FOX  

Episodio 3.16: Nelle tombe (finale di stagione)

Il finale di stagione è arrivato: una degna conclusione per questa terza, strepitosa stagione di The Walking Dead

0 condivisioni 0 commenti

Condividi


Questa terza, strepitosa stagione di The Walking Dead non poteva che concludersi con un episodio ricco di adrenalina, colpi di scena, preziose conclusioni su tutte le riflessioni portate avanti dagli sceneggiatori nel corso di queste ultime sedici puntate. “Nelle tombe” ci conferma quanto già sospettavamo: in un mondo dominato dalla morte, scegliere la vita costa caro. Molto caro.


Lo sanno bene Milton e Andrea, che pagano con la vita la loro fedeltà al Governatore. Entrambi si redimono prima di morire (non a caso, una per mano dell’altro), ma confermano che la volontà di difendere a tutti i costi la vita - qualsiasi vita, perfino quella del Governatore - in un mondo dominato dalla morte non può che avere tragiche conseguenze.


Andrea ripete più volte “volevo solo che non morisse più nessuno” per spiegare le proprie scelte. Quelle scelte che hanno portato lei alla rovina e che, coerentemente, vengono ricordate a Rick da Carl. Anche il nostro Grimes Junior avvalora l’affermazione del Governatore: non ci sono alternative. Uccidi oppure muori... Ecco perché un ragazzino spara in testa a sangue freddo a un altro ragazzino: non si danno seconde possibilità, se queste possibilità hanno portato alla morte di tua madre e di diversi altri membri della tua “famiglia” di sopravvissuti. Carl non vuole mettersi in mostra, attirare l’attenzione del padre o farsi “valere” come combattente. Vuole soltanto evitare futuri rischi. Vuole solo esorcizzare il dolore che non gli abbiamo ancora visto esprimere. Vuole solo evitare di ripetere gli errori del padre.


La cosa eccezionale è che non lo fa accusando Rick. Non gli “rinfaccia” i suoi errori: gli dice semplicemente che non si possono più permettere di agire in modo da causarne altri. Il discorso di Andrea, paladina della vita in un mondo di morti, e quello di Carl, “figlio” di quello stesso mondo che lo sta crescendo, tornano perfettamente con il ritorno alla democrazia nel gruppo prima guidato da Rick. I sopravvissuti hanno scelto di restare e lottare contro il Governatore, avendo la meglio durante il primo attacco. Hanno votato - lo sappiamo anche se non l’abbiamo visto - e hanno deciso insieme di lottare fino all’ultimo per difendere l’unico luogo sicuro che sono riusciti a trovare dopo tanto vagabondare.


Il ritorno alla volontà collettiva, a quella coscienza collettiva che fa la differenza fra quelli che “fanno il bene” (come nel passo della Bibbia che Rick e i suoi lasciano al Governatore, tirandogli un sonoro schiaffone morale) e quelli che perdono del tutto il controllo, è l’unica possibilità di salvezza per ciò che di umano resta in un mondo di morte: l’anima. Rick sceglie di rinunciare al proprio ruolo di leader assoluto perché nel mondo di The Walking Dead ci sono solamente due possibilità: o si fanno le sceglie “sbagliate” ma funzionali alla sopravvivenza, diventando come il Governatore (ma magari senza quell’abbondante dose di follia sadica, ecco) oppure si mette la comunità al centro di un futuro al quale nessuno osa guardare. 


Alla fine, però, quel futuro c’è. Si conquista facendo la cosa giusta, pagando con la vita propria o dei propri cari questa decisione e tirando avanti per la propria strada sapendo di aver fatto l’unica cosa umanamente possibile. Perché nessuno può farcela da solo. La prova è il Governatore: uno dei personaggi più cattivi, disturbati e negativi visti in tv, che ieri sera ha dato il peggio di sé per un motivo preciso; dimostrare, appunto, che scegliere la via più “sicura” - cioè eliminare ogni potenziale minaccia senza farsi troppe domande - porta alla rovina, all’alienazione, alla perdita della ragione


Il Governatore infligge Milton e Andrea una morte terribile. Il Governatore mente a tutti per incoraggiarli a fare ciò che vuole. Il Governatore non può tollerare l’esistenza di un gruppo di persone che non vivano ai suoi ordini. Il Governatore non può accettare un “no”...


E quando arriva a sterminare i suoi perché esprimono dubbi sull’opportunità di tornare per eliminare Rick e gli altri, non solo dimostra di aver perso il senno, oltre all’umanità: aiuta anche tutti i sopravvissuti a schierarsi dalla parte giusta. Schierarsi dalla parte giusta in un mondo in cui devi combattere i morti e guardarti dai vivi: una scelta difficile. Disperata. Faticosa. Ma giusta...

Condividi

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.