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Speciale Criminal Minds: Phobia

Breve viaggio nel mondo della paura e delle fobie. Mondo che i protagonisti di Criminal Minds affrontano costantemente, giorno per giorno…

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Phobia: dal greco Phobos, che significa timore, oppure Phèbomai (di origine indoeuropea), che significa “io fuggo spaventato, mi atterrisco”.


Migliaia di persone al mondo soffrono di paure incontrollate, sono terrorizzate da determinati oggetti, animali o situazioni, senza una ragione precisa.


La squadra di analisi comportamentale di Criminal Minds si è trovata in un episodio di fronte ad un pazzoide, un serial killer che, spacciatosi per terapeuta, ha letteralmente messo in atto le condizioni per spaventare a morte dei fobici, che si erano rivolti a lui per superare il loro terrore irrazionale.


Tutti siamo colpiti da una o più fobie, ma il grado della patologia è vario e può arrivare a livelli massimi, livelli in cui non entriamo mai in contatto con l’oggetto della nostra paura e il solo pensarci ci crea un stato di ansia profonda, fino ad arrivare a casi estremi di paralisi nervosa.


Tornando all’episodio in questione, l’S.I (la squadra di solito si riferisce al killer con l’appellativo di “Soggetto Ignoto”) ha chiuso in una cassa un claustrofobico (persona che ha paura degli spazi chiusi), ha lasciato annegare un talassofobico (persona che ha paura dell’acqua) e ha seppellito viva una geofobica (persona che ha paura della terra e delle profondità); che poi sarà l’unica ad essere salvata dagli agenti.


Sicuramente se non soffriamo di particolari fobie non siamo neanche coscienti di cosa possa terrorizzare un fobico.


Ai giorni d’oggi la paura che miete più vittime è ancora l’aracnofobia (paura dei ragni), ma vediamone invece qualcuna meno conosciuta:


Sapete di cosa ha paura un rupofobico? Della sporcizia. Un patofobico ha il terrore delle malattie (a differenza dell’ipocondriaco, che crea da solo malattie che non ha), un pirofobico teme il fuoco, un acrofobico invece teme ogni tipo di altezza, anche la più insignificante (da non confondere con l’agorafobico che teme gli spazi aperti); e infine il demofobico è terrorizzato dalla folla e non riesce a relazionarsi a gruppi di più di tre o quattro persone.


Stephen King ha detto che “ogni bambino in fondo gode nell’avere paura”. Forse però lui intendeva quella ‘sana’ paura che ci fa stare attenti, o quel brivido che ci fa sentire vivi; quella paura controllata che ci fa scegliere di guardare film horror o di leggere di crimini efferati rendendoci partecipi dell’accaduto ma a distanza di sicurezza, o con la consapevolezza che la nostra paura è irreale perché è parto della nostra fantasia. Positiva o negativa la paura è uno stato emotivo che ci accompagna per tutta la vita, quando nasciamo, quando moriamo e anche quando ci innamoriamo; a volte ci aiuta, a volte ci domina, ma per un fobico la paura è protagonista della sua esistenza.


E voi di cosa avete paura? Cosa vi toglie il fiato e vi annebbia la mente? Se anche voi siete afflitti da una paura che non riuscite a spiegarvi, non sentitevi soli, FATECELO SAPERE tramite i vostri commenti.


Intanto, per correttezza, vi dico la mia: i Piccioni! Piazza San Marco per me è l’anticamera dell’inferno…


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