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Episodio 1.6: Attacco chimico

Un nuovo, adrenalinico episodio. Forse il migliore finora. E una realtà divisa fra complotti e allucinazioni...

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Tre ore dopo l’attacco chimico. Un Sam insanguinato corre nella giungla per poi aggirarsi in un paese deserto e accoglierci così, senza tanti complimenti, nella nuova, tesissima puntata di Last Resort. Sam ripensa a sua moglie, al momento in cui le aveva promesso di tornare presto a casa. E poi si ritrova solo, in mezzo a un villaggio che ricorda tanto quello di qualsiasi film catastrofico... Che si trasforma presto in un film dell’orrore con un mucchio di cadaveri. O forse no. No: fortunatamente sembra che tutti gli uomini e le donne ammucchiati sulla riva del corso d’acqua stiano solo dormendo profondamente per effetto di una droga. Ce lo spiega Serrat con le parole che rivolge a Sam. 


E poi parte il racconto vero e proprio: la ricostruzione di un incubo in cui veniamo catapultati insieme a Sam e che come lui vogliamo capire. Così come Chaplin vuole capire cosa è successo ai Navy Seal che il Colorado aveva recuperato nell’episodio pilota, subito prima che scoppiasse il caos. Ma non sembra trovare grande collaborazione da Hopper, a conferma che sotto c’è qualcosa di grosso... Qualcosa legato a un segreto del Governo. Da quel momento gli sceneggiatori imbastiscono un equilibrio perfetto fra le varie sottotrame che riguardano i personaggi. Sam vede una foto di sua moglie abbracciata all’avvocato. James vede arrivare un motoscafo con uomini piuttosto minacciosi a bordo. 


Nigel dà i numeri e mostra i primi sintomi della droga. Nome in codice: BZ. Un agente inodore destabilizzante con brutte conseguenze, fino alla perdita di coscienza per otto ore. L’isola è sotto attacco, il tempo è poco e bisogna agire. L’epinefrina fa da antidoto alla sostanza chimica, così Sam viene mandato a procurarne quanta possibile dall’ospedale locale, mentre quella a bordo del Colorado è stata rubata e costringe Chaplin a decidere di immergersi insieme all’equipaggio. Nel frattempo al villaggio è il caos, la gente sta perdendo il controllo e Sam si risveglia in ospedale in mezzo ai cadaveri. Veri, stavolta. Incontra James e inizia a dare la caccia a Serrat insieme a lui.


La tensione cresce e alla stazione NATO sono arrivati gli uomini che James aveva avvistato dalla scogliera. Uno di loro, quello che dà gli ordini, è conciato male. Hanno rapito Hopper, vogliono sapere “dov’è”. Ma non sappiamo ancora chi, oppure cosa. L’unica cosa che sappiamo è che Serrat è in combutta con loro. Sam torna in ospedale e trova uno dei nuovi arrivati, che lo convince di far parte del suo equipaggio. L’episodio di ieri sera è stato sicuramente il migliore di questi primi 6. C’era tutto: tensione, sospetto, paranoia, allucinazioni, stratagemmi per ingannare il nemico. E naturalmente l’attacco chimico, un evento che destabilizza e crea una serie di situazioni di emergenza. Sam con il nemico, il Colorado con un incendio a bordo, le minacce a Sophie...


La realtà dell’isola si mescola con il dolore, i ricordi e i desideri di Sam, Chaplin e il resto dell’equipaggio. Un modo intelligente per farci scoprire qualcosa di più sulla personalità dei nostri protagonisti. Fino al momento in cui Sam capisce di trovarsi di fronte a un impostore e noi scopriamo com’è che il tizio col braccio rotto si è ridotto la faccia in quel modo... Le ore passano e gli eventi ci vengono restituiti un pezzo alla volta, attraverso un montaggio non lineare e per questo ancora più interessante. Alla stazione NATO il misterioso leader dei nemici ha ripreso il controllo. Ma Sam e James irrompono, riprendono il comando, risparmiano Serrat e cercano di mettersi in contatto con Chaplin, che racconta la storia del pavone e la gru al suo bambino. Il figlio che gli hanno ucciso in guerra e che lui rivede come un ragazzino a cui raccontare la favola della buonanotte... 


E alla fine, quando sembra che sia bene tutto ciò che finisce bene, baci rubati a parte, il capitano si risveglia e scopre che qualcuno gli ha rubato la chiave di lancio. Sono ancora molti gli interrogativi su ciò che è successo. Sono molte le cose da scoprire e i sospetti da fugare...

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