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Copper – Episodio 1.3: Nelle mani di un Dio adirato

Il “Dio adirato” di Five Points non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno al reverendo che gestisce l’orfanotrofio locale…

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Il “Dio adirato” di Five Points non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno al reverendo che gestisce l’orfanotrofio locale…

 

Tanto per cominciare: alla faccia del lutto! La nostra Elizabeth Haverford è tutt’altro che depressa per la morte (il brutale omicidio, anzi) del marito Winnie. Come darle torto, del resto? Levarsi di torno un uomo del genere è sicuramente una liberazione… Tanto più se, per provare a rimediare agli orrori che aveva compiuto in vita, puoi adottare la bambina di cui il tuo defunto marito voleva abusare dopo aver abusato della sua sorellina e averla uccisa. Ancora una volta, Copper non gira intorno alle questioni: il “Dio adirato” della puntata di ieri sera lo dimostra chiaramente, come metafora di un luogo e di un tempo in cui la giustizia divina non sembra esistere e quella terrena è relativa, legata alla ricchezza e al colore della pelle.

 

Elizabeth Haverford si conferma il personaggione che sospettavamo: unica donna dell’aristocrazia bianca a non tollerare i pregiudizi e i pettegolezzi; unica donna dell’aristocrazia bianca ad ammirare il lavoro del reverendo Garland, gestore dell’orfanotrofio locale, e a non scomporsi quando un ragazzino di colore corre fino a casa sua per chiederle aiuto. Elizabeth Haverford, la donna che rappresenta la modernità, il cambiamento, il seme del cambiamento sociale. Elizabeth Haverford che, per inciso, non resiste al fascino di Corky – è evidente – probabilmente perché vede in lui la stessa nobiltà d’animo che coltiva nel proprio cuore. La puntata di ieri sera ha raccontato una storia che ne rappresenta molte altre: un uomo bianco viene ritrovato impiccato, la polizia capisce che è stato ucciso prima di pendere dal soffitto e la popolazione si scatena immediatamente contro il primo sospettato di colore a disposizione.

 

Il razzismo è all’ordine del giorno, la parole di un uomo bianco vale, quella di un testimone nero non conta nulla. La società che fa da sfondo ai drammi ad alta tensione di Copper ci sconvolge per la sua ingiustizia ma allo stesso tempo ci appassiona, facendoci parteggiare per i personaggi più deboli, che sono – come accade anche nella realtà – anche i più deboli. Matthew Freeman salva il reverendo Garland dalla minaccia di un incendio ai danni dell’orfanotrofio (il razzismo non guarda in faccia a nessuno, nemmeno agli orfani). Il “Dio adirato” del titolo rappresenta tutto ciò che di sbagliato scaturisce dal cuore dell’uomo. E il coraggio dell’uomo che vi si oppone con onestà e coraggio. Matthew segue il proprio istinto e i dati certi di cui dispone, arrivando a mettere in discussione perfino la propria amicizia con Corky nel corso di una discussione emblematica del senso di questo episodio.

 

Laddove la scienza, la logica, le intuzioni o le prove non arrivano, bisogna guardare al mondo senza pregiudizi per non cadere nei tranelli della superficialità. Ma perfino per uomini dal cuore giusto e dalle vedute aperte come Kevin Corcoran può risultare difficile. Il senso è lampante: il mondo in cui viviamo, in qualche modo finisce per influenzarci. È normale e comprensibile… Ma è anche il metro per misurare la straordinarietà degli uomini che riescono a vincere su questa influenza. Uomini proprio come Corky, che alla fine grazie all’aiuto di Matthew trova il vero responsabile della morte di un uomo che valeva poco… Ma che essendo bianco era tenuto in più alta considerazione rispetto a un uomo di colore che dedica la vita ai bisognosi.

 

C’è di che riflettere a partire da ogni nuovo episodio di questa serie sempre più straordinaria, onesta e pronta a mostrarci la continua alternanza fra i due volti della stessa città, separati solo – ed è brutto dirlo, ma è la verità – dalla quantità di denaro e dalla “nobiltà di nascita” dei personaggi. Perché se Robert Morehouse arriva a corrompere Maguire per portare avanti il proprio piano di comprare Five Points, è anche disposto a mentire per aiutare un amico e per supportare la causa della giustizia. Sono due facce della stessa medaglia: quella sulla quale gli autori di Copper hanno costruito una storia che racconta di ingiustizie e gelosie (perché Eva tiene nascosto a Corky il ritrovamento del ciondolo di sua moglie? Per paura di perdere l’uomo che ama?), ma anche degli sforzi dell’uomo di cambiare. In meglio. Cambiando anche il mondo attorno a sé.

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