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Copper – Episodio 1.2: Mariti e padri

Il tempo della vendetta è arrivato… E l’odioso crimine del primo episodio viene punito. A suon di occhio per occhio

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Il tempo della vendetta è arrivato… E l’odioso crimine del primo episodio viene punito. A suon di occhio per occhio

La puntata di ieri sera di Copper, la seconda di questa prima, emozionante stagione, ha confermato il valore della serie e tutte le impressioni positive del pilot. In un episodio carico di tensione e di situazioni di quelle che ti tengono inchiodato allo schermo, è arrivata la vendetta. O meglio: la giustizia, in un mondo in cui vige la legge del taglione e l’esecuzione sommaria per riparare ai torti. Così, mentre cerca l’uomo che pensa abbia ucciso sua figlia, Corky s’imbatte in Winnie Haverford, alla disperata ricerca di Annie. L’assassino di sua sorella non ha alcuna intenzione di arrendersi e vuole trovare la ragazzina.


Dopo averle cercato rifugio presso un convento (in cui le suore non si dimostrano poi così caritatevoli…), Corky riesce finalmente a trovare Tungus McClarty. Pensa di essere a un passo dalla soluzione del mistero che riguarda sua moglie e sua figlia, ma si sbaglia e lo capisce non appena inizia ad interrogare l’uomo. Quando Tungus afferma che al suo arrivo Maggie era già morta, Corky non può far altro che credergli… E arrendersi alla frustrazione per l’omicidio ancora insoluto della sua bambina. Ancora una volta, il detective Corcoran si dimostra saggio e giusto nel giudicare le persone, senza lasciarsi annebbiare dai sentimenti e dal coinvolgimento personale nelle vicende che lo vedono a caccia della verità.


Nel frattempo Mr. Morehouse Senior vuole comprare Five Points, per diventare padrone assoluto della zona. Non vuole che il suo nome compaia, così si serve degli amici fidati (come Haverford) per ottenere prezzi più convenienti. Robert sembra voler contrastare l’ambizione paterna, ma alla fine dimostra di non avere il coraggio di mettersi davvero contro suo padre. Forse sta mettendo comunque in atto un proprio piano… Ma non possiamo far altro che aspettare di conoscerlo meglio per sapere se è davvero così. In fatto di conoscenze, invece, abbiamo approfondito quella con Matthew e Sara Freeman, che hanno lasciato Five Points dove non si sentivano al sicuro… Scoprendo poi che la situazione non è molto cambiata. Sara è comunque terrorizzata e Matthew non può essere sempre a casa per proteggerla.


La situazione è difficile, per loro come per tutte le altre persone di colore, costantemente in pericolo nonostante amicizie influenti, come quella di Robert Morehouse, a cui Matthew ha salvato la vita al fronte. Ed è proprio Robert a raccontarci – sempre in tema di approfondimento di conoscenze dei personaggi – la storia di Corky. Arrivato ragazzo dall’Irlanda, dopo aver fatto il pugile si arruola e conosce Matthew e Robert in guerra, dove si distingue per valore e coraggio. Al ritorno a casa trova la figlioletta uccisa e la moglie scomparsa e diventa ossessionato dall’idea di trovare l’assassino. E ora si ritrova aggredito in casa propria, dagli scagnozzi di Winnie che gli spezzano una gamba.


Corky permette loro di fuggire, senza ucciderli, dimostrandosi ancora una volta l’unico uomo giusto in un mondo in cui giustizia ed equità sono concetti relativi. Haverford è disposto a tutto pur di trovare Annie ed è probabilmente dopo essere stato aggredito che Corky capisce: l’unica cosa da fare per mettere fine a questa orribile storia è… lasciargliela trovare. Soprattutto dopo aver incontrato il padre di Annie e Kate, che avevano affermato di essere orfane. L’avevano detto, scopriamo, per cercare di dimenticare una verità ben peggiore. Perché no, quello che contatta Corky per cercarle non è il padre di Annie… è in realtà suo marito. Annie, moglie bambina a soli dieci anni, è l’emblema della storia terribile di tante bambine (la legge consentiva il matrimonio al compimento del decimo anno d’età) e della barbarie dell’epoca raccontata dalla serie.


L’unica cosa da fare per porre fine a tanto dolore è dare un taglio definitivo. Così Corky organizza un piano per salvare Annie dopo che Molly l’ha venduta alla Contessa per cento dollari. L’avidità è sempre stata una caratteristica degli uomini, nelle storie di potere. Ma in Copper, sullo sfondo di una società in cui tutto è lecito pur di sopravvivere (o arricchirsi), nemmeno alle donne viene risparmiata l’avidità che non guarda in faccia a nessuno. Lo dimostra, del resto, l’odioso personaggio della Contessa, pronta a vendere Annie a Winnie per qualche soldo in più. La sequenza in cui la Contessa prepara Annie e quella, successiva, dell’arrivo di Winnie nella sua stanza è raggelante. Siamo incollati alla tv pensando “No, no, no, no…”. Non vogliamo che succeda ciò che immaginiamo… E ci viene data ragione.


Il piano ben congegnato di Corky porta alla morte di Winnie – per mano della stessa Annie, che lo accoltella con la rappresentazione di una sorta di rituale vendicativo che ricorda tanto quello di Dexter – e alla morte della Contessa. Due dei cattivi sono stati eliminati. Ma nella New York di Copper ce ne sono ancora molti, molti altri da fronteggiare… E mentre ci chiediamo se Molly fosse d’accordo con Corky (io credo di sì, ma non ne ho la certezza), la gamba rotta di Corky rappresenta un ottimo alibi. Winnie Haverford si è scavato la fossa da solo, trovando un alibi al suo nemico. E sua moglie Elizabeth, per nulla affranta dalla notizia della sua morte, si prepara a prendere il controllo della propria vita. Cominciando con la volontà di adottare Annie…


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