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Speciale Dexter – Intervista esclusiva a Jeff Lindsay

Abbiamo incontrato per voi il ‘papà’ di Dexter, lo scrittore americano Jeff Lindsay. E ci ha fatto qualche confessione interessante sul suo personaggio, su Michael C. Hall e sul crime in generale 

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Come è nata l’idea di Dexter, e come si è preparato per trasformarla in romanzo?


L’idea è nata mentre osservavo un gruppo di persone che mangiavano, e
parlavano, e si compiacevano l’una con l’altra, e improvvisamente nella
mia testa è balenato questo pensiero: non è detto che la figura del
serial killer abbia per forza una connotazione negativa di per sé.
Credo che questo dimostri che io mi sono identificato con l’aspetto
outsider’ di Dexter, ed è da lì che sono partito: desideravo che anche
altre persone si identificassero, come me, almeno in parte. Insomma,
questo è stato il mio punto di partenza: qualcuno che osserva l’umanità
dall’esterno e realizza quanto la nostra specie sia senza speranza.


I suoi romanzi sono sempre scritti in prima persona. Come riesce ad immedesimarsi così bene nei panni di un serial killer?


A dir la verità non lo so. Forse dovrei cominciare a preoccuparmene…. Mi spiego. All’inizio ho fatto moltissime ricerche sulla personalità degli psicopatici ma poi, a partire da un certo momento, è come scattato qualcosa dentro di me e allora SAPEVO che stavo andando nella giusta direzione. È un po’ come quando reciti: a un certo punto io sono entrato dentro Dexter e ho cominciato a guardare con i suoi occhi, a pensare con la sua mente. È un processo che non riesco neanche a spiegare a parole, è semplicemente successo, ho cominciato a sentire e capire le cose da quella prospettiva…


I suoi romanzi contengono tutti gli ingredienti vincenti del thriller ad alta tensione: tanto sangue, tanta suspense, dialoghi brillanti, una trama incredibilmente avvincente. Lei quale pensa che sia il vero segreto del successo di Dexter? Quali sono i punti di forza che lo distinguono da altri best-seller del genere?


A dir la verità io non credo che nessuno di questi elementi distingua Dexter da altri best sellers. Se questi elementi ci sono, fantastico, ne sono contento, vuol dire che ho saputo fare bene il mio lavoro, ma ribadisco: sono presenti anche in altri libri. La mia opinione in merito è che ciò che distingue Dexter da altri libri sia la sua voce. Per quanto ne sappia io non esiste un altro personaggio come lui. Lui è un mostro, ma un mostro accattivante, divertente, acuto, perspicace. E viaggia attraverso la vita con lo stesso atteggiamento di uno di quei vecchi esploratori europei che va in Cina, ovvero fatica a credere in alcune delle cose che noi diciamo e facciamo, ma allo stesso tempo ha l’abilità di comunicarcelo in modo piacevole.


Come mai ha scelto Miami come ambientazione dei suoi romanzi?


Sono cresciuto a Miami, e questa città ha ancora un posto molto speciale nel mio cuore. Miami è bellissima, seducente, e anche vagamente pericolosa. Esattamente il tipo di posto dove un mostro può vivere ed essere felice.


Davanti a un personaggio come Dexter, un antieroe letterario dalla psicologia così complessa e ambigua, viene spontaneo chiedersi se c’è qualche figura letteraria e/o cinematografica da cui lei ha tratto ispirazione: Il giustiziere della notte, o Hannibal Lecter, ad esempio. Sia Dexter che Hannibal infatti, seppur diversi sotto tanti punti di vista, indirizzano la propria pulsione omicida verso coloro che “inquinano” il mondo, mai verso “la bellezza”, che amano e rispettano. Si può dire che, in un certo senso, entrambi “gettano i rifiuti”. Cosa ne pensa?


Dexter non si ispira a nessuna figura in particolare. Per quanto riguarda il concetto di “gettare i rifiuti” devo dire che si, è vero che Dexter a volte si rivolge alle sue vittime chiamandole “rifiuti”, soprattutto quando sono morte, ma le ragioni per cui sceglie persone malvagie non sono decisamente di natura estetica. Lui è stato semplicemente programmato dal suo patrigno, Harry, per scovare, pedinare e infine disfarsi di queste persone. Secondo me sarebbe stato altrettanto contento di uccidere anche altre tipologie di persone, ma dubito che sarebbe stato altrettanto talentuoso. Di conseguenza ritengo che sia leggermente troppo romantico considerarlo uno che ama tutto quanto è bello… soprattutto se si riflette sul fatto che quanto lui ritiene davvero bello include aspetti che noi e voi potremmo non trovare propriamente gradevoli.


Ci si chiede spesso cosa provi uno scrittore quando un personaggio che esiste solo nella sua immaginazione prende vita. Parlando della trasposizione televisiva dei suoi romanzi, le vorrei chiedere: Quanto gli attori di Dexter (e in particolare Michael C.Hall) si avvicinano all’idea che lei aveva di Dexter? Quanto e in che modo gli attori hanno arricchito, cambiato o stravolto i suoi personaggi? E in che modo avviene la sua collaborazione con i produttori, gli attori e il regista della serie?


Ho lavorato spessissimo in produzioni televisive e cinematografiche e ammetto che non ero affatto convinto che l’adattamento di Dexter sarebbe venuto bene. Di solito non va mai così. Poi mi è giunta la notizia che Michael era stato scelto come protagonista, e il mio primo pensiero è stato che ci fosse qualche sbaglio. Io lo conoscevo per il suo ruolo in Six Feet Under, dove interpretava il personaggio di un becchino gay, l’esatto opposto di Dexter. Di conseguenza, ho cominciato a credere che non potevo aspettarmi niente di buono da questa trasposizione… come ho già detto, ero condizionato da esperienze precedenti, che mi portavano a ragionare in questo modo. E poi, il primo giorno che sono andato sul set, ho visto Michael recitare…e sono rimasto totalmente spiazzato. Era un altro, tutto era diverso in lui, il volto, persino il corpo. Lui era veramente Dexter, e debbo ammettere che amo il modo in cui lavora sulla parte. Naturalmente, alcuni degli altri personaggi sono stati lievemente modificati, ma non si poteva fare altrimenti, e comunque nessuna delle modifiche è in contrasto con il libro e il suo spirito. Solo qualche piccolo ritocco, per renderli più congeniali al mezzo televisivo.



In Italia stiamo seguendo la prima stagione, tratta dal primo romanzo di Dexter, La mano sinistra di Dio. Cosa ci può dire degli altri romanzi della saga? Ci può dare qualche anticipazione sull’evoluzione della trama e dei personaggi?

Quello che posso dire è che sarebbe un grave errore non acquistare gli altri libri. Acquistateli, quante più copie potete. Nel secondo libro, Dearly Devoted Dexter (Il nostro caro Dexter), Dexter approfondisce la sua relazione con Rita e incontra un tipo molto interessante, che però non uccide ancora le sue vittime. Inoltre viene a conoscenza di qualcosa di stupefacente circa Astor e Cody, i figli di Rita. Nel terzo libro invece, Dexter in the Dark, succede qualcosa riguardo al “Passeggero Oscuro”che è dentro di lui…


Le piacciono le serie crime? C’è un genere o una serie che la affascina particolarmente? E perché?


So che sembrerà pazzesco ma io non guardo crime series, e non leggo neppure libri sul genere. Immagino che ciò renda il mio Dexter un mistero ancora più fitto, ma questa è la verità. Non provo grande attrazione verso questo genere.

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