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Dexter – Il gran finale

Ieri sera FoxCrime ha trasmesso il finale della prima stagione di Dexter: un finale davvero “coi fiocchi”…

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Subito dopo il primo passaggio su FoxCrime, in prima tv per l’italia, mi ero fatta degli scrupoli. Non avevo voluto scendere in dettagli: temevo di rovinare il finale di Dexter a chi, ancora, non aveva avuto modo di seguire tutti gli episodi della prima stagione. Ma ora che anche le repliche in prima serata sono terminate, non posso più sottrarmi: bisogna proprio parlare un po’ di questo finale. Se non l’avete visto, naturalmente, fermatevi qui: non leggete oltre!


Vediamo un po’: sono successe davvero tante cose. Tanto per cominciare, è stata svelata la vera identità di Rudy Cooper, il cui vero nome corrisponde a Brian Moser, fratello maggiore di Dexter. Abbiamo scoperto cosa è successo a Dexter – rinchiuso all’interno di un container ad assistere all’omicidio di sua madre e di altre persone (per questioni di droga, a quanto sappiamo) a colpi di sega elettrica – prima dell’arrivo di Harry Morgan. Sappiamo che Dexter e suo fratello Brian avevano trascorso ben due giorni immersi nel sangue delle vittime della strage, prima che qualcuno li trovasse. E quel qualcuno, la polizia, ha portato Harry Morgan nella vita di Dexter: il piccolo viene adottato da Harry, mentre Brian – più grande – inizia a girare per case-famiglia finché viene rinchiuso in un istituto psichiatrico. Diagnosi: disturbi della personalità.


Con il racconto del tragico passato della famiglia Moser, gli autori della serie tv vogliono in qualche modo spiegarci il comportamento di Dexter; il suo irrefrenabile istinto per l’omicidio, la sua incapacità di provare dei sentimenti “da essere umano”. Eppure… In questo finale di stagione, Dexter piange. E ne mostra, di sentimenti “da essere umano”: si commuove quando ricorda il proprio passato, la vita con mamma e Brian, e poi la tragedia del container… Piange anche quando uccide Brian, l’unica persona da cui non deve nascondersi (come afferma lo stesso Dexter). Brian: l’unica persona che sa chi è e quello che fa. L’unica persona che gli permetterebbe, finalmente, di smettere di fingere.


Nell’adrenalinico finale della prima stagione, che si divide fra caccia all’uomo, lotte, indizi e sospetti (non ultimi quelli di Rita nei confronti di Dexter, sapientemente insinuati nella mente della donna dalle parole dell’ex marito Paul), Brian offre a Dexter un’opportunità unica. Unirsi a lui, accettando il proprio destino e la propria, disumana natura di killer spietato, senza movente e senza rimorso, proprio come Brian. Ma Dexter non è come suo fratello: la terribile esperienza che, vissuta dai due bambini, ha fatto sì che entrambi precipitassero in una sorta di buco nero emotivo, dal quale entrambi non sono mai usciti, trasformandosi in assassini. Stesso punto di partenza, dissimile destino: gli anni trascorsi insieme alla famiglia Morgan e all’amore di Harry e Debra, per Dexter, hanno fatto la differenza.


Il codice di Harry si rivela ancora una volta uno strumento preziosissimo per l’equilibrio di Dexter. Grazie al codice, Dexter impara ad incanalare i propri impulsi verso chi, secondo Harry, si merita un’atroce fine. Il codice rappresenta la sopravvivenza. Il codice è l’unico mezzo a disposizione di Dexter per continuare a mantenere il proprio, precario equilibrio. Per Brian, invece, il codice è un’accozzaglia di regole prive di senso: Dexter sarà libero, proprio come lui, solamente quando se ne sbarazzerà. E per farlo deve cominciare col rinnegare la propria esistenza come figlio adottivo dei Morgan, uccidendo Debra.


È a questo punto che Dexter fa una scelta definitiva: la vita di Debra in cambio di quella di suo fratello. Non vorrebbe essere costretto ad uccidere Brian ma, come ci racconta egli stesso, ucciderlo è l’unico modo per far sì che Debra continui a vivere. E Debra deve vivere: la sua esistenza si trasforma, simbolicamente, nella summa di quanto Dexter ha imparato da Harry. Tutto ciò che anni di pratica hanno perfezionato si raccoglie nella vita di Debra, nella possibilità di continuare a seguire il codice, nella scelta precisa di fare del proprio lato oscuro una sorta di “servizio pubblico”.


È il sogno di un serial killer: la folla, in delirio, festeggia Dexter e lo ringrazia per far sì che le strade siano sicure, che gli psicopatici e gli assassini vengano puniti, che il Male trovi un degno avversario nello stesso lato oscuro di un uomo come tanti altri. Un uomo che ha permesso al suo lato oscuro di prendere il sopravvento, scegliendo però di porre dei limiti.


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