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Episodio 1.9: Terrore a bordo

La nave diplomatica con i parenti dell’equipaggio è arrivata. Ma un gruppo di terroristi ne prende il controllo...

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Le cose che mi hanno colpita di questo bell’episodio di Last Resort sono due. La prima è l’ormai assodata capacità degli sceneggiatori di creare un ritmo ascendente che sfocia immancabilmente in una situazione finale che non ci aspettavamo. Vuoi per la quantità di tensione che propone, vuoi per le rivelazioni presenti o passate a cui si accompagna, vuoi per i colpi di scena. La seconda cosa è la conclusione tratta all’inizio dell’episodio: non ci sono armi nucleari in Pakistan. Il Governo americano non deve intervenire. Vi ricorda qualcosa? Perché la premessa di tutta la vicenda di Last Resort, quella che vede coinvolti James King e le menzogne del Governo e dei media, è strettamente legata all’attualità. Tanto da risultare scottante... Quasi come l’attesa dei parenti dell’equipaggio, sulla nave  diplomatica che sta per arrivare all’isola. Nave su cui ci sono anche Christine e Paul mentre Sam riceve un messaggio da Kylie che lo informa dell’arrivo di Christine e che gli chiede di consegnarle le riprese degli elmetti dei Seal: l’unico mezzo per ottenere la verità sull’attacco in Pakistan. Verità che finalmente ci viene svelata in questo episodio cruciale.


Ma niente è mai facile, vero? Così mentre un gruppo di marinai pakistani assumono il controllo della nave diplomatica, i passeggeri diventano ostaggi e il comandante della nave viene ucciso: i terroristi fanno sul serio. Chiedono di parlare con Chaplin: vogliono che il Colorado attacchi un generale a capo di un commando indiano diretto verso il Pakistan. Ancora una volta, Chaplin si trova in mezzo a una questione poco chiara e le sue decisioni saranno determinanti. Se inizialmente rifiuta, infatti, quando il primo ostaggio viene ucciso in diretta tv Chaplin è costretto a prendere tempo. I pakistani non sanno che non è in possesso delle due chiavi di lancio necessarie per attaccare, così cerca di negoziare un rilascio... Ottenendo solo un altro cadavere. Nel frattempo la vicenda “presente”, che vede la tensione salire minuto dopo minuto, si alterna al flashback con la squadra di James King e la verità sulla missione che ha portato all’attacco del Pakistan: il Governo ha sabotato la missione di ricerca. Uno dei Seal piazza un ordigno che ha portato con sé e la crisi esplode.


La puntata vede quindi un alternarsi di situazioni sempre più tese, alle quali si aggiunge l’indecisione di Cortez, in possesso dell’altra chiave di lancio. Immaginiamo che farà in modo di farla “saltar fuori”... E così accade. In un modo che fa cadere i sospetti di tradimento su Grace (che fra l’altro, da bravo ufficiale, nel momento più concitato non perde tempo per difendersi dallo sguardo accusatorio di Chaplin). Alla fine, dopo che Paul si sacrifica per salvare Christine (che lo bacia, inconsapevolmente sotto gli occhi di Sam), Christine viene presa in ostaggio da Fisher (che la definisce “il mio biglietto per tornare a casa”). Chaplin viene accusato dai media di aver lasciato che i pakistani uccidessero uomini e donne americani innocenti, a bordo della nave. Il generale indiano si ritira, ma solo dopo le acrobazie di Chaplin, miste a minacce rivolte contro il Pakistan.


Grace dovrà trovare la talpa della CIA per dimostrare la propria innocenza, Sam annuncia di voler lasciare l’isola per andare in cerca di Christine e Chaplin dovrà vedersela con il suo equipaggio, i cui parenti sono stati uccisi mentre lui cercava di trattare. Soprattutto, però, gli autori ci hanno dimostrato come perfino nella situazione più grave e disperata, Chaplin non accetti di farsi minacciare da nessuno. L’uomo tutto d’un pezzo che abbiamo conosciuto fin dall’episodio pilota continua dritto per la sua strada, senza esitare ma dimostrando al tempo stesso (a noi telespettatori, più che all’equipaggio) una grande umanità. Il che lo rende un personaggio davvero interessante: un uomo tutto d’un pezzo ma con una coscienza. E con la capacità di credere in se stesso, capacità rafforzata dalla confessione di King sulla verità dietro l’attacco al Pakistan. Attacco che - ora lo sanno anche gli altri membri dell’equipaggio che hanno assistito al racconto di King - andava scongiurato proprio come ha fatto Chaplin...

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