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Speciale Criminal Minds – I casi più appassionanti – parte II

Eccoci alla seconda parte del nostro breve viaggio per ricordare gli episodi più emozionanti di Criminal Minds, in attesa delle nuove imperdibili avventure della terza stagione

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In pieno “stile cliffhanger”, eravamo rimasti al momento in cui il killer de Il re pescatore spara all’agente Elle Greenaway. Elle si salva, anche se la sua uscita di scena – e la sostituzione del suo personaggio con quello di Emily Prentiss – è solo rimandata di qualche episodio. La seconda stagione di Criminal Minds, oltre che per un cambiamento nel cast, si caratterizza per la presenza di diversi episodi ancora più inquietanti rispetto a quelli del primo ciclo.

Come se la prima stagione fosse stata una sorta di “warm-up”, un giro “di riscaldamento”, gli autori in questi nuovi episodi si spingono oltre i confini stabiliti dalle puntate precedenti. E ci regalano emozioni ancora più forti, una dose ancora maggiore di suspense e tanti inattesi risvolti che riguardano le vite dei protagonisti. Il gioco, insomma, si fa decisamente più duro. Lo testimonia lo splendido episodio doppio intitolato Raphael (The Big Game / Revelations), in cui la guest star James Van Der Beek, ex protagonista di Dawson’s Creek, interpreta uno spietato serial killer affetto da un grave disturbo della personalità.

 

Il killer, autore di efferati delitti, finisce per rapire Spencer Reid, torturandolo mentre minaccia di ucciderlo e drogandolo. Reid, terrorizzato ed incapace di reagire per via della droga, è ancora più confuso dalla continua alternanza delle personalità che albergano nella psiche malata del suo aguzzino. Alla fine Reid viene salvato, ma rimane traumatizzato dalla spaventosa esperienza che ha vissuto e, all’insaputa di tutti, seguita a far uso della droga che “Raphael” gli somministrava.
In tutto questo secondo ciclo di Criminal Minds, spesso i casi a cui lavora la squadra di Gideon, Hotchner, Garcia, Morgan, Reid, Prentiss e Jareau hanno delle conseguenze sulla vita privata degli agenti. Oppure introducono tematiche “scomode”, che suggeriscono allo spettatore tutti i risvolti più spiacevoli legati ad una società violenta, egoista, incapace di curare i propri mali.

Mali atroci e sconcertanti, come la piaga della pedofilia dietro all’episodio Vite all’asta (P911), in cui un ragazzino viene strappato alla famiglia, tenuto prigioniero in una minuscola stanza senza finestre e messo all’asta su internet, alla mercé di psicopatici e criminali sessuali, in uno degli episodi più sconvolgenti dell’intera serie. La violenza psicologica e la lotta per la sopravvivenza sono alla base anche di un altro episodio che mette in scena una mostruosa situazione di prigionia, North Mammon, che vede protagoniste tre ragazze rapite e segregate da uno psicopatico che le costringe a scegliere chi dovrà morire affinché le altre possano salvarsi…

 

La (ormai inesistente) moralità dell’uomo, i limiti a cui ci si può spingere per infrangerne il senso e le torture di cui l’essere umano può macchiarsi sono alla base anche di altri episodi. Ne è un ottimo esempio la storia di Frank, serial killer senza coscienza magistralmente interpretato da Keith Carradine che ci terrorizza nell’episodio mozzafiato Senza via d’uscita (No Way Out – Part I) a metà stagione, per ripresentarsi nel finale di stagione in Senza via d’uscita: il ritorno di Frank (No Way Out – Part II). Frank, pluriomicida che sembra essere completamente privo di coscienza, mostra un’insana ossessione per la donna che sostiene di amare, Jane.

E accetta di allontanarsi se la donna lo seguirà. Sembra così uscire di scena, ma non serve essere un appassionato telespettatore di Criminal Minds per capire che un “mostro” del genere è destinato a continuare a far parlare di sé. Cosa che puntualmente avviene, e nel modo più tragico: Frank uccide una donna cara a Gideon, cambiando il suo modus operandi e costringendo la squadra a riscrivere il suo profilo, per catturarlo prima che la situazione degeneri…

E ancora: in questa stagione, il lato oscuro dell’uomo sembra trovare infinite chiavi di lettura, ed infinite, orrende espressioni. Come la caccia all’uomo che domina le azioni di due pazzi in Stagione aperta (Open Season), o come la serial killer donna protagonista di Jones, un episodio strettamente legato all’attualità perché mostra i danni causati dall’uragano Katrina e la disperazione dei sopravvissuti, che hanno perso molti dei loro affetti e tutto ciò che possedevano per via di una delle catastrofi naturali più gravi dell’intera storia americana.

Insomma: nella seconda stagione di Criminal Minds sembra che non ci siano limiti. Come prova l’episodio Il profilo del profiler (Profiler, Profiled), in cui Morgan viene sospettato di omicidio, e la polizia crede fermamente che possa essere un pluriomicida.
Ecco perché la terza stagione della serie, su FoxCrime, si annuncia come uno degli eventi televisivi di questo inizio anno. Un evento televisivo da non perdere per tutti gli appassionati del crimine… E delle serie tv di qualità.

Chiara Poli

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