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Sul finale della stagione 3

Torniamo sul finale di stagione: ecco cosa ha detto Kirkman per rispondere alla critiche sul colpo di scena finale 

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Attenzione: SPOILER. Se non avete visto l’ultima puntata della stagione 3 NON leggete

La settimana scorsa, con gli spoiler sulla stagione 4, vi avevo anticipato che saremmo tornati sul finale della 3. Ed eccoci qui: nell’intervista già linkata erano presenti interessanti spunti di riflessione sulle critiche alla morte di Andrea nel finale di stagione. La critica più comune, condivisa anche da me, non riguardava tanto la decisione di uccidere Andrea, quanto il “modo” in cui un personaggio così importante è stato eliminato.

Come ricorderete, Andrea era stata rinchiusa dal Governatore insieme a Milton, gravemente ferito e quindi in procinto di morire e poi risvegliarsi e attaccare Andrea, legata alla poltrona che il Governatore aveva usato per torturarla. Prima di essere attaccato dal Governatore, Milton aveva lasciato una pinza a terra, dietro la sedia di Andrea, affinché lei avesse una possibilità di liberarsi. E tutti ci siamo chiesti: perché Andrea, che si è sempre dimostrata così efficiente nel combattere gli zombie (la ricordate, sola e armata di un coltello, nel bosco?), ha perso tanto tempo?

Perché non ha iniziato subito, appena Milton le ha detto della pinza, a cercare di liberarsi? Lo ha fatto, sì, ma troppo lentamente. E ha perso moltissimo tempo a parlare con Milton, per assicurarsi che fosse ancora vivo. Perché? A questa domanda ha provato a rispondere Kirkman, con una battuta: “Se non sei mai stato legato a una sedia, fermo a guardare qualcuno che muore, non so se puoi davvero giudicare il comportamento di qualcuno”. Sì, va bene: abbiamo apprezzato la battuta. Ma non ci soddisfa, no?

Kirkman ha detto che la situazione era tesa (e sulle voci che volevano la morte di Andrea come una “decisione dell’ultimo minuto” ha risposto che se ne parlava fin dall’inizio della stagione). Ha detto che la disperazione del personaggio era legata anche al suo non essere stata subito e pienamente consapevole della malvagità del Governatore. Lo afferma lei stessa, poco prima di morire: ha finalmente capito, ha cercato di avvertire Rick e gli altri. E ha esitato a uccidere il suo amante perché non voleva più morti. In un mondo dominato dalla morte, il suo discorso pareva sensato. 

Ritrovandola legata a una sedia, rinchiusa con uno zombie (o prossimo zombie, dovrei dire), la cosa è parsa un tantino meno logica. Certo è che se per me va benissimo che Kirkman abbia deciso di differenziare, e di parecchio, il suo fumetto dalla serie tv che ne è stata tratta, non mi va bene che un personaggio tanto importante sia stato liquidato così in fretta. Posso accettare la morte di Andrea, soprattutto in linea con il senso “morale” della stagione (si è schierata dalla parte sbagliata, e ha pagato con la vita). Ma avrei voluto vederla lottare, vederla risoluta come avrebbe potuto essere. Avrei voluto che la sua morte fosse più “eroica”, in un certo senso. Se lo sarebbe meritato. Non trovate?

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