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Criminal Minds – Fantasmi dal passato

Quando lo abbiamo conosciuto, non sapevamo ancora che fosse ossessionato da uno dei suoi primi casi…

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Quando lo abbiamo conosciuto, non sapevamo ancora che fosse ossessionato da uno dei suoi primi casi… Dopo averlo scoperto, non potevamo ancora dire quale fra i suoi casi gli era rimasto impresso, e in quale misura. Ora, grazie ad un episodio della terza stagione di Criminal Minds, Damaged, in anteprima italiana su FOXCRIME, abbiamo avuto una risposta.


David Rossi (Joe Mantegna) non si dava pace da vent’anni: era stato il primo ad arrivare sulla scena di un orrendo crimine, che aveva portato tre bambini ad assistere alla brutale uccisione dei genitori. L’agente Rossi aveva promesso di catturare il responsabile di quel massacro, ma per un ventennio ogni pista si era rivelata inutile. L’ossessione di David per quel caso era cresciuta al punto da spingerlo a comprare la casa in cui si era consumato il crimine, nella speranza di poter trovare nuovi indizi. Tutto inutile…


Fino al ventesimo anniversario dell’omicidio, in cui Rossi scopre casualmente che i figli delle vittime hanno ricevuto per anni dei regali “commemorativi”. I ragazzi pensavano fosse l’agente Rossi ad inviare loro dei giocattoli, ma Rossi capisce subito che dietro i regali si nasconde il killer. Grazie a questo indizio il caso viene riaperto e – con la preziosa collaborazione del resto della squadra – David Rossi trova finalmente il responsabile della strage: un ragazzo con dei problemi di sviluppo, che lavora in un circo ed era stato aiutato dal padre a coprire le tracce di un duplice omicidio che non era sua intenzione commettere.


Con la sua cattura, David Rossi può restituire ai ragazzi la loro casa, in un perfetto stato di manutenzione, sperando che non sia troppo tardi per permettere loro di cominciare una nuova vita. Ma la chiusura del caso è fondamentale anche per l’equilibrio dello stesso David Rossi, che d’ora in avanti si prepara ad un nuovo inizio, lasciandosi alle spalle un’ossessione che lo ha accompagnato per un ventennio e che ha rischiato di fargli perdere il senso della misura nel suo lavoro.


Con questo episodio, da cui la psicologia di David Rossi, però, emerge in modo piuttosto “sbrigativo”, anche Criminal Minds tocca uno dei temi classici del genere poliziesco: il vecchio caso irrisolto che tormenta l’agente responsabile delle indagini, o che lo ha spinto a diventare un poliziotto, o che gli ha fatto cambiare metodo d’indagine. I fantasmi del passato, per poliziotti ed investigatori, rappresentano uno dei metodi più usati dagli sceneggiatori per raccontare la personalità dei personaggi a cui sono legati.


Non sempre il risultato è ottimale (nel caso dell’agente Rossi la risoluzione del caso e lo scioglimento del nodo psicologico sono stati affrettati), ma qualche volta ci regala comunque degli episodi memorabili, come in questo caso. Oltre a David Rossi, infatti, un altro uomo del Team affronta le proprie paure ed i propri drammi personali, preparandosi a mettersi in gioco al punto di perdere di vista la scelta più saggia. Parlo di Hotch, l’agente Aaron Hotchner, che interroga un serial killer condannato a morte insieme a Spencer Reid e, in una situazione claustrofobica e carica di tensione, mostra le ferite della sua vita privata (l’imminente divorzio e la lontananza dal figlio) e il bisogno di riscattarsi. Con un’interpretazione magistrale da parte di Thomas Gibson ed un’ottima sequenza-catarsi.

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