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Episodio 3.7: Infiltrati

Il momento dello scontro si avvicina, ma gli autori ce lo fanno sudare: i due mondi di The Walking Dead non si sono ancora affrontati...

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“Se ti avvicini alla mia gente, sei morto”. Il concetto è chiaro e direi che Rick ha mantenuto la “promessa” fatta in uno dei video di lancio della terza stagione di The Walking Dead (potete vederlo qui sotto: c’è anche un’emblematica frase di Hershel sul concetto di resurrezione...). Pensate quindi cosa farebbe a Merle se potesse mettergli le mani addosso mentre interroga, minaccia e terrorizza Glenn e Maggie. Probabilmente quello che gli faremmo tutti, in effetti, se facessimo parte di quel mondo. Perché conosciamo e amiamo due dei personaggi più positivi della serie (scelti non a caso come vittime del rapimento), i due giovani innamorati che restituiscono speranza a un futuro che di speranza non vuol sentire parlare...


E poi, dopo l’incursione nel mostruoso mondo di Merle (che ricorda un po’ la terrificante atmosfera di Hostel, ma fortunatamente non gli esiti) torniamo allo strepitoso, scioccante finale della scorsa puntata. Michonne è alla rete, attorniata da zombie, ferita e quindi riconoscibile come preda. Si difende come può ma è in difficoltà. Rick decide di aiutarla, così la portano dentro. Ma le cose non vanno come ci aspettavamo. Michonne non si fa riconoscere subito come amica di Andrea, e sicuramente sa tutto del gruppo. La sua scelta è quindi coerente con il personaggio, ma apparentemente inspiegabile. Mi aspetto un’altra magia degli sceneggiatori (come quella che, per la seconda volta, mi ha fatta commuovere per il destino di Lori di fronte al dolore di Carol e Rick). 


Dopodiché, si ristabilisce il perfetto equilibrio fra Woodsbury e la prigione. Due mondi paralleli che stanno per incontrarsi. Michonne racconta di Glenn e Maggie e del Governatore a Rick e agli altri, ma (inspiegabilmente, di nuovo) non accenna ad Andrea o Merle. Probabilmente non si fida di loro. Gli autori giocano sulla nostra impazienza per il momento della rivelazione. Il momento della reciproca scoperta dell’altro “mondo”, ma soprattutto dei personaggi che lo legano al proprio. Andrea, Michonne, Glenn, Maggie... Tutto sta per intrecciarsi e riscrivere le regole del gioco. Ma il momento della rivelazione ce lo fanno sudare. Come tutto il resto, in fondo. Ed è proprio questa una delle cose che rendono grande The Walking Dead


Come i dubbi, altro elemento fondamentale per le sorprese: Rick e Carl parlano, molto velatamente, del “trattamento” riservato a Lori dopo la sua morte. Ma ancora non ci viene svelato dove sia finito il cadavere (per l’ennesima volta: non nella panza dello zombie ciccione. Non tutto intero, almeno!). Carl non me la racconta giusta (e fra l’altro: con tutte le persone morte da ricordare, va a scegliere proprio il nome della sua maestra delle elementari, Judith, per la sorellina. Mah). Nel frattempo, a Woodsbury Andrea viene introdotta a parte dei segreti del Governatore. Le viene presentato il signor Coleman, che Milton vuole usare per dimostrare che gli zombie hanno dei ricordi della loro vita umana. L’esperimento fallisce e Andrea deve piantare un coltello in testa al signor Coleman prima che si mangi Milton. Ciononostante, lui è convinto di aver ottenuto un successo... 


La prospettiva, si sa, in tempi così difficili si distorce facilmente. Si vede ciò che si vuol vedere, si resta attaccati alle idee che permettono di sopravvivere. Come nel caso dell’uomo che vive da solo, aspettando l’arrivo della polizia. E fa una brutta fine mentre Rick, Daryl e Michonne si nascondono nella sua casa, assediati dagli zombie. Già: ci sono anche gli zombie, là fuori. Come se non bastassero gli uomini (combatti i morti, guardati dai vivi). Zombie protagonisti di sequenze memorabili, come quella in cui Glenn, legato a una sedia, viene dato in pasto a un morto vivente. Tanto per contraddire la tesi di Milton ancor prima della morte di Coleman, Glenn lotta ferocemente in una delle sequenze più dure, emozionanti e disperate di questa stagione. Mostra il suo attaccamento alla vita e il suo coraggio... Mentre in un’altra stanza il Governatore mostra le sue bugie e la sua vigliaccheria. Non tanto da spingersi al peggio, ovvero ciò che temevamo dovesse subire Maggie. Ma abbastanza da renderci il personaggio ancora più odioso. 


Sapevamo già di non poterci fidare di lui e aspettiamo che Rick e Daryl arrivino a salvare i nostri. Perché noi siamo dalla parte dei sopravvissuti guidati da Rick; per noi il Governatore è un nemico. Sono la fedeltà e il coraggio a fare la differenza fra il gruppo-famiglia di Rick e il gruppo-comunità fondata sulle bugie del Governatore. E’ più onesto dare un uomo morto (e ucciso personalmente...) in pasto agli zombie per scappare piuttosto che raccontare fandonie a tutti mentre si tramano atrocità e follie. Personalmente, non vedo l’ora che lo capisca anche Andrea. Soprattutto, però, non vedo l’ora che Rick abbia modo di spiegarlo al Governatore...

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