugh offre due anni di carcere agli ufficiali e un’amnistia per tutti gli altri. Si scende a diciotto mesi, ma Chaplin non molla sul processo pubblico... Così Sam chiude l’accordo al posto del capitano. Il dubbio attanaglia tutti: personaggi e spettatori. Marcus è davvero andato fuori di testa per la sua crociata, tanto da diventare un potenziale aspirante al martirio, perché on ha più nulla da perdere? Oppure sa quello che fa e combatte per i proprio valori? Ce lo chiediamo mentre, come spesso accade in questa serie, gli eventi prendono una (drammatica) piega inaspettata: il Colorado è sotto tiro, l’accordo viene strappato e la Straugh ordina di attaccare il sottomarino. Così Shepard le spara, e spara anche a Curry. È il caos. In mare e fuori dall’acqua. Alla fine Kylie offre a Christine il proprio aiuto, l’Ammiraglio viene ferito e tocca a Marcus l’ingrato compito di dirlo a Grace. Io ho in mente la scena, e ho capito che lo scontro a fuoco sia costato la vita all\'Ammiraglio. Ma mi fate notare che non è morto, e che probabilmente ho interpretato male la concitazione di quei momenti. Farò in modo di recuperare la puntata per chiarirmi il dubbio. Anche perché a noi quel momento viene risparmiato: capiamo benissimo il dolore, non c’è bisogno di metterlo in mostra. Last Resort ha fatto la stessa scelta di sempre: lasciar da parte i fatti scontati per concentrarsi sul nocciolo della questione... 

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