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Leonardo Da Vinci

Inauguriamo con il protagonista una serie di appuntamenti per conoscere più a fondo i protaognisti di Da Vinci’s Demons 

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Da Vinci’s Demons non è certo una serie con delle pretese storiche: l’intento è quello di costruire intrattenimento romanzando la vita di una delle figure più celebri di tutti i tempi. Per questo il Leonardo di Tom Riley è stato “costruito” dagli autori come un personaggio catalizzatore, ovvero uno di quelli attorno ai quali può ruotare un intero mondo di complotti, intrighi, amori, fantasia... Lo incontriamo nella serie da giovane, mentre si fa conoscere da Lorenzo De’ Medici con una delle sue invenzioni, che spera gli spalanchi le porte della corte per realizzare i suoi molti progetti legati agli armamenti e alle strategie per la battaglia.

 

Ma nella serie di Starz viene attribuita grande importanza anche all’aspetto mistico dell’esistenza di Leonardo: i misteriosi personaggi (a partire da Il Turco) che parlano per enigmi e che il protagonista incontra nel corso di ogni episodio hanno il duplice scopo di mescolare fantasia e realtà “storica” e di permettere a Leonardo di “guardare dentro all’infinito” per diventare il grande artista e inventore che tutti conosciamo. Leonardo è appassionato, creativo, entusiasta. Fatica a trattenere l’entusiasmo per il proprio lavoro, perfino quando sarebbe bene controllarsi. Agisce spesso d’impulso, o almeno così sembra: la sua mente lavora tanto in fretta che in realtà in più di un’occasione mostra di agire in base a calcoli precedenti, di cui nessuno sospettava nulla.

 

Chi lo circonda ne è affascinato ma al tempo stesso stenta a comprenderlo del tutto. Un po’ come noi: il personaggio attorno al quale ruota la narrazione è volutamente un po’ “oscuro”, misterioso, teso a svelarsi poco alla volta. La scelta era inevitabile: con un personaggio storico di tale portata, giocare sull’immaginazione, la complessità e la sorpresa era l’unica possibilità. Gli sceneggiatori l’hanno colta al volo: grazie anche alla spavalderia e alla simpatia (sono frequenti le sue battute un po’ arroganti), il Leonardo di Da Vinci’ sDemons intrattiene e diverte, raggiungendo così lo scopo principale e dichiarato della serie. Non si voleva dar vita a una ricostruzione storica o documentaria, bensì a un racconto romanzato, fatto di intrighi di corte e stimolato dalla possibilità di mettere in scena - con l’ausilio di affascinanti effetti speciali (come nel volo della colombina meccanica del pilot) - la creatività di un genio

 

Che, in quanto tale, viene tratteggiato appunto con... genialità e sregolatezza. Con le intemperanze tipiche dell’artista che non vuole accettare nulla di sé (del suo lavoro) che sia imperfetto. Con l’ambizione dell’inventore che aspira a cambiare il mondo, ben consapevole delle proprie potenzialità. Con la passione per il mistero, la conoscenza, qualunque cosa sia in grado di stimolare la sua curiosità: una bella donna, un delitto, una discussione ascoltata per caso... Spavaldo, sicuro di sé, incapace di accettare il fallimento (e quindi specialista nell’arte di trovare punti di vista alternativi), sarcastico, capace perfino di uccidere per i suoi ideali: il Leonardo del piccolo schermo è irresistibile grazie alla combinazione del mito che circonda il suo stesso nome e la rielaborazione di un’epoca e di un personaggio tesa a far divertire il pubblico.

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