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Dexter – Piaceri colpevoli

Vi diciamo chi è Dexter, presto in onda su FoxCrime, ma soprattutto perché vi piacerà…e perchè vi fa vincere!

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Abbiamo viaggiato innumerevoli volte nella mente di un Serial Killer. Questi micidiali assassini dilagano sul grande ed il piccolo schermo fin dai tempi de Il Silenzio degli Innocenti ed al giorno d’oggi non esiste serie tv poliziesca (e non solo) che non ne abbia ospitato almeno uno.


Ma nel caso di Dexter Morgan è diverso; lui è un qualcosa che non avevamo mai dovuto affrontare prima.


Nell’immaginario collettivo il serial killer a cui siamo abituati è il cattivo per eccellenza; crudele e spietato, inafferrabile e sordidamente malato. Certo, in alcuni casi possiamo anche esserne affascinati, com’è avvenuto con il dottor Hannibal Lecter; ma di sicuro ci guarderemmo bene dall’andare a cena a casa sua.


Il caso di Dexter è invece tutta un’altra storia: lui è bello, simpatico, intelligente, arguto e ha un gran senso dell’umorismo. Certo è un serial killer, ma siamo disposti a perdonarglielo. No, non siamo impazziti. Guardare per credere. Dexter ha affascinato prima l’america e, dopo aver raccolto consensi in tutto il mondo, sta per sbarcare in Italia su Fox Crime (dall’11 ottobre, in seconda serata).


Il nostro protagonista, interpretato dal grande Michael C. Hall (Six Feet Under), è un perito ematologo della polizia di Miami, stimato ed amato da tutti, ha una sorella (interpretata dalla Jennifer Carpenter di The Exorcism of Emily Rose) e perfino una ragazza (la bella e brava Julie Benz, che abbiamo già visto in Buffy ed Angel).
Ma, sotto un’esistenza apparentemente tranquilla, si cela ben altro; lui in realtà è un serial killer di serial killer: una sorta di perverso e deviato giustiziere della notte. Lui colpisce dove la lunga mano della legge non riesce ad arrivare. Certo è malato, ma il personaggio è così ben caratterizzato e la serie è così ben realizzata che non riusciamo a non volergli bene.


Ci piace assistere alle sue gesta, anche se allo stesso tempo proviamo una sorta di senso di colpa. Gli americani quella sensazione la conoscono bene; hanno perfino coniato un termine per definirla. Anche se di solito è riferita ad un altro contesto, per Dexter è perfetta: la sua serie è un Guilty Pleasure. 


Il personaggio di Dexter Morgan in realtà ha origini letterarie. Lo ha creato lo scrittore Jeff Lindsay (pseudonimo di Jeffry P. Freundlich) nel romanzo La mano sinistra di Dio (Darkly Dreaming Dexter).  Un piccolo successo letterario da cui sono già scaturiti due seguiti: Il nostro caro Dexter (Dearly Devoted Dexter) e l’imminente Dexter in the Dark (in uscita in America in questi giorni).


Per nostra fortuna un bel giorno una copia del libro capita nelle mani di Sara Colleton. Una produttrice (Il velo dipinto)che lo divora in due giorni, s’innamora dell’idea e riesce a convincere Bob Greenblatt, il presidente della Showtime, a dare il via libera alla serie tv.


Dal punto di vista creativo si decide di andare sul sicuro.  Per la sceneggiatura ci si affida a James Manos Jr., già responsabile di molti episodi de I Soprano (per cui ha vinto un Emmy) e dei primi due anni di The Shield. Lui riunisce un gruppo di scrittori di raro talento, su cui spicca Daniel Cerone, un veterano di tanti episodi di Streghe.


Da Six Feet Under arrivano gli autori della splendida sigla, vincitrice dell’Emmy, ed il regista principale della serie, Michael Cuesta. È lui a stabilire i toni ed il ritmo della serie; ma ha fatto un ottimo lavoro anche il regista-attore Tony Goldwyn (A Walk in the Moon – Complice la luna, The Last Kiss, il remake americano de L’ultimo bacio, e Grey’s Anatomy e Senza Traccia).


Paradossalmente è proprio Six Feet Under l’unica serie del panorama americano che possiamo seppur lontanamente avvicinare a Dexter, per l’ironia con cui era affrontata la morte.
Certo, Dexter è un’altra cosa, una cosa che non potete nemmeno immaginare… ancora per poco.


Piaceri colpevoli a tutti.

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