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peciale Dexter – Il romanzo o la serie? Tutti e due!

Scopriamo insieme (rigorosamente senza spoiler!) le principali differenze fra i romanzi di Jeff Lindsay e la serie tv con Michael C. Hall

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Il processo di adattamento di un romanzo (o di una qualsiasi altra opera letteraria) per piccolo e grande schermo è estremamente complesso. Ci sono diverse tecniche di sceneggiatura e diversi modelli d’adattamento appositamente studiati per trasformare parole in immagini nel miglior modo possibile.E, soprattutto, per facilitare l’inevitabile processo di condensazione del testo in film o telefilm. Una riduzione è, infatti, sempre e comunque necessaria, perfino nel caso di una serie tv che dispone di molte ore di girato per raccontare la vicenda.


Oltre alla riduzione (inevitabile tagliare descrizioni, digressioni, riflessioni…) intervengono sempre anche delle scelte – estetiche, stilistiche, narrative – che rispecchiano la personalità e la volontà di chi si occupa dell’adattamento. Nel caso di Dexter, dietro le quinte dei copioni televisivi c’è ancora lui, Jeff Lindsay, autore dei romanzi e creatore del personaggio. Questo non significa, però, che Lindsay non abbia portato avanti delle scelte diverse rispetto ai suoi libri, affidandosi anche ai consigli degli esperti sceneggiatori che la produzione gli ha affiancato per la realizzazione dei copioni.


Ci sono elementi, personaggi e sottostorie che funzionano in letteratura, ma non in un testo audiovisivo. E viceversa. Ecco perché, rispetto al primo romanzo incentrato su Dexter, La mano sinistra di Dio, che corrisponde grossomodo agli eventi narrati nella prima stagione della serie, sono intervenuti diversi cambiamenti.
Tanto per cominciare, nel libro Dexter è protagonista assoluto, mentre nella serie – per ovvie ragioni – viene concesso un certo spazio anche a tutti gli altri personaggi, per i quali vengono appositamente ideate delle sottotrame o dei dettagli personali (come gli incontri con l’ex marito di Rita o il racconto dei guai coniugali di Angel).


Un altro punto che differenzia testo e serie è la presenza del Passeggero Oscuro, elemento fondamentale in tutta la narrazione del romanzo, e a sorpresa “rimosso” dal telefilm. Almeno nella prima stagione… È sicuramente questo il cambiamento più “forte” derivato dalla trasposizione televisiva della storia di Dexter: Nel romanzo veniamo guidati esclusivamente dal suo punto di vista, e il racconto del Passeggero Oscuro ha un ruolo massiccio. Nella serie è sempre il Dexter-narratore ad accompagnarci, ma anche gli altri personaggi hanno talvolta modo di farci da “cicerone”. Grazie soprattutto ad una caratterizzazione più attenta, che permette loro di esprimere punti di vista diversi.


L’altro cambiamento rilevante riguarda l’evoluzione della trama. Oltre ad alcuni dettagli (come la sostituzione di alcuni nomi di battesimo dei personaggi secondari, ad esempio), ci sono importanti cambiamenti nelle sequenze che riguardano il killer del camion frigorifero. Per non rovinarvi la sorpresa, raccontandovi il finale della serie, ovviamente non vi dirò di cosa si tratta. Sappiate però che le differenze rispetto al romanzo sono svariate, e riguardano anche il destino di alcuni dei personaggi…


Di questo magari riparleremo più avanti, dopo la messa in onda dell’intera prima stagione di Dexter. Per ora ci basti ricordare come, in ogni caso, sia i romanzi (La mano sinistra di Dio, appunto, e Il nostro caro Dexter) sia la serie tv rendano omaggio ad un personaggio in grado di stregarci. Grazie soprattutto all’immaginazione e al linguaggio evocativo di Jeff Lindsay, nel caso dei romanzi, e grazie al talento di Michael C. Hall e a sceneggiature curatissime, nel caso della serie tv.

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