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Episodio 1.7: Caccia al traditore

Un altro episodio ricco di tensione: si dà la caccia alla talpa sull’isola mentre il nostromo finisce in guai seri...

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Dopo due settimane di pausa (dovute alla messa in onda contemporanea con gli Usa, che obbliga a seguire la programmazione di ABC), ieri sera Last Resort è tornata con un altro episodio convincente. La serie, dopo la puntata sull’attacco chimico che ha rappresentato la puntata più riuscita fino a questo punto della narrazione, ci ha raccontato le conseguenze degli eventi dell’attacco stesso. A partire dal furto della chiave di lancio, sottratta al Capitano. Qualcuno che si trovava a bordo del Colorado durante l’attacco ha rubato la chiave, quindi è un traditore


Mentre l’equipaggio viene ispezionato per cercare la chiave, Prosser trova uno dei suoi con della droga... E non la prende affatto bene. Intuiamo fin dalla sua reazione esagerata che deve avere un passato da tossicodipendente. Lo intuiamo prima ancora dell’atroce sequenza in cui verrà obbligato da Serrat ad usare di nuovo della droga... Ma andiamo con ordine. Scopriamo anche che Booth, uno dei Black Ops responsabili dell’attacco chimico, lavora per la CIA ma sostiene di non essere a conoscenza dell’identità della talpa


Non resta che chiederlo a Serrat, quindi, e non in modo gentile. Chaplin fa irruzione con i suoi uomini, armati, e Serrat viene perquisito. Ma ancora niente... Al contrario di ciò che ha trovato King sull’isola: l’amore? La sua relazione con Tani sembra farsi seria. Ancora una volta, verremo smentiti dagli eventi successivi... Per ora però restiamo sul “serio”: si minaccia, si contratta, si chiede, si ordina. E si danno speranze. Come Booth, che dice a Sam che se sarà lui a comandare, e non più Chaplin, dovrà resistere sull’isola per un altro anno ed evitare la rielezione del Presidente. Per convincerlo ad accettare è perfino disposto a portare Christine sull’isola... Lo sfondo politico della serie si fa sempre più pressante e l’equipaggio del Colorado è in balia dei giochi di potere a Washington.


Sempre in tema di tentativi di convincere: lo spacciatore non sembra aver colto la minaccia di Prosser. Così a Prosser tocca andarci un tantino più pesante, inimicandosi indirettamente Serrat. Il che non è certo una buona idea, come appunto scopriremo... Così come non è una buona idea quella di Kylie di incontrare Shepard: un nuovo personaggio, Forrest, la informa che l’ammiraglio è sotto chiave (confermo: avevo avuto l’impressione che finisse gravemente ferito durante gli scontri sull’isola ma evidentemente mi sbagliavo). Forrest racconta a Kylie della morte della Vaughn e dello scontro a fuoco e la storia finisce direttamente in tv, grazie a Christine. 


Il Governo complotta, è vero. Ma c’è anche qualcuno disposto a raccontare la verità, a quanto pare... Verità che in certi casi compromette missioni e ideali, in altri casi confonde le persone. Come per Sam, che scopre dal filmato di aver baciato Sophie mentre era sotto l’effetto dell’attacco chimico. E ancora una volta, la tensione inizia a salire... Finché Snyder viene lanciata da un’auto con tanto esplosivo addosso da far fuori l’intero equipaggio. Tocca a King provare a disinnescarla, mentre Grace lo aiuta e gli altri assistono. La bomba viene disinnescata, ma il messaggio è stato chiaro. Minacciare Serrat coi missili e picchiare il suo spacciatore sono state due pessime idee.  


Pessima anche l’idea di Grace di mostrare la sua attrazione per King. O almeno così sembra. Ma forse non è stata un’idea così malvagia: c’era tensione fin dall’inizio, fra i due. E forse no: la relazione di King con Tani non è poi così seria, visto che non si tira indietro di fronte all’iniziativa presa da Grace. Ottima idea, invece, quella di Christine di allearsi con Kylie. Una rappresaglia dopo l’altra, arriviamo alla fine. Serrat offre a Chaplin un colpevole. Chaplin lo fa uccidere e Serrat non gradisce. Si arriva allo scontro diretto e alla minaccia che fa sembrare a Sam che Booth dica la verità: Chaplin è fuori controllo... E  Cortez, come sospettavamo, è la talpa. Mentre Prosser stavolta si trova davvero nei guai...

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