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Episodio 2.1: Benvenuti a Briarcliff

Una nuova stagione di orrori, omaggi al genere horror e personaggi inquietanti... Tutti magistralmente interpretati

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Primo minuto di questa seconda stagione di American Horror Story, intitolata “Asylum”: coppia in luna di miele che va in “gita” nell’ormai abbandonata Briarcliff Manor, costruita nel 1908 ed ex rifugio dei malati di tubercolosi. Più di 45.000 persone sono morte nel padiglione, acquistato dalla Chiesa e trasformato in un manicomio criminale negli anni ’60, e i nostri novelli sposi trovano la cosa eccitante. Due considerazioni: cari sposini, se vi succede qualcosa di brutto vi sta bene. Ma non l’avete visto Scream? Non le conoscete le regole? La legge dell’horror non perdona: Ryan Murphy e Brad Falchuk la rispettano sempre con scrupolosa attenzione. Così come il pilot nella vecchia casa di Los Angeles non aveva nulla che lo distinguesse dall’inizio di un film horror in piena regola, anche questo primo episodio mantiene lo stile e la premessa narrativa. Siamo all’inizio di un lungo film dell’orrore che conterrà tutti gli elementi classici del genere... E che durerà 13 puntate.


Un film che si apre con la stessa sigla: la musica più inquietante aggiornate con le nuove immagini spaventose. Siamo nel 1964 e il benzinaio Kit Walker (Evan Peters) ha sposato una donna di colore in un mondo razzista e segregazionista. “Il mondo cambierà, un giorno”, dice Alma Walker. Noi sappiamo che ha ragione, ma anche che lei non farà in tempo a vederlo. Temiamo per l’arrivo di qualcuno che faccia del male a Kit e sua moglie, ma d’improvviso la tensione si trasforma in qualcosa che non ci saremmo mai aspettati: un rapimento alieno. La storia promette davvero bene ma dobbiamo aspettare per sapere come proseguirà (con Kit che finirà in manicomio, quasi certamente) e concentrarci sulla giornalista Lana Winters (Sarah Paulson, altra star della passata stagione) in visita a Suor Jude (Jessica Lange), direttrice dell’istituto. 



Jude ci viene presentata subito come il personaggio che probabilmente ci disturberà di più: abbiamo la sensazione che sia lei la più pazza lì dentro... Ma il vero clou di questo primo episodio è l’arrivo del serial killer soprannominato “Bloody Face”... Perché si tratta di Kit Walker (che si dichiara innocente). Ci sono poche speranze che qualcuno gli creda, lì dentro. Ma forse Grace (Lizzie Brocheré) può diventare sua amica. È già qualcosa, visto che anche il dottor Arden (James Cromwell) da subito non sembra il più simpatico dei personaggi. Soprattutto per Sorella Jude: lui sostiene la superiorità della scienza sulla natura, quindi è automaticamente in contrasto con le credenze religiose della direttrice. 


E anche gli esperimenti sui pazienti che lei sospetta vengano fatti dal dottore lo sono. Almeno così dice... E chissà che direbbe della relazione omosessuale fra Lana Winters e Wendy Peyser (Clea Duvall). Anzi, no: meglio non chiederselo; sarebbe una dichiarazione alquanto ipocrita, data la sottoveste rossa e i sogni su Monsignor Timothy Howard (Joseph Fiennes). Ci basta sapere che i protagonisti di questa vicenda sono, come sempre accade nelle serie di Murphy, emarginati; sono i “diversi” per la società, che in molti casi di diverso non hanno proprio nulla se non il fatto di essere rifiutati da tutti...


Seguono, per chiudere questo primo episodio: citazione da Il silenzio degli innocenti, omaggi alla fantascienza classica e a X-Files, esasperazione del conflitto scienza-fede (non è tutto qui, in fondo?), ricatti, replica delle torture aliene inflitte da un umano che si definisce medico (se esistono degli alieni cattivi, noi siamo sicuramente peggio), costruzione della pazzia sul concetto di colpa. E, ovviamente, della sua relativa (arbitraria) punizione. Direi che c’è abbastanza per aspettarci una stagione senza limiti, no?

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