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Episodio 3.12: Ripulire

Una puntata grandiosa che ci racconta con un colpo di scena il dolore del mondo post-apocalisse e, forse, restituisce un po’ di fiducia a Rick Grimes...

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Voto alla puntata di ieri sera? Dieci. Sarà troppo poco? Perché questa è un’altra di quelle puntatone che ti rendono fiera di aver tirato mezzanotte per lavorare, per poi poterti finalmente addormentare e... Sognare di essere braccata dagli zombie. Una puntata grandiosa, una delle migliori di sempre, con un set diverso dal solito che ci porta a guardare la realtà del mondo di The Walking Dead da un altro punto di vista. La puntata scritta da Scott Gimple, che l’anno prossimo prenderà il posto di Glen Mazzara (e se le premesse sono queste... Beh, benvenuto!). La puntata in cui Rick e Carl tornano “a casa” in cerca di armi e rifornimenti (e ricordi, per Carl, tanto da rischiare la vita per recuperare una foto di famiglia da mostrare alla sorellina). La puntata in cui Michonne passa da “è una minaccia, non mi fido” a “può essere dei nostri”. La puntata in cui la fiducia, la speranza e la paura s’intrecciano.

 

La puntata in cui Rick ritrova Morgan, l’uomo che gli aveva salvato la vita nell’episodio pilota. Ma andiamo con ordine, perché seguire la cronologia degli eventi è importante per arrivare al nodo della questione esposta ieri sera.

 

Tanto per cominciare, si chiama “karma”: se non ti fermi per raccogliere quel poveretto da solo per strada, minimo ti ritrovi impantanato e circondato dagli zombie. Non che sia stato un problema... Giusto il tempo di risolvere la situazione e lasciare a piedi il disgraziato, per la seconda volta. Ma pensa un po’ se mi si deve stringere il cuore guardando una serie sugli zombie... Certo: gli ultimi eventi hanno dimostrato come fidarsi non sia una buona idea, ma se Rick avesse accolto subito Tyreese, ora lui non starebbe spifferando informazioni utili al Governatore. 

 

Per questo viene rimessa in discussione la fiducia: Morgan, Michonne. Ora Rick è di nuovo pronto a fidarsi, a far entrare gente nel gruppo (ma non il poveretto per strada, che ritroviamo smembrato alla fine; di lui resta solo lo zaino, che prontamente viene requisito). 

 

Perché il tempo delle trattative è finito da un pezzo. Si lotta all’ultimo sangue per impossessarsi delle armi altrui, in un mondo in cui i ragazzini non devono solo difendersi dagli zombie. Devono anche sparare ai vivi (“Combatti i morti, guardati dai vivi”) e il nostro Carl se la cava alla grande. Di sicuro meglio di suo padre, soprattutto dopo la scoperta dell’identità dell’uomo armato... E della sua follia: Morgan ha perso tutto, ha visto tutti trasformarsi (compreso suo figlio, nel modo peggiore possibile che ci racconta durante una sequenza straziante). Gli resta solo la sua “missione”: ripulire

 

Ma inconsapevolmente ne svolge un’altra: restituisce a Rick la fiducia. La consapevolezza che ha bisogno degli altri, anche di altri che non siano i suoi figli. Non importa se si becca una coltellata. Non importa se rimane quasi ucciso, non importa se alla fine deve cedere, consapevole che Morgan ha il diritto di non vedere più nessuno trasformarsi (ragion per cui sta da solo). Non importa: qualcosa è cambiato. Morgan dice che le brave persone muoiono. Anche le cattive persone muoiono. Ma non i deboli: quelli hanno ereditato la Terra. Il mondo di The Walking Dead ha sempre funzionato in base alla legge del più forte, ma forse è vero. Forse sono coloro che esitano, che si ostinano a credere nell’umanità, nella morte, nella sacralità della morte, a soccombere. 

 

Abbiamo assistito a una puntata splendida: commovente, illuminante, sconvolgente, inquietante. Ricca di tensione: imperdibile la sequenza al bar, con Carl e Michonne assediati dagli zombie. 

 

Sapevamo che prima o poi Morgan sarebbe riapparso, e non poteva che essere in questo modo. Abbiamo assistito a una puntata di quelle puntate che fanno capire anche ai più scettici che in gioco c’è bene altro oltre agli zombie, al sangue, alla morte. In gioco c’è l’anima dell’uomo. Quella che forse Rick riscopre proprio grazie a Morgan e agli eventi che ha vissuto dopo essere “tornato a casa”... Giusto un attimo prima di fermarsi a raccogliere lo zaino dell’uomo che ha lasciato morire per strada.

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