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Speciale Dexter – I serial killer nel cinema– Parte II

Continua – e si conclude – il viaggio alla scoperta dei serial killer che hanno dominato il “regno” del grande schermo. Dopo Hannibal Lecter e Norman Bates, è la volta degli Assassini nati…

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Facciamo un passo indietro, dicevamo. Perché prima di passare da Hannibal agli Assassini nati di Oliver Stone dobbiamo assolutamente ricordare Charlie Chaplin nei panni di Monsieur Verdoux (1947), versione maschile della celebre figura della “vedova nera”.A tal proposito: l’omonimo film con Theresa Russell (1987) è uno dei pochi incentrati su un serial killer di sesso femminile. Insieme a quel Monster che ha regalato un Oscar a Charlize Theron, a Barbara il mostro di Londra (1971). E alla strepitosa Kathleen Turner diretta dall’eccentrico e geniale John Waters di Serial Mom – La signora ammazzatutti (1994), storia (vera) di una casalinga assassina. Che si diletta fra un brutale omicidio e una torta di mele.


Impossibile dimenticare anche M – il mostro di Dusseldorf, visione in bianco e nero resa quasi tangibile da Fritz Lang nel 1931 e costruita sulla figura reale dell’assassino Peter Kurten (protagonista anche de La belva di Dusseldorf nel 1964).
Anche la mostruosa storia di Andrei Chikatilo, pluriomicida sovietico, è stata raccontata da più di un film. I più riusciti sono Cittadino X di Chris Gerolmo (1995), e Evilenko di David Grieco (2004). il primo, in particolare, resta uno dei capolavori del genere: un ritmo lento in costante crescita, una tensione drammatica palpabile, il dramma di un uomo (un bravissimo Stephen Rea) che dedica la propria vita – rischiando tutto – alla cattura di un uomo alienato e senza morale. Che non ha nulla da perdere e nessuna possibilità di recupero.


Altrettanto riuscito è il film belga Il cameraman e l’assassino (1992), angosciante ritratto di un serial killer a pagamento, chiaramente disturbato e seguito da un cameraman per (falsi) fini documentaristici. Niente finzione nella finzione, invece, per il Matt Damon (da pelle d’oca) protagonista de Il talento di Mr. Ripley (1999). Un film che lascia il segno per la bravura del protagonista, credibile al punto da provocare disagio allo spettatore.


Un po’ come i due spietati killer di Oliver Stone: quegli Assassini nati (foto) immersi in un film-farsa sul potere (negativo) dei media e interpretati da Woody Harrelson e Juliet Lewis, già protagonista di un serial killer movie con Kalifornia, accanto ad un inedito Brad Pitt pluriomicida (altro film da non perdere). Memorabile anche l’interpretazione del sempre bravo Tim Roth, protagonista del semi-sconosciuto film tv Senza movente (1993). Per non parlare del “bellone” Jeff Bridges, abbruttito, che ossessiona Kiefer Sutherland (e anche noi, con un personaggio davvero sinistro) in The Vanishing – Scomparsa.


E fra i nomi noti non possiamo dimenticare quello di Faccia di Cuoio, protagonista della slash-saga di Non aprite quella porta. Né quello del protagonista di Henry – pioggia di sangue, anch’esso ispirato a una figura reale e girato con un crudissimo stile semidocumentaristico.


Per ripassare un po’ di storia, e di nomi, basta visionare l’enciclopedico Copycat – omicidi in serie: più azione, meno dramma e meno cura per gli aspetti psicologici, ma tante informazioni sui serial killers americani più famosi.


E per chiudere questo lungo viaggio fra gli incubi di celluloide, almeno un cenno al cinema italiano. Oltre ad Evilenko, vanno segnalati: Girolimoni il mostro di Roma di Damiano Damiani (1972) su un serial killer nostrano arrestato alla fine degli anni ’20 e Il mostro di Firenze di Giuseppe Ferrario (1986), una delle versioni più celebri della storia del serial killer italiano più (tristemente) famoso.


Naturalmente ho comunque tralasciato decine di titoli. Che col passare degli anni aumenteranno di numero: viviamo nell’era dei serial killer. Ed il cinema, ve lo garantisco, ce ne presenterà sempre di nuovi…


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