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Episodio 2.13: La fine dei giochi (finale di stagione)

Un finale di stagione ricco di suspense, ancora una volta, e con tutte le risposte sul destino dei personaggi di Asylum

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È il momento della resa dei conti, quindi non ci stupisce l’arrivo di Johnny nell’ormai abbandonata Briarcliff, con tanto di audiolibro sull’istituto letto dall’autrice: sua madre. E siccome la struttura circolare è un classico horror, si torna al punto di partenza: la coppia di sposi che arriva a Briarcliff, mentre BloodyFace 2.0 è nascosto nell’ombra, pronto a entrare in azione. Il momento della resa dei conti, dicevamo. Così ritroviamo Lana, dopo 6 bestseller e una vita fra le celebrità, con la sua compagna Marian, e un sacco di chirurgia plastica. Ma il ritorno al passato è invitabile. Dobbiamo sapere cosa è successo a Briarcliff, giusto? Così viaggiamo fra presente e passato, come sempre del resto, mentre Lana ce lo racconta attraverso il suo reportage.


Fino ad arrivare a Jude, il cui salvataggio era solo immaginazione, il finale che Lana avrebbe voluto. Di Jude non c’era traccia. C’è evidente traccia di Johhny sul set dell’intervista a Lana, invece. Non che ci fosse bisogno di questo, per saperlo, ma è chiaro che il finale non sarà positivo. Mentre torniamo nel passato e vediamo Lana che va a trovare Kit, dopo aver fatto chiudere Briarcliff. E chiede di Betty Drake... Accolta in casa da Kit, per perdonare e lasciarsi Briarcliff alle spalle. Grazie all’aiuto dei bambini di Kit, davvero speciali come diceva Grace, Jude torna in sé. Ma poi muore. È il 1971. Attraverso le parole di Lana durante l‘intervista televisiva, ci viene raccontata la storia di tutti i personaggi, uno dopo l’altro, per chiudere il nostro racconto. Non può mancare il cardinale Timothy Howard, per il cui suicidio tutti accusarono Lana. Ma lei non l’aveva spinto a uccidersi: l’aveva solo messo di fronte alla sua coscienza.


E poi, a sorpresa, Lana rivela alla giornalista che il suo bambino non è morto, come aveva raccontato nel libro. Racconta del suo incontro con il piccolo negli anni ’70. Del matrimonio di Kit e della sua richiesta a Lana di fare da madrina ai suoi figli. Del futuro dei bambini. Della malattia di Kit, della sua scomparsa. Nessuno sa cosa gli sia successo, tranne noi giusto? Gli alieni sono tornati per lui. Poi l’intervista finisce, la troupe lascia la casa di Lana, ma qualcuno è rimasto... E lei lo sa. È sempre un passo avanti ai Thredson, a quanto pare. Anche dopo tutti questi anni. Sapeva che quel momento sarebbe arrivato e sapeva che avrebbe riconosciuto subito suo figlio... O almeno questo è ciò che racconta a Johnny. In realtà lo riconosce perché la polizia l’aveva informata.


Così come Johnny aveva riconosciuto lei durante quell’unico incontro, da ragazzino. Lana si trova di nuovo di fronte a un Thredson, a un’altra resa dei conti. Questa volta non avrà la meglio, sospettiamo, ma sappiamo anche che tutto è stato creato per questo momento, che l’intera stagione ci ha portato qui. A fare i conti con il nosro passato, con i nostri errori, con le nostre paure e gli orrori che cerchiamo di dimenticare. Non facciamo in tempo a rifletterci che Lana prende la pistola e spara il testa a suo figlio. Sarebbe stata una conclusione perfetta. Però mancava ancora un pezzo. Un pezzo del 1964. Un pezzo del male che non abitava a Briarcliff, ma dentro il cuore degli uomini e delle donne che l’hanno abitato.  

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