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Speciale Dexter – I serial killer nel cinema– Parte I

Dexter è l’ultimo di una lunga stirpe di assassini seriali celebrati da cinema e tv. In questa prima parte del nostro viaggio, iniziamo a conoscere i serial killer che hanno dominato incontrastati il grande schermo

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L’argomento “serial killer” è tanto vasto, e in continua evoluzione, che ci vorrebbe un’enciclopedia per trattarlo approfonditamente. Restringendo il campo, però, possiamo dare uno sguardo abbastanza accurato al fenomeno, almeno per quanto riguarda cinema e tv. Dopo un’introduzione al fenomeno serial killer siamo pronti a ripercorrere le “gesta” cinematografiche (e, prossimamente, quelle televisive) degli assassini che hanno conquistato, spaventato, incuriosito il pubblico.


Cominciamo col dire che di serial killer… Il cinema ne ha visti a decine. Ma che dico. A centinaia. Quindi va necessariamente operata una selezione, segnalando quelle figure che hanno in qualche modo hanno segnato tappe importanti nella storia del cinema e in quella dell’omicidio seriale cinematografico.


Perciò, leviamoci subito il pensiero e partiamo da lui, il Maestro, Alfred Hitchcock, che di serial killer ne ha descritti tanti. Io voglio ricordarne almeno tre, a partire da quel Norman Bates che ha turbato i sogni della mia infanzia (e di molte, molte altre persone). Ancora sento quello stridio di violini nel climax della colonna sonora di Psyco (1960). E ancora vedo lo sguardo in macchina di Anthony Perkins nella sequenza finale. Se l’avete visto, non potete averla dimenticato. Perché dava i brividi…


Proprio come l’inedito Tony Curtis de Lo strangolatore di Boston (1968). Che trasforma il suo leggendario fascino nella capacità di disturbare lo spettatore dando vita al ritratto di un personaggio deviato, malvagio, mostruoso. Eppure… apparentemente normale.
E, per tornare in tema “assassini hitchcockiani”, proprio come il protagonista di Frenzy (1972), disincantato ritratto di un “mostro” a tutti gli effetti, e di un uomo sospettato di essere il mostro e costretto a lottare per provare la propria innocenza. Un po’ come Il pensionante, sospettato di essere il pluriomicida che terrorizza Londra, in un film del 1927 che ricorda le atmosfere di gran parte delle produzioni cinematografiche su “il” serial killer per definizione, Jack lo squartatore.


Dal riuscito e visionario From Hell – La vera storia di Jack lo Squartatore con Johnny Depp sulle tracce del mostro, al film tv con Michael Caine, all’interpretazione di Klaus Kinski nella versione diretta da Jesus Franco nel 1976.


E visto che siamo in tema di celebrità dell’omicidio seriale, saltiamo i convenevoli e passiamo subito al piatto forte: Hannibal Lecter.


Nel capolavoro di Mann, Manhunter – Frammenti di un omicidio (1986, con un giovane William “Grissom” Petersen) Hannibal Lecter è una figura di secondo piano ma già in grado di colpire l’immaginazione dello spettatore. Che ne resterà affascinato grazie alla magistrale interpretazione di Anthony Hopkins ne Il silenzio degli innocenti (1992). Ritroveremo Hannibal in Red Dragon (2002), riuscito remake di Manhunter privo però del fascino visivo dell’originale, e in Hannibal (2001) che tira un po’ troppo la corda levando al leggendario assassino quell’aura di mistero che lo rendeva tanto intrigante. Con Hannibal Lecter – Le origini del male (2007), il “danno” si compie definitivamente: svelandoci tutto (ma proprio tutto), con un approfondimento psicologico inadeguato, Thomas Harris (con il romanzo) e Peter Webber (con il film) chiudono definitivamente il “capitolo Hannibal”. Degnamente rimpiazzato da una serie di mostri moderni (dallo Zodiac dell’omonimo film al killer di di Se7en, dal Berkowitz di S.O.S. – Summer of Sam a Scream, che ha riscritto le regole del genere).


Ma facciamo un passo indietro, per occuparci di alcune “vecchie glorie”, dei serial killer al femminile e del cinema italiano…
(continua)


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