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Genio e sregolatezza!

Su FOX arriva in prima tv la storia di un neuroscienziato che collabora con l’FBI per risolvere i casi più complessi

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Non è cosa da tutti. Recitare per ben otto anni nel ruolo di Will Truman, star della popolarissima e amatissima Will & Grace e tornare in tv con un altro personaggio... Che fa dimenticare subito Will. Non perché l’esilarante sitcom sia stata dimenticata, bensì per la bravura di Eric McCormack, che convince nei panni del professor Daniel Pierce fin dal primo minuto di Perception, in prima visione italiana su FOX ogni mercoledì alle 21.00 dal 28 novembre.


Il neuroscienziato Daniel Pierce viene contattato da una sua ex studentessa ed ex collaboratrice per tornare a fare da consulente all’FBI. Perché il dottor Pierce è brillante, amato dai suoi studenti universitari, intuitivo e geniale. Non ultimo, esperto del comportamento umano e dei meccanismi mentali che si nascondono dietro alle azioni delle persone. Il che, va da sé, lo rende un prezioso alleato per l’agente federale Kate Moretti (Rachael Leigh Cook, La vendetta di Carter). Peccato, però, che Daniel Pierce sia anche schizofrenico e paranoico. Genio e sregolatezza: una mente geniale, si sa, spesso si accompagna a disturbi di vario genere. Quelli del dottor Pierce gli mostrano persone che esistono solo nella sua mente. Persone con le quali interagisce e conversa, proprio come faceva un altro genio: il personaggio di Russell Crowe in A Beautiful Mind, che Pierce ricorda molto. Con l’aggiunta di tutto un lato ironico che a John Nash mancava.


Così Daniel si fa aiutare da uno dei suoi più brillanti assistenti, Max Lewicki (Arjay Smith, The Day After Tomorrow) per capire cos’è reale e cosa non lo è. Senza dimenticare, però, che le sue allucinazioni sono anche portatrici di preziosi consigli e spunti di riflessione per la risoluzione dei casi federali ai quali sta lavorando con l’agente Moretti). L’inconscio di Daniel parla attraverso personaggi fittizi. Fra un’intuizione, una lezione e un attacco d’ansia, Daniel usa l’unico metodo che gli permette di concentrarsi e di calmarsi: ascoltare musica classica in cuffia, mimando i gesti di un direttore d’orchestra. Rigorosamente su musica in audiocassetta, che di questi tempi - comprensibilmente - Lewicki fatica a trovare. Ma Daniel non vuole saperne di Mp3 e altre moderne “diavolerie”: le tecnologia gli piace fintanto che gli è utile per il suo lavoro e la risoluzione di suoi casi. 


Come tutto il resto, in fondo: ogni cosa, ogni emozione, ogni incontro, ogni relazione umana per Daniel Pierce ruota attorno alla sua sensibilità, al momento in cui li vive, alle ragioni che lo spingono a cercarli. Per non dimenticare mai che tutto, nella vita, viene vissuto attraverso una prospettiva. Quella negli occhi di chi guarda. Quella negli occhi di Daniel Pierce. Che, nel caso di Perception, diventa anche la nostra...

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