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Episodio 5.9: Venti di guerra

Uno alla volta, i personaggi si avvicinano alla resa dei conti. E ciascuno di loro dovrà affrontare da solo la sfida più difficile...

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Il tempo stringe. Siamo ben oltre la metà di questa quinta stagione: incluso quello che abbiamo visto ieri sera mancano solo quattro episodi al finale di stagione. E il cerchio degli eventi si stringe attorno ai personaggi. I vampiri, ispirati dalla brillante idea di Bill, stanno mettendo a ferro e fuoco la produzione del Tru Blood. I cancellieri, nella nuova formazione che include Russell, Bill ed Eric, banchettano a umani. Scopriamo che Molly è complice di Eric, ma le cose non vanno come previsto: devono inventarsi un piano di riserva. Nel frattempo LaFayette gioca a fare la Whoopi Goldberg di Ghost (citandola esplicitamente) e diventa la nostra fonte ufficiale di contatti con i defunti.


Soprattutto quando porta un messaggio di nonna Stackhouse che permette a Sookie di trovare una scatola di ricordi, con un articolo che la conduce dall’ex sceriffo (per altro intento a cercare di addossarle la colpa della morte di sua nonna). E già che c’è, il simpatico ex sceriffo le fa addossare anche una padella da parte della sua fidanzata. La sagoma della donna per un attimo ci aveva fatto pensare alla madre di Hoyt, ma no: è la (poco affabile) ragazza dello sceriffo. Abbiamo trovato la sede operativa del gruppo degli Obama e il dragone è proprio lei, non lo sceriffo come tutti pensavamo. 


Nel frattempo con i consueti, perfetti regolarità ed equilibrio, le altre vicende proseguono: Luna sembra stare meglio, Hoyt è stato rapito e Terry deve affrontare il suo destino e dare la caccia a Patrick... Soprattutto dopo che quest’ultimo ha pensato bene di prendere in ostaggio Arlene. Andy e Jason devono dare la caccia al capo (il “dragone”) di questa versione Duemila del Ku Klux Klan che uccide i “mostri”. E Alcide è stato poco cortesemente invitato a trovarsi un altro branco. È grazie ai suoi ricordi sull’importanza di averne uno che veniamo introdotti al personaggio di suo padre, interpretato da Robert Patrick, guest star di questa stagione.


Caccia, sopravvivenza, scelte difficili: l’intera stagione ruota attorno agli stessi temi che hanno guidato la narrazione delle altre, ma questa volta c’è qualcosa in più. Qualcosa di diverso. I personaggi finiscono per rimanere isolati. Le vecchie alleanze si rompono e ciascuno deve affrontare da solo il proprio destino, combattere da solo, o quasi, il proprio nemico. È la stagione degli scontri uno contro uno. Gli scontri definitivi, quelli “all’ultimo sangue”, del resto sono sempre così, soprattutto in True Blood, a simboleggiare la resa dei conti Bene contro Male, con tutte le dovute scale di grigio in mezzo. È come se ci stessero dicendo che i personaggi sono cresciuti, che stanno finalmente imparando a cavarsela da soli nel mondo pieno di mostri reali in cui vivono.


Mostri che, ben inteso, sono sia di origine soprannaturale che umana. Lo sa bene Sam, che da solo affronta gli Obama per salvare la vita a Sookie, salvo poi essere aiutato dal provvidenziale arrivo della polizia. Non importa, però, perché lui era disposto a rischiare tutto da solo. Come deve fare Terry: affrontare da solo la decisione di uccidere Patrick per salvare se stesso e la sua famiglia. Ce n’era abbastanza per chiudere una puntata, ma per Alan Ball e i suoi evidentemente era anche i momento per darci il colpo di grazia: c’è un nuovo sceriffo nell’area 5, e il divieto di nutrirsi di umani in pubblico è stato revocato. Pam lo apprende nel peggiore dei modi... E anche per i licantropi non si annunciano tempi facili: sono gli animali domestici dei vampiri. Avevamo già capito tutti che a fornire il V a J.D. era Russell, asservendo i suo branco. Ma da qui a considerarli animali domestici, cuccioli da regalare a Natale come fa Russell con Emma, regalandola a Newlin, ce ne passava. Già. Uno contro uno. Nuovi orizzonti. Schieramenti sempre più definiti. 


E Bill che tradisce Eric, consegnandolo a Salome...

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