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Episodio 3.13: Apri gli occhi

L’attesissimo momento è arrivato: Rick incontra il Governatore...

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Ma roba da matti. Io sono lì, tutta preoccupata che Rick e Daryl s’imbattano in un’orda di zombie... E trovano qualcosa di peggio: il Governatore. L’atteso momento dell’incontro è arrivato. Organizzato da Andrea per provare a mettere fine alle ostilità. “Risparmiamo le pallottole per il vero pericolo”, dice. Ma qual è la vera minaccia? Non dobbiamo combattere i morti ma guardarci dai vivi? Non sono state più numerose, in questa stagione, le vittime degli uomini piuttosto che quelle degli zombi? Non è forse l’uomo il vero nemico?


Ce lo chiediamo mentre, consci che del Governatore non ci si può fidare (vedi la pistola nascosta sotto il tavolo), assistiamo alla tensione fra gli uomini fuori dal luogo dell’incontro. Sembra una puntata di Breaking Bad: i due “capi” dentro a discutere, i “mastini” fuori a guardarsi in cagnesco e a fare la guardia. Solo che la minaccia, qui, non è la polizia. La minaccia sono gli zombie. Ed è proprio il loro arrivo a precedere il momento di “incontro-confronto” fra i membri dei due schieramenti. Daryl e Martinez apprezzano silenziosamente la reciproca destrezza nell’eliminare i morti viventi e finiscono per fare quattro chiacchiere.


Milton si avvicina a Hershel, facendo domande e raccontando qualcosa del suo “documentare gli eventi”. Sono solo uomini, questi: uomini che si confrontano di fronte al peggior incubo di sempre, ovvero la morte che torna in vita e ti dà la caccia. Uomini che hanno tragiche esperienze alle spalle, che in qualche modo hanno lottato per sopravvivere, che si trovano su due sponde diverse dello stesso fiume ma sono pronti a riconoscersi quando si ritrovano uno di fronte all’altro. Sono uomini così... Tutti, tranne il Governatore. La soluzione proposta da Rick e Andrea di stabilire dei confini per non doversi più scontrare al Governatore non piace. Vuole che Rick si arrenda.


E ha una pistola sotto al tavolo. In sceneggiatura si chiama time-lock: due uomini parlano, seduti a un tavolo. Sotto al tavolo c’è una bomba, con un timer. Parte il conto alla rovescia. Abbiamo visto la bomba, perciò resteremo tesi per tutta la durata del dialogo. Gli autori di The Walking Dead adattano questo meccanismo classico di sceneggiatura alla perfezione, trasformando il Governatore nella “bomba” della situazione ed evitando il timer, per accrescere ancora di più la tensione con l’incertezza... 


Rick e il Governatore fanno conoscenza, parlano (la storia della moglie sarà vera? Non so se ci sia da fidarsi). Parlano quasi amichevolmente, a un certo punto. Ma noi sappiamo che sotto al tavolo c’è una pistola...


Così come sapevamo che Merle avrebbe creato caos alla prigione. Infatti Glenn deve scontrarsi con lui per impedirgli di andare all’incontro e uccidere il Governatore. Il quale, nel frattempo, dice chiaramente a Rick che cosa vuole: Michonne. La donna che ha “ucciso” (perché era già morta) sua figlia, la donna che gli ha cavato un occhio. Ed ecco che, come per magia, tutto torna: la puntata della settimana scorsa, quella che vedeva Rick accordare a Michonne la propria fiducia, serviva per questo momento. Perché per Rick prendere una decisione fosse più difficile di quanto non sarebbe stato prima... Ora ha 48 ore per capire se può fidarsi del Governatore (ma NO che non può! È una trappola! Noi lo sappiamo fin dal primo momento, e speriamo che lo capisca anche lui) e se sacrificare Michonne per salvare gli altri sia la cosa giusta da fare.

 

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