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Episodio 3.9: Fratello

The Walking Dead è tornato! Con una prima, strepitosa puntata fra quelle della seconda parte di questa stagione 3

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Il midseason finale s’intitolava “Fatti per soffrire”: sì, noi! Tutti questi mesi senza zombie! Una fatica... Una sofferenza... Ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Personalmente, sono reduce da: distorsione con distrazione dei legamenti di un piede; otto giorni di ricovero in ospedale per altre ragioni; altri otto giorni con la febbre per la bronchite e l’influenza prese in ospedale... Ma alla faccia della febbre, sono qui incollata al computer (per devozione al lavoro, certo, ma anche per astinenza da zombie!) a commentare questa prima, attesissima puntata della seconda metà della stagione 3.



Intitolata - e non poteva essere altrimenti - “Fratello”. Ricorderete certo l’adrenalinico finale che ci aveva lasciati con Merle e Daryl, alla mercè del Governatore e della folla, messi l’uno contro l’altro. Sono bastati i primi due minuti ieri sera, per farmi salire la febbre, alla faccia degli antipiretici! Perché siamo fatti per soffrire, noi maniaci di serie tv, ma anche per raccogliere i frutti della nostra sofferenza. L’attesa è valsa la pena e lo scontro fra Daryl e Merle (visibile come l’intero episodio anche on line, a questo indirizzo), interrotto dall’arrivo di Rick e i suoi, ha rimesso le cose a posto: le “persone” che gridavano “Vogliamo vedere il sangue!” l’hanno visto, il sangue. Il loro. Quello degli innocenti che assistevano allo scontro, finiti ammazzati dagli spari o dagli zombie. 


Perché ancora una volta a fare paura sono i vivi più dei morti viventi: il tormentone della stagione non rinuncia mai a ricordarci quanto siano mostruose, crudeli e insensate le azioni dell’uomo rispetto alla cieca e “democratica” fame dei morti. Ma ieri sera c’era qualcosa di più importante del consueto scontro quotidiano con la paura, il potere e le sue distorsioni: c’era il confronto con la novità. La scoperta della presenza di Andrea a Woodsbury, la rottura del perimetro di sicurezza, il ritorno di Merle (il solito, insopportabile Merle), l’allontanamento di Daryl, la storia di Tyreese: ovvero tutto ciò che spezza la stagione in due riscrivendo regole, schieramenti, possibili sviluppi. 


I primi, possibili sviluppi sono arrivati subito: la conferma che l’unica legge è quella del più forte. L’idea dei nuovi arrivati di sovvertire l’ordine conquistando la prigione e sottomettendo chi li ha aiutati lo dimostra chiaramente: non ci sono regole, se non quella per la sopravvivenza di chi è più forte. Lo sappiamo fin dall’episodio pilota, ma in questa stagione - in questo momento - il gioco si fa più duro che mai... E chi non si adegua non può durare. Gli schieramenti, gli equilibri del potere nel nuovo mondo sono così importanti che gli zombie barcollanti nei boschi, pronti ad avvicinarsi, preoccupano solo noi telespettatori. Il pericolo più grande è dentro le mura che rinchiudono i vari gruppi. 


Anzi: gli schieramenti e il potere sono così importanti che il Governatore è l’unico ad avere il coraggio di sparare in testa all’uomo ferito, così come Rick era stato l’unico ad avere il coraggio di sparare in testa a Sophia. Il parallelismo è dovuto: gli equilibri in gioco sono quelli fra Rick e il Governatore. Tutto quello che c’è in mezzo complica la situazione, ma non la risolve. Perciò... Ecco che è lì che bisogna puntare con i colpi di scena: al comando. Andrea si insinua quindi come nuovo, amato leader a Woodsbury mentre alla prigione Rick non se la sente più di prendersi la responsabilità di altre vite... E si mette a urlare “Cosa state facendo qui? Andatevene, non posso aiutarvi!”, dimostrando di aver perso il controllo. E, di conseguenza, il comando. Noi lo abbiamo capito perché sapevamo che non ce l’aveva con Tyrese e i suoi (che se ne vanno di corsa). Noi abbiamo visto con chi ce l’aveva davvero... Quanto ci vorrà perché gli altri se ne accorgano e lo destituiscano?


E ora una scena in anteprima dal prossimo episodio:



 

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