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Criminal Minds – La Signora della Conoscenza Suprema

Cominciamo a conoscere meglio alcuni dei protagonisti di Criminal Minds. A partire da Penelope Garcia

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Ogni volta che la chiamano si inventa una nuova definizione. Possibilmente qualcosa di un po’ irriverente, che sottolinei ironicamente la sua posizione “elevata” rispetto al resto della squadra. Penelope Garcia, super esperta di informatica, rappresenta un preziosissimo supporto per le indagini della BAU. Senza di lei, che trova a tempo di record (e a tempo di telefilm, più che di realtà, ma va bene così) qualunque informazione, Hotchner e compagni sarebbero persi.


Quindi le possiamo tranquillamente perdonare qualche esagerazione. In fondo, se può perdonarla la “temibile” Erin Strauss (Jayne Atkinson, 24), come accade nell’apertura della terza stagione, in prima visione su FoxCrime, possiamo farlo anche noi. Soprattutto perché Garcia ha un altro compito molto importante: oltre a fornire informazioni alla squadra, tocca a lei anche portare una ventata d’allegria che fa “tirare il fiato” a noi telespettatori. Criminal Minds già di suo è una serie ad alta tensione. Alcuni episodi, poi, sono talmente concitati da risultare quasi angoscianti. Il puntuale intervento di Garcia riesce a spezzare la tensione, permettendoci poi di tornare a concentrarci su ogni dettaglio delle indagini più “riposati”.


Garcia va d’accordo con tutti i membri della squadra, anche se la sua predilezione per Morgan, con il quale flirta in modo sempre scherzoso, è evidente. Penelope Garcia è così: dice sempre quello che pensa, le piacciono le provocazioni ma rimane sempre molto rispettosa sia della sensibilità altrui che della professionalità dei suoi colleghi. Nel “regno” di Garcia, invaso di monitor e computer, tutto sembra avvolto da un’atmosfera irreale, che in un certo senso cancella il contatto di Garcia con il mondo esterno. È come se la nostra hacker a servizio dei buoni fosse “scollegata” dalla realtà: è come se vivesse sempre in quella stanza, e fosse sempre pronta a rispondere a qualunque domanda.


È difficile immaginare Garcia lontana dalla sua “stanza delle magie”, insomma. Anche perché noi sappiamo che le bastano pochi secondi per trovare tutto ciò che serve ai suoi colleghi, e ci aspettiamo che questa ricerca si possa effettuare sempre. Notte e giorno. In effetti, sembra proprio così: mentre la squadra è fuori, Garcia non pare autorizzata a lasciare la sua postazione. Non viene mai detto esplicitamente, ma noi intuiamo che possa essere davvero così. E non ci dispiace, perché Garcia è uno di quei personaggi che si vedono sempre volentieri. A me ricorda un po’ il Marshall di Alias, in versione un po’ meno impacciata ma ugualmente adorabile.


Merito anche dell’interprete di Garcia, Kirsten Vangsness, che prima di affermarsi come attrice proprio grazie a Criminal Minds (preceduto da qualche altra partecipazione televisiva e cinematografica), ha fatto davvero di tutto: ha lavorato come supplente in diverse scuole, ha ricoperto il ruolo di consigliere scolastico, ha recitato in teatro e ha lavorato in un ristorante… Poi è arrivata Penelope. E Kirsten ha capito subito che si trattava di un’occasione più unica che rara, per la quale ha rinunciato a diverse altre possibilità. Possiamo forse darle torto?


Chiara Poli

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