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Speciale C.S.I. – Le scienze del crimine. Capitolo 1

Abbiamo analizzato e approfondito per voi i campi di studio nell’ambito scientifico/criminologico di ciascuno dei membri del serial cult C.S.I. A voi il primo capitolo: Gil Grissom e l‘Entomologia forense. Non perdete i prossimi! 

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Le loro deduzioni sono il risultato di attente analisi sul campo. La loro metodologia è sperimentale, fondata sulla verifica di ipotesi formulate sulla base di supposte relazioni tra vari fenomeni. Il loro oggetto di studio è il lato oscuro della natura umana. O meglio, le conseguenze di quel lato oscuro.


Stiamo parlando della squadra capitanata dal carismatico Gil Grissom: una equipe di scienziati alla ricerca della verità che si cela dietro un crimine efferato. Diversi punti di vista che si incontrano, per giungere a una medesima conclusione che si avvicini il più possibile alla verità, attraverso l’osservazione minuziosa dei dettagli, sotto la lente delle proprie conoscenze scientifiche. Le scienze esatte che incontrano le scienze umane; le leggi della fisica, della chimica e della biologia e il caos della psiche umana: quando la scienza incontra il crimine, si deve guardare nella lente di un microscopio con la mente aperta a qualsiasi rivelazione.


Ma vediamo nel dettaglio quali sono i campi di studio di ognuno dei membri di C.S.I., cercando di dimostrare come anche un campo del sapere che nasce per indagare il mondo che ci circonda finisca col  diventare la chiave di lettura per risolvere un omicidio.


GIL GRISSOM: Entomologia forense


L’Entomologia forense, e in particolare l’Entomologia medico-legale (forensic Entomology o medico-criminal Entomology), è lo studio degli artropodi applicato a reati perseguibili penalmente quali abusi, suicidi, omicidi.
L’entomologo francese Bergeret, per la prima volta nel 1855, riuscì a stabilire l’epoca della morte di un bambino in base alle popolazioni di insetti insediati sul cadavere. Le prime testimonianze relative ad un rapporto tra insetti e cadaveri si possono però far risalire addirittura all’Antico Egitto. In un vecchio papiro, trovato in bocca a una mummia, si poteva leggere “…le larve non diventeranno mosche dentro di te”.
La scoperta che sta alla base di questo metodo di indagine è che le popolazioni di insetti e altri artropodi che si insediano su un cadavere hanno caratteristiche molto diverse e possono aiutare a capire non solo l’epoca della morte ma anche se il corpo sia stato sepolto, cremato, esposto all’aria aperta, se in vita abbia ingerito sostanze tossiche che possono averne determinato la morte, o sia stato sottoposto a traumi o mutilazioni. Tramite la conoscenza degli insetti e dei loro cicli vitali è possibile, infatti, determinare i tempi, i modi e il luogo in cui una persona è deceduta.
Grande importanza può avere questa disciplina nel rispondere ai quesiti giudiziali nel caso di morti violente, di rinvenimento di corpi non identificabili e ritrovamento di cadaveri in avanzato stato di decomposizione, di cui è difficile o impossibile stabilire la data di morte tramite le sole indagini mediche.


Anche se è una scienza relativamente giovane e poco conosciuta, e necessita ancora di molte ricerche e approfondimenti, l’Entomologia Forense in America è già stata applicata con successo in molti casi di omicidio per aiutare a determinare tempo, luogo e cause del decesso; è oggi riconosciuta come un valido strumento di indagine e i suoi risultati sono accettati come prove in tribunale.


(A cura di Claudio Futmani)


Il capitolo 2 sarà su Catherine Willows e le analisi delle tracce di sangue!

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