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Episodio 3.14: Vendetta

La fine si avvicina e Mazzara ci tiene con il fiato sospeso, mentre il Governatore perde ogni apparenza di normalità...

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Geni. Geni! Glen Mazzara e Evan T. Reilly, autori dello splendido episodio di ieri sera,  ci hanno tenuti con il fiato sospeso per tutta la durata di una delle puntate più avvincenti di sempre. Il Governatore bracca Andrea. Andrea, come molti altri (incluso Milton) deve schierarsi, prendere una posizione definitiva. Sceglie di tornare alla prigione, ma non ci riuscirà. Perché fra i molti colpi di genio della puntata, uno è quello che la vede protagonista verso la fine quando, finalmente, dopo tutto quello che ha fatto per sfuggire al Governatore, è a un passo dalla meta... Ma è stremata. Vorrebbe chiamare Rick, sulla torretta di guardia, ma proprio come nei sogni - anzi, negli incubi - la voce non esce. È un grido strozzato, come il nostro quando cerchiamo di gridare “Aiuto!” negli incubi peggiori. Un lamento insufficiente per farci udire, e ad Andrea per farsi trovare da Rick... 


La trova invece il Governatore, che ai nostri occhi non ha nemmeno più una parvenza di normalità. L’abbiamo detto più volte: la follia del leader di Woodbury ci spaventa fin da quando lo conosciamo, ma ora ha superato ogni limite. Ha smesso di darsi troppo da fare per nascondere i propri piani (rivelarli a Milton ha spinto quest’ultimo ad allontanarsi da lui) perché sta abbandonando i panni di leader che mente alla sua gente, nascondendo la propria follia, per indossare ufficialmente quelli di un assassino psicopatico. La lunga caccia che dà ad Andrea, braccandola in un edificio abbandonato e naturalmente ricco di zombie, ricorda un po’ i serial killer di Criminal Minds e un po’ il Terminator che dà la caccia a Sarah Connor, disposta a lottare fino all’ultimo respiro pur di sopravvivere perché ha un compito importante... Così come ce l’ha Andrea: avvisare Rick dei piani del Governatore. Ma, ironia della sorte (e macabra ironia della serie, che non manca mai) sulla sedia da tortura che le aveva fatto finalmente aprire gli occhi ci finisce proprio lei... 


In una puntata che si apre con l’accoppiata flashback e follia: il passato di Michonne e Andrea - che ci rivela che gli zombie tenuti al guinzaglio da Michonne erano persone a lei conosciute - e la follia del Governatore che si prepara a far fuori Rick e tutti gli altri, e a torturare Michonne (e Andrea, che inconsapevolmente si prenota un posto sulla famosa sedia). 


Ma ci sono anche futuro e speranza: Milton che finalmente si schiera, avvisa Andrea e decide di restare a Woodbury invece di cercare un nuovo inizio alla prigione. Non solo Milton dimostra finalmente carattere, ma anche la proverbiale capacità di “consigliere” che l’ha tenuto vicino al Governatore: impedisce ad Andrea di uccidere il Governatore sapendo che questo non fermerebbe l’attacco. Martinez prenderebbe il posto del Governatore e tutto sarebbe come prima.


Per la serie: come riabilitare un personaggio in poche mosse (e in modo credibile). C’è un limite morale che Milton non riesce a varcare. Quel limite potrebbe costargli la vita, ma questo non lo ferma. Onore al merito, come si dice... Mentre la resa dei conti è vicina (mancano solo altre due puntate al finale di stagione, oltre a questa) e le sorprese non mancano mai. Che si tratti di rivelazioni (come quelle sul passato dei personaggi) o di adrenalina (imboscate, scontri, “pesca di zombie”, faccia a faccia...). Come ho affermato in un video su YouTube per “difendere” la serie dalle accuse di lentezza, in The Walking Dead tutto - perfino il dialogo apparentemente più insignificante - è teso ad alimentare quell’approfondimento psicologico che fa la differenza. Non ci sono momenti “lenti”, nel grande disegno della sceneggiatura: c’è solo preparazione per il prossimo colpo di scena, per la prossima lotta per la sopravvivenza, per la prossima battaglia.


Perché la differenza fra The Walking Dead e uno dei moltissimi altri racconti di zombie (esclusi tutti quelli firmati da George Romero, sia ben chiaro) è che ogni azione, ogni evento, ogni scelta o dialogo portano ad un’evoluzione sia degli eventi che di tutti i personaggi coinvolti. Quella di ieri sera è stata la puntata in cui tutti hanno dovuto decidere da che parte stare: Milton, Andrea, Tyreese (che ha lasciato andare Andrea e poi, senza sapere che le sarebbe probabilmente costato la vita, ha avvisato della sua fuga). Ma solo a Woodbury, perché alla prigione tutti sanno già benissimo da che parte stanno. 


A riprova del fatto che (siete pronti? Tormentone in arrivo!) “c’è un solo leader!”.

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